10.10.2021 - Santa Messa in suffragio di S.A.R. Don Carlos di Borbone delle Due Sicilie in Vercelli

Come abbiamo annunciato [QUI], Domenica 10 ottobre 2021 alle ore 12.00, nella suggestiva cornice di Vercelli, è stata officiata la Solenne Celebrazione Eucaristica in suffragio dell’anima pia dell’Infante di Spagna S.A.R. il Principe Don Carlos Maria di Borbone delle Due Sicilie e Borbone Parma, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie, Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, padre di S.A.R. il Principe Don Pietro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, attuale Gran Maestro.

S.A.R. il Principe Don Carlos Maria di Borbone delle Due Sicilie e Borbone Parma (Losanna, 16 gennaio 1938 – Retuerta del Bullaque, 5 ottobre 2015).

La Solenne Celebrazione Eucaristica presso il Duomo di Sant’Eusebio in Vercelli, alla presenza della Delegazione del Piemonte e Valle d’Aosta del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, e delle autorità religiose, civili e militari, è stata officiata da Mons. Giuseppe Cavallone, Arcidiacono del Capitolo Metropolitano di Sant’Eusebio e concelebrata da Don Fabrizio Balestra, Cappellano Capo della Delegazione del Piemonte e Valle d’Aosta. Il Solenne Rito è stato organizzato dalle Rappresentanze di Vercelli e Biella, con il contributo del Col. Corrado Prado, Cavaliere di Ufficio e Referente della città di Vercelli e con il supporto dell’Ing. Franco Maddaleno, Cavaliere di Merito con Placca e Referente della città di Biella. Numerosa la partecipazione dei Cavalieri delle Rappresentanze del Piemonte e della Valle d’Aosta, con diverse autorità pubbliche e militari intervenute per porgere i saluti a S.A.R. il Principe Don Carlos di Borbone delle Due Sicilie e Borbone Parma.

La cattedrale di Sant'Eusebio è la principale chiesa di Vercelli e sede dell'Arcidiocesi omonima. Sorta nei pressi della sepoltura di Sant'Eusebio di Vercelli, primo vescovo e patrono del Piemonte, annovera diverse importanti opere d'arte tra le quali spiccano il monumentale crocifisso ottoniano. Al suo interno sono sepolti diversi membri di Casa Savoia. È stata elevata alla dignità di basilica minore da Papa Gregorio XVI nel 1834 e dichiarata monumento nazionale nel 1940.

Nella sua omelia, Don Fabrizio Balestra si è soffermato sulla storia e sul contributo che l’Ordine Costantiniano dà alle attività sociali e caritatevoli della beneficenza e della assistenza ospedaliera. Ha posto infine l’accento sul precipuo dovere dei Cavalieri Costantiniani di vivere da perfetti cristiani in moda da dare un senso al significato attuale dell’essere Cavaliere oggi.

Nel corso della Cerimonia sono stati consegnati i Diplomi ad alcuni Cavalieri che per impegni professionali non hanno potuto presenziare al Solenne Pontificale svoltosi il 26 giugno scorso in Saronno [QUI] e al termine della funzione liturgica, i Cavalieri si sono ritrovati per un conviviale.

Al mattino si è svolta anche una visita guidata presso il Museo Leone. Aperto nel 1910 in Vercelli, il Museo Leone è costituito da due edifici storici, la cinquecentesca Casa Alciati e il settecentesco Palazzo Langosco, tra loro collegati da una manica di raccordo. Costruita negli anni Trenta del Novecento in occasione della visita di Mussolini a Vercelli, è oggi in Italia l’ultimo esempio integralmente conservato della museografia razionalista del periodo. È ricco di ambienti di grande impatto scenografico come il salone Romano, la sala di Santa Maria Maggiore e le splendide sale affrescate di Casa Alciati, capolavoro del Cinquecento pittorico vercellese. Il Museo Leone, da più di cento anni testimone e custode della storia della città e del suo territorio, raccoglie eclettiche collezioni di reperti archeologici, opere d’arte e manufatti di arti applicate che ripercorrono gli eventi e cultura d’Italia, e del vercellese in particolare, dalla preistoria all’Ottocento. Un’importante biblioteca antica custodisce più di 1200 preziosi incunaboli e cinquecentine, nonché una ricca collezione di codici miniati, manoscritti e pergamene. Una selezione di volumi quattro-cinquecenteschi è esposta lungo il percorso museale nel cosiddetto “Corridoio delle Cinquecentine”.

Di più recente apertura (autunno 2012) la splendida Sala delle armi (o di San Martino), che raccoglie armi bianche (alabarde, spade, pugnali) e apparati (armature, elmi, speroni, staffe) dall’età medievale all’Ottocento, racconta della prima passione collezionistica di Camillo Leone. Completano e concludono il percorso espositivo di Palazzo Langosco le ultime sale inaugurate il 5 giugno 2014, dedicate all’oreficeria popolare del territorio vercellese. Infine, gli spazi a cielo aperto e le aree verdi (Chiostro di Casa Alciati, Giardino della Fontana e il didattico Giardino Archeologico) che perfettamente si integrano nelle antiche architetture museali, costituiscono uno scenario unico nel cuore della vecchia Vercelli.

Il Museo Leone ospita mostre temporanee e convegni, organizza attività didattiche, attività per le famiglie ed eventi. La sezione educativa del museo attende le scuole di ogni ordine e grado, comprese quelle dell’infanzia, con laboratori creativi, scavi archeologici simulati e una varietà di altri percorsi didattici interattivi.

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