I Cavalieri di Terra d’Otranto partecipano alla festa di Sant’Egidio a Taranto

Come da tradizione, i Cavalieri della Rappresentanza di Terra d'Otranto della Delegazione delle Puglie e Basilicata del Sacro Militare...

Come da tradizione, i Cavalieri della Rappresentanza di Terra d’Otranto della Delegazione delle Puglie e Basilicata del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio sono stati invitati da Fra’ Vincenzo Chirico, OFM, parroco di San Pasquale Baylon, alla festa di Sant’Egidio del 7 febbraio 2023.

La solenne Santa Messa, celebrata alle ore 18.30 presso la chiesa di San Pasquale Baylon nel borgo umbertino di Taranto, sarà presieduta da Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo metropolita di Taranto, con la partecipazione dei bambini e dei ragazzi dell’Iniziazione cristiana.

Sant’Egidio – al secolo Francesco Antonio Domenico Pasquale Pontillo – di umili origini, nacque in una piccola casa della città vecchia di Taranto nel 1729, da Cataldo Pontillo e Grazia Procaccio, artigiani, dimostrando fin dalla tenera età una fede straordinaria, vissuta in ogni istante della giornata.

Si iscrisse giovanissimo alla reale arciconfraternita di Maria Santissima del Rosario presso la chiesa di San Domenico Maggiore; praticò l’umile mestiere di cordaio, prima col padre, poi, dopo la scomparsa del genitore, nella bottega del cognato della madre, la quale in seguito si risposò con un barbiere di Grottaglie, con il quale il giovane Francesco visse fino alla sua partenza da Taranto.

Il 27 febbraio 1754, all’età di 24 anni, fu accolto tra i frati minori alcantarini della provincia alcantarina della Terra d’Otranto. Iniziò la vita francescana nel convento di Galatone, assumendo il nome di Frate Egidio della Madre di Dio. Alla fine dell’anno di prova, il 28 febbraio 1755, fece la sua professione solenne emettendo i tre voti cardini della povertà, obbedienza e castità. Trascorse quattro anni presso il convento di Squinzano e, dopo una breve parentesi nel convento di Capurso presso il santuario della Madonna del Pozzo, fu inviato a Napoli nel 1759 presso il convento di San Pasquale a Chiaia in a Napoli dove, durante il servizio quotidiano della questua per le strade, si fece amare quale uomo di pace, di conforto e di carità, offrendo ascolto e consolazione a quanti incontrava, a qualunque ceto appartenessero. Portò sempre con sé una preziosa reliquia di San Pasquale Baylon, tanto da essere chiamato dai napoletani O’ Santariello.

Morì il 7 febbraio 1812 a Napoli ultraottantenne, in odore di santità. Papa Pio IX lo dichiarò venerabile il 24 febbraio 1868. Papa Leone XIII lo dichiarò beato il 5 febbraio 1888. Il 29 giugno 1919 l’Arcivescovo metropolita di Taranto, Mons. Orazio Mazzella, proclamò solennemente l’allora beato Egidio Maria di San Giuseppe da Taranto compatrono della città per averla protetta dai gravi pericoli della Prima Guerra Mondiale. Papa Giovanni Paolo II lo dichiarò santo il 2 giugno 1996.

Il suo esempio si impone soprattutto ai giorni nostri, dove dilaga un individualismo che genera solitudine e nessuno trova più tempo da dedicare all’ascolto del prossimo.

La chiesa di San Pasquale Baylon è officiata dai frati minori ed è il principale santuario per il culto a Sant’Egidio da Taranto. Il convento di San Pasquale, oltre ad essere stato il luogo nel cuore di Taranto che ha formato spiritualmente Aldo Moro, accoglie le reliquie di Sant’Egidio compatrono di Taranto e protettore dei bambini, dei giovani in cerca di lavoro e delle famiglie provate dalla sofferenza e dalla malattia. Da pochi anni è stato affidato nelle mani di giovani frati dal carisma e dall’energia generativa giusti per poter ridare luce alla città attraverso le numerose iniziative e attività connettive col territorio da loro portate avanti.

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