07.04.2020 - Messaggio del Delegato e Colletta straordinaria della Sicilia Occidentale

"Anche quest’anno il Signore ci concede un tempo propizio per prepararci a celebrare con cuore rinnovato il grande Mistero della morte e risurrezione di Gesù, cardine della vita cristiana personale e comunitaria" (Papa Francesco). Il Delegato della Sicilia Occidentale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha attivato una colletta straordinaria da destinare ai ai poveri di tutta la Delegazione. Per le donazioni si potrà usare la carta postepay IBAN IT69K3608105138242323542328 intestata al Cav. Salvatore Glorioso, Responsabile della Comunicazione (Causale: Pasqua 2020 - colletta straordinaria per i poveri della delegazione), seguita da Email all'indirizzo dell'Ordine. Seguono il Messaggio in occasione della Quaresima del Delegato della Sicilia Occidentale e le meditazioni quaresimali di Don Davide Calantoni, Cappellano di Merito con Placca.


Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio Real Commissione per l'Italia Delegazione della Sicilia Occidentale Messaggio in occasione della Quaresima del Delegato


Stimati Confratelli, l’estendersi del virus ci ha costretti a interrompere tutte le attività della Delegazione contrarie alle disposizioni sulla distanza da tenere tra le persone. Una misura necessaria che tuttavia non deve fare passare inosservato il senso della quaresima quale momento di preparazione alla Santa Pasqua di Resurrezione. L’Ordine Costantiniano ha tra i suoi compiti quello di preservare, difendere e diffondere la Fede; ma anche quello di trasfondere questi valori in seno alla famiglia e non a caso trasmette il suo Magistero tramite questa istituzione. Per tanto la preclusione delle riunioni e delle cerimonie pubbliche, comprese quelle religiose, non si estende alle mura domestiche e non impedisce ai Cavalieri di assumersi in quell’ambito il compito di guida spirituale. I nostri Rev.mi Cappellani dell’Ordine hanno già attivato iniziative, sia in campo religioso che in quello caritativo verso i fratelli che soffrono per la malattia o la mancanza di mezzi. Voglio ringraziarLi e segnalare a Voi - Le predicazioni quaresimali del Padre Dom. Fabrizio Messina Cicchetti, USB, che trovate QUI. - Le meditazioni quaresimali di don Davide Calantoni che trovate qui allegate e che Vi invito a seguire: - La messa quotidiana online di Mons. Giuseppe Bucaro dal Monastero di Santa Caterina a Palermo che potrete seguire anche per il triduo pasquale; - La raccolta permanente di generi alimentari in favore dei poveri di Marsala (TP) di Don Giuseppe Sammartano che non dimentica gli ultimi. Vi Invito in particolare ad operare anche con quelle iniziative che possono svolgersi in forma individuale o comunque nel rispetto delle cautele imposte dalla situazione attuale. Recentemente abbiamo dovuto rinviare il nostro appuntamento di solidarietà verso i meno fortunati del Boccone del Povero ai quali periodicamente diamo assistenza, colgo l’occasione per invitarVi a partecipare ad una straordinaria colletta a favore dei poveri di TUTTA la Delegazione. Sarà un modo di trovarsi preparati dopo la S. Pasqua per intraprendere un percorso che si annuncia non facile ma che pur sempre è di ripartenza e di rinascita spirituale e civile, se si affronta con spirito sereno e consapevole. Confido nell’inviare a tutti i Cavalieri il più fraterno saluto che queste parole possano contribuire a rinsaldare il vincolo che ci tiene uniti sotto la guida del nostro Gran Maestro. Il Delegato Salvatore Bordonali Cav. G.C. di J.S. 7 aprile, Quaresima, A.D. 2020


