02.04.2022 - Ritiro spirituale in preparazione alla Santa Pasqua a Sesto San Giovanni

Quest’anno, in un delicato momento di crisi in cui ci troviamo, la Delegazione della Lombardia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha svolto il consueto ritiro spirituale per i Cavalieri e Dame in preparazione alla Santa Pasqua, sabato 2 aprile 2022 presso la chiesa parrocchiale del Santissimo Redentore e San Francesco a Sesto San Giovanni.

Il Vice Primo Cappellano della Real Commissione per l’Italia e Cappellano Capo per il Nord Italia, Don Fabio Fantoni, Cappellano Gran Croce di Merito ha curato le riflessioni spirituali e ha presieduto la Santa Messa, concelebranti il Referente e Cappellano della Sezione Mantova-Cremona, Prof. Dott. Don Stefano Peretti e Don Alberto Buoli, alla presenza del Presidente della Real Commissione per l’Italia, il Duca Don Diego de Vargas Machuca, Balì Gran Croce di Giustizia decorato con Collare.

Nessun commento o giudizio in questa occasione, ha sottolineato Don Fantoni, ma soprattutto ascolto, accogliendo quello che il Signore comunica attraverso la Sua Parola e il Suo Spirito. Sono state scelte due letture dal Libro della Genesi e un brano del Vangelo di Marco, per comprendere il senso del combattimento spirituale, tipico elemento della quaresima e della spiritualità cristiana, ricordando le tentazioni subite da Gesù durante i 40 giorni di digiuno.


Nella prima lettura dal Libro della Genesi 32, 23-33 si assiste alla prima grande lotta significativa contro Dio e contro gli uomini avvenuta prima dell’alba: Giacobbe viene colpito all’anca, si fa benedire e rivela il suo nome che diventerà Israele (ovvero il progenitore e l’essenza di tutto il popolo delle 12 tribù).

Nella seconda lettura dal Libro della Genesi 25, 27-34 si assiste ad un’altra lotta, questa volta tra i fratelli Giacobbe e Esaù per la primogenitura: Esaù vende la sua primogenitura a Giacobbe per un piatto caldo in quanto era esausto a seguito della caccia. Una lotta che giustifica Israele (Giacobbe) nonostante non sia il primogenito.

Don Fantoni ha esortato a comprendere questa lotta spirituale, dove si valuta sempre ciò che possiamo o non possiamo fare dal punto di vista sostanziale. Vendere ciò che ti è stato assegnato da Dio ti fa restare la stessa persona? Vale di più un aspetto materiale o te stesso?

Nel brano del Vangelo di Marco 14, 32-42 apprendiamo che Gesù, recandosi nel Getsemani, cadde a terra preso da angoscia e paura senza poter contare sulla veglia dei tre discepoli addormentatisi che lo accompagnarono, segnando l’ora della consegna del Figlio dell’Uomo nelle mani dei peccatori.

La lotta spirituale non avviene quando siamo forti, ma quando siamo deboli. Occorre essere preparati. Infatti, in tutti e tre i brani lo scontro spirituale avviene nel momento di maggior debolezza: di Giacobbe contro l’angelo è avvenuto di notte; la cessione della primogenitura da parte di Esaù è avvenuta dopo una sfiancante giornata di caccia; i discepoli nel Getsemani non riuscirono a vegliare di notte come per tre volte gli chiese Gesù.

Dunque, la preparazione a questa lotta spirituale deve essere anche fisica, ha spiegato Don Fantoni; deve coinvolgere l’uomo in tutta la sua essenza, anche nel suo fisico. È utile prepararsi con esercizi ben precisi (Gesù aveva digiunato) senza pensare che si tratti di una questione intellettuale. Occorre allenare il fisico alla privazione per rafforzare l’animo ed essere pronti ad affrontare il momento di debolezza scelto da Satana per tentarci. Si diventa uomini forti perché si agisce, dopo aver meditato. La Quaresima ci consente proprio di esercitare questa lotta che ci permette di celebrare la Santa Pasqua.

A questo proposito Don Fantoni ha portato ancora a meditare, questa volta sul digiuno eucaristico di almeno un’ora che viene praticato per prepararsi a ricevere il Corpo di Cristo, attraverso la rinuncia. Non si tratta di un gesto espiatorio ma di accoglienza, in rispetto del patimento di Cristo; un’accoglienza che è anche sostanziale.

Un’ulteriore riflessione Don Fantoni ha dedicata al senso della Croce per la Sacra Milizia. La Croce Costantiniana ha due aspetti che occorre ricordare:

Il primo aspetto riguarda il colore rosso, che richiama il sangue, il sacrificio, quindi un rosso sacramentale che riporta alla Santa Messa. Don Fantoni ha ricordato che è buona prassi celebrare la Santa Messa di ringraziamento in occasione di alcuni anniversari della propria esistenza.

Il secondo aspetto è la presenza dei due simboli di Cristo come segni dorati, immagine della Gloria Divina, del bene che verrà, della vita eterna, un presagio quindi di resurrezione, di forza e di vita. Qui nasce il tema della speranza della Croce (tema antichissimo), come unica speranza. Il Cavaliere Costantiniano, ha specificato Don Fantoni, deve essere propositivo nella speranza. Un esempio è quello di dedicarsi interamente con la propria professionalità al progetto che si vuole perseguire, senza limitarsi a promuoverlo.

In conclusione, Don Fantoni ha auspicato che l'Ordine Costantiniano torni a pensare di rinnovare spiritualmente anche la Chiesa in un cammino propositivo ma legato alla tradizione.

Al termine della Santa Messa, concelebrata dopo le meditazioni, il Segretario della Delegazione, Cav. Prof. Dr. Giuseppe Resnati ha ringraziato il Presidente della Real Commissione per l'Italia per la sua costante presenza alle attività della Delegazione, il Cappellano Capo per le intense riflessioni spirituali offerte, i Cappellani che hanno concelebrato, il coro parrocchiale che ha animato la liturgia e tutti i presenti.

Un’agape fraterna ha concluso la mattinata, contribuendo a consolidare una fratellanza genuina.

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