07.02.2022 - Santa Messa per la Solennità di Sant’Egidio da Taranto

Lunedì 7 febbraio 2022 la Rappresentanza di Terra d’Otranto della Delegazione di Puglia e Basilicata del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio si è unita alla comunità dei fedeli della Parrocchia di San Pasquale Baylon, nel Borgo Umbertino di Taranto, per la Santa Messa Solenne presieduta dall’Arcivescovo Metropolita di Taranto, Mons. Filippo Santoro e concelebrata dal Parroco Fra Vincenzo Chirico, OFM ed altri parroci della diocesi convenuti in occasione della festa liturgica di Sant’Egidio, compatrono di Taranto. Grande è la devozione dei tarantini per questo umile Santo cui si attribuiscono grandi miracoli anche durante la sua vita terrena.

La Solenne Concelebrazione Eucaristica è stata impreziosita da un impeccabile servizio liturgico cui hanno partecipato numerosi ministranti.

L’Arcivescovo, sempre molto vicino alla comunità dei Frati, nella sua omelia ha magistralmente evidenziato come la vita terrena del Santo tarantino, fosse improntata al Vangelo e fosse in particolare un’espressione profonda di quanto riporta l’Evangelista Matteo al capitolo 11, versetti 25-30: “Hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rilevate ai piccoli”.

Fra’ Egidio Maria di Giuseppe al secolo Francesco Pontillo (Taranto, 16/11/1729 -Napoli, 7 Febbraio 1812) crebbe a Taranto in una umilissima casa situata nell’area detta pendio la Riccia, ancor oggi visitabile nel Borgo Antico della Città dei due Mari e che dal 1960 è luogo di preghiera. Svolse il mestiere di cordaio, un mestiere iconico delle antiche professioni artigiane del popolo tarantino, inevitabilmente legate alle risorse del mare. All’età di 24 anni entrò nell’Ordine dei Frati Minori Alcantarini e nella sua lunga permanenza a Napoli,diffuse la devozione per la Madonna del Pozzo di Capurso e di San Pasquale Baylon la cui reliquia portava sempre con sé quando si recava a prestare assistenza a poveri ed ammalati. Fu canonizzato da San Giovanni Paolo II il 2 giugno del 1996.

Il Santo Taumaturgo è venerato come protettore dei bambini, dei giovani in cerca di lavoro e delle persone provate dalla sofferenza e dalla malattia, pertanto la celebrazione presieduta dall’Arcivescovo è stata un importante momento per la comunità locale ed è stata occasione per affidare a Sant’Egidio le corali e numerose preghiere per la comunità locale, per i giovani e per la mancanza di lavoro, nonché per il ritorno ad una agognata normalità. Una normalità che per i Tarantini si traduce anche nell’auspicio di poter festeggiare presto una Pasqua secondo le importanti e identitarie tradizioni popolari Tarantine, che trovano massima espressione nei Riti della Settimana Santa, fortemente limitati, quando non soppressi, ormai da due anni, a causa della Pandemia.

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