Meditazioni quaresimali di Don Davide Calantoni


Carissimi Cavalieri e Dame, nell’imminenza della Santa Pasqua, sento il desiderio di condividere con tutti voi un pensiero di speranza che si fonda nella vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte. Stiamo vivendo una situazione difficile, a motivo della pandemia, alcuni usano il termine guerra per esprimere la lotta che tutta l’umanità sta facendo contro il nemico chiamato Covid-19, personalmente preferisco pensare che siamo in cura, una cura che oltre alla vita di tutti quanti noi dovrà anche e soprattutto salvare il nostro spirito, confermandoci ancora di più nella fede. Mi ha colpito a tal proposito, un passaggio, che in questa quaresima è stato sottolineato durante gli esercizi della Curia Romana. Il Padre Bovati, chiamato, da Papa Francesco, a svolgere le riflessioni, ha mosso la sua meditazione prendendo in esame i testi tratti dal libro dell’Esodo (14, 1-31) e dal Vangelo di Matteo (14, 22-32) . Il padre predicatore ha detto: «Abbiamo dato a questo nostro incontro il titolo di “traversata notturna”», sottolineando che questo «è applicato sia al testo dell’Esodo sia al testo di Matteo». In particolare, ha proseguito, «attraverso la parola “notte” siamo chiamati a entrare in una prospettiva di oscurità che comporta dimensioni di inquietudine, di smarrimento». E, «al tempo stesso, la notte è il luogo del mistero, dove Dio si manifesta». Ma c’è anche l’«aspetto del cammino che, però, si presenta come una traversata, cioè come una strada che fa passare, come nell’evento pasquale, attraverso una strettoia e come tale ancora incute paura e anche rifiuto». In fin dei conti, ha aggiunto il predicatore, «sono tematiche che parlano del cuore umano, del processo di coloro che sono nel dubbio, intimoriti, e quindi chiedono il soccorso della Parola di Dio, dell’uomo che il Signore ha suscitato per far compiere questo passaggio». Attualizzando il testo dell’Esodo, padre Bovati ha fatto presente che «l’idea di Dio» non è quella della scorciatoia facile: «il cammino è lungo e, anzi, apparentemente contraddittorio», con tanto di «retromarcia» e «trabocchetto» rispetto al «viaggio di liberazione» ritenuto in discesa. Può accadere persino, ha rilevato il predicatore, che il «processo di liberazione risulti come un inganno, una specie di trappola» che porta alla protesta. E lo si vede proprio nella vicenda di Mosè. Siamo chiamati in questo tempo di dura prova a non perdere la speranza, perché il Signore non ci lascerà cadere nel buio, ma verrà in nostro aiuto. Così il Vangelo di Matteo, al capitolo 14, ci parla di «una traversata del mare compiuta camminando sulle acque» e «di una barca minacciata dalla tempesta». Ecco che «ritorna il tema della traversata, del pericolo, della notte, della paura e dell’intervento del Salvatore: i discepoli sono soli, spaventati, e quando vedono Gesù che viene loro incontro, sul finire della notte, camminando sul mare, questo, invece di rassicurarli, accentua il loro sgomento e la paura perché ritengono di fare un’esperienza ingannevole e terrificante, come quella quando appare un fantasma, che è segno di morte». Gesù, per prima cosa, li incoraggia: «Non abbiate paura». Lo stesso è chiamato a fare oggi chi testimonia l’amore di Dio: «Entrare nelle case per dire: “sono io che vi voglio bene, che vi porto la consolazione del Signore”, con la consolazione con cui noi stessi siamo stati consolati». È questo il compito che come Sacra Milizia siamo chiamati a testimoniare, primariamente con la nostra vita e poi con l’annuncio che si fa servizio ai nostri fratelli, soprattutto i più bisognosi e fragili. Matteo racconta di Gesù che «cammina sulle acque e chiede a Pietro di fare la stessa esperienza: figura, appunto, del discepolo e dell’intera Chiesa chiamata ad andare verso il Signore vincendo la paura, vincendo le forze di morte che vogliono sommergere la creatura umana». E «chi è mediatore nella storia farà ciò che ha fatto Gesù, chiamando la gente perché possa coraggiosamente camminare sui flutti e facendo, quindi, fare l’esperienza della possibilità e della realtà della vittoria della vita sulle insidie e le violenze del male». “Signore, Salvami!” Mt.14,30 questa parola di Pietro rivolte a Gesù, orienta e riaccende la fede, quando essa vacilla, restituendo la pace. Carissimi confratelli nell’Ordine Costantiniano, oggi più che mai c’è bisogno di ripetere non con paura ma con fede “Signore salvaci!” e la salvezza arriverà nei nostri cuori. In questa circostanza più che mai è importante esprimere il ministero dell’incoraggiamento che consiste nella parola che infonde fiducia. Dare fiducia, dare forza, il nostro Ordine si fonda nella vittoria della Croce di Cristo, che è segno della Vittoria di Colui che risorgendo ha vinto la morte. La parola che deve risuonare, come augurio di una Santa Pasqua è quella capace di infondere coraggio, affezionando i nostri cuori alla comunione con il Signore che è presente ed abita in noi. Del resto, ha riaffermato il predicatore, «il potere dato a Mosè non è un potere magico, non è una bacchetta magica che fa ciò che piace a chi la maneggia; il potere divino conferito al profeta realizza eventi prodigiosi perché essi in primo luogo sono mediazioni di salvezza per gli altri, per gli indifesi; sono finalizzati al solo bene dei poveri: quindi è un potere di amore, misericordioso». Carissimi Cavalieri e Dame, siamo chiamati in prima persona tutti noi a testimoniare il Vangelo della carità e della misericordia divina che diventa il braccio del Cristo che allungato sulle fragilità umane le solleva e le guarisce, cosi ancora la riflessione del padre predicatore: «noi nel racconto vediamo la mano del Cristo, figura della mano potente di Dio che si protende verso l’uomo di poca fede salvandolo dalle onde e portando la pace a lui e all’intera barca, così che tutti possano accedere alla confessione di lode dicendo: davvero Tu sei il Figlio di Dio!» Con il salmo 124, come preghiera di lode per il Signore che ci libera, che salva: Lui è il creatore, all’opera però nella storia; Lui è il Signore, e se non fosse “Colui che è” noi saremmo periti nelle acque profonde. Ma le acque non ci hanno sommerso: il laccio si è spezzato e noi siamo liberati». Con questo potente e certissimo messaggio di Salvezza, che ci proviene dal Risorto a non avere paura, vi auguro una Santa Pasqua di pace e salute per voi e le vostre care famiglie. Vostro dev.mo in Cristo Don Davide Calantoni I link delle letture citate: QUI, QUI e QUI.

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