11.10.2022 – Convegno “Domenico Caracciolo Viceré di Sicilia” della Delegazione Sicilia Occidentale

Aggiornamento: 12 ott

Si è tenuto martedì 11 ottobre 2022 presso il Circolo Canottieri Palermo il convegno organizzato dalla Delegazione Sicilia Occidentale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio sul tema Domenico Caracciolo Viceré di Sicilia, con il relatore Prof. Pasquale Hamel, alla presenza di Cavalieri e Dame Costantiniani arrivati dalle quattro province siciliane, e ospiti.

A fare gli onori di casa, il Dott. Eduardo Traina, Presidente della Società Canottieri Palermo 1927, una delle più antiche associazioni sportive siciliane, che vanta un invidiabile palmares nel canottaggio e nella vela. Dopo avere salutato e ringraziato Soci ed Ospiti presenti, il Presidente Traina ha illustrato la figura di studioso e saggista del relatore, e il tema centrale del congresso. In particolare ha sottolineato l'importanza della critica rivisitazione del Prof. Hamel del periodo storico riferito alla dominazione araba in Sicilia, in posizione di dissenso rispetto alla visione sublimata di altri storici - tra cui il più illustre, Michele Amari – che, secondo tradizione, del periodo in questione avevano fatto una rappresentazione improntata a tolleranza ed integrazione.

Il Prof. Pasquale Hamel è stato dirigente del Parlamento siciliano, dove ha percorso l'intera carriera, fino a raggiungerne i vertici. È stato docente a contratto presso l'Università di Palermo, Direttore della Fondazione Federico II, Direttore dell'Istituzione Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Dal novembre 2012 è Consigliere della Società siciliana della Storia Patria. Come giornalista pubblicista ha collaborato con la Repubblica, Avvenire, Giornale di Sicilia e La Sicilia. Suoi scritti si trovano nelle riviste Studi Cattolici, Cronache parlamentari siciliane, Mediterranea ricerche storiche, FMR, Nuovo mondo della scuola e Dimensione Sicilia. Dopo un lungo apprendistato, fatto di letture attente e di ricerche, a partire dalla metà degli anni settanta, ha orientato i suoi interessi dagli studi giuridici verso la storia e le scienze politiche, riservando una particolare attenzione alla storia siciliana medievale e contemporanea. È anche autore di opere letterarie.

Infine, il Dott. Traina ha anticipato che il Prof. Salvatore Bordonali, Cavaliere di Gran Croce Jure Sanguinis, Delegato della Delegazione Sicilia Occidentale, in veste di co-relatore concluderà con un suo intervento in tema degli argomenti trattati.

Affrontando il tema del Convegno, il Prof. Pasquale Hamel ha illustrato che Domenico Caracciolo da Viceré mise in atto una politica di aperture riformiste, attento e impegnato a risvegliare le energie e a favorire il rinnovamento del Regno. Entrò in aperto conflitto, con qualche successo, contro i privilegi dell'aristocrazia e del clero, anche sostenuto da quella parte di questi stessi ceti maggiormente propensa ad appoggiare il programma moderatamente riformatore della monarchia. Ebbe, per esempio, la collaborazione dello stesso Inquisitore generale del Regno, il Vescovo riformista Ventimiglia, nell'abolizione del tribunale del Sant’Ufficio.

Domenico Caracciolo riuscì a stabilire nuove norme per l'amministrazione dei comuni e della giustizia nelle terre feudali. Per vari motivi, tra i quali il tremendo terremoto che devastò Messina nel 1783, dovette rinunciare a quella che considerava la riforma più importante: l'avvio di un catasto in cui per la prima volta apparissero descritte e disegnate le proprietà con i loro confini, le colture e le rendite, base preliminare ed essenziale per una tassazione dei patrimoni feudali ed ecclesiastici. Si sarebbe realizzato in Sicilia solo nel 1853. Si occupò anche di un piano per la costruzione delle strade, tra cui quella che doveva collegare Messina a Palermo, rese effettivo il comando delle truppe di stanza in Sicilia in capo al Viceré, fino ad allora solo formale, mise ordine nelle competenze dei diversi tribunali locali, snellendo l'amministrazione della giustizia. Operò anche in favore dei vassalli delle terre feudali dell'isola e il suo operato lo rese ancor più inviso all'aristocrazia baronale.

Domenico Caracciolo (1717-1789) - Viceré di Sicilia - Marchese di Villamaina, nobile, diplomatico e uomo politico.

Prendendo la parola, il Prof. Salvatore Bordonali ha ringraziato il Presidente della Società Canottieri Palermo 1927 per l’accoglienza e per l’apprezzamento dell’iniziativa, e il collega Pasquale Hamel, definendolo storico oltre le etichette e profondo conoscitore del periodo e del personaggio che ha rievocato.

Innanzitutto, il Prof. Bordonali ha trattato della Sicilia araba, ritornata alla Cristianità nel XII secolo con i Normanni e dei “miti”, che l’hanno accompagnata.

Poi, è passato a Re Carlo III, sovrano illuminato e lungimirante, nella cui scia culturale si inserisce Domenico Caracciolo come Viceré di Sicilia. I suoi tentativi di ammodernare l’Isola solo in parte hanno raggiunto lo scopo, ma hanno dato avvio a un processo inarrestabile e alla valorizzazione dello Stato come l’istituzