08.04.2020 - Messaggio per la Santa Pasqua del Cappellano della Delegazione per la Sicilia Orientale

Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio Real Commissione per l'Italia Delegazione per la Sicilia Orientale Messaggio in occasione della Santa Pasqua


Illustrissimi Cavalieri, Dame e Postulanti del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, in occasione della Sante festività ormai alle porte voglio rivolgere a ciascuno di voi il mio augurio di una santa Pasqua. Questo anno la triste circostanza che ha visto la morte di tanti nostri fratelli a causa del Covid-19 ci fanno celebrare una Pasqua diversa poiché le attuali restrizioni non ci consentono le celebrazioni liturgiche e le nostre care tradizioni popolari. Ma la nostra fede non si ferma, deve crescere sempre di più nel mistero di Cristo nostro salvatore morte e risorto. Sono dinanzi ai nostri occhi le immagini della preghiera in Piazza San Pietro del Papa, venerdì 27 marzo, nel giorno in cui il Paese registra il più alto numero di vittime dall’inizio dell’emergenza, dopo il sensibile calo dei giorni immediatamente precedenti che aveva fatto sperare che il picco fosse ormai stato raggiunto. Ed ecco allora che, in uno dei momenti più bui che il mondo abbia mai attraversato, arriva nello stesso giorno, trasformandolo in una data storica da tanti punti di vista, l’implorazione di Papa Francesco. Dalla Basilica vuota di Piazza San Pietro, in Vaticano, solo e sotto la pioggia, il Pontefice invita tutti i fedeli del mondo ad unirsi a lui nella preghiera invocando la fine della pandemia e impartendo la benedizione ‘Urbi et Orbi’ con l’indulgenza plenaria. Usa espressioni molto toccanti Bergoglio, che bene descrivono la condizione dell’intero Pianeta. “Signore, non lasciarci in balia della tempesta”, e ancora, “Su questa barca ci siamo tutti”. La preghiera a Dio di liberare la popolazione mondiale messa a durissima prova da un nemico subdolo e invisibile, fa sentire credenti e non credenti un po’ meno soli ed i popoli della Terra tutti più vicini e uniti nell’affrontare questa minaccia comune. Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare ettivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno e significato a queste ore in cui tutto sembra naufragare. Il Signore si risveglia per risvegliare e ravvivare la nostra fede pasquale. Abbiamo un’ancora: nella sua croce siamo stati salvati. Abbiamo un timone: nella sua croce siamo stati riscattati. Abbiamo una speranza: nella sua croce siamo stati risanati e abbracciati affinché niente e nessuno ci separi dal suo amore redentore. In mezzo all’isolamento nel quale stiamo patendo la mancanza degli affetti e degli incontri, sperimentando la mancanza di tante cose, ascoltiamo ancora una volta l’annuncio che ci salva: è risorto e vive accanto a noi. Il Signore ci interpella dalla sua croce a ritrovare la vita che ci attende, a guardare verso coloro che ci reclamano, a rafforzare, riconoscere e incentivare la grazia che ci abita. Non spegniamo la fiammella smorta (cfr Is 42,3), che mai si ammala, e lasciamo che riaccenda la speranza. Don Giacomo Zangara Cappellano di Merito con Placca

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