02.02.2021 - I Cavalieri Costantiniani della Tuscia e Sabina celebrano la “Candelora”

++++ AGGIORNAMENTO IN FONDO ++++ Nella Solennità della Presentazione del Signore, su invito della Comunità Agostiniana, Cavalieri e Volontari della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio partecipano il 2 febbraio 2020 alle ore 16.00 alla solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Lino Fumagalli, Vescovo di Viterbo presso la Parrocchia SS. Trinità- Santuario Maria SS. Liberatrice in Viterbo.

I Volontari Costantiniani, inoltre, prestano servizio d'ordine e di accoglienza.



Nel Vangelo secondo Luca si legge che Maria e Giuseppe, in ottemperanza a quanto prescritto dalla legge giudaica, portarono il piccolo Gesù presso il tempio di Gerusalemme quaranta giorni dopo la sua nascita. Siccome ogni primogenito del popolo ebraico era considerato offerto a Dio, era necessario che i genitori lo riscattassero attraverso un'offerta. Fu in quel momento che San Simeone il Vecchio riconobbe il bambino come il messia e affermò che sarebbe stato "luce per illuminare le genti". Da qui la liturgia della Chiesa cattolica, che prevede la benedizione delle candele, simbolo appunto di colui che illumina gli esseri umani.



Contestualmente alla cerimonia di riscatto del primogenito, era prevista anche quella di purificazione della madre, considerata impura. Per la Chiesa Cattolica Maria non avrebbe avuto bisogno di farlo, ma lasciò comunque un'offerta in segno di umiltà e di obbedienza ai precetti ebraici. Anche per questo motivo, fino alla riforma introdotta dal Concilio Vaticano II, la Candelora era chiamata la festa della Purificazione della Beata Vergine Maria: la riforma riportò l'attenzione sulla valenza cristologica del momento.


Al termine della celebrazione, Mons. Lino Fumagalli, Vescovo di Viterbo si è amabilmente intrattenuto con il Delegato Nob. Avv. Roberto Saccarello e con i Confratelli Costantiniani, manifestando loro tutta la sua gratitudine per l'intensa caritativa espletata dalla Delegazione della Tuscia e Sabina in favore dei Monasteri e delle Comunità religiose in grave difficoltà economica.

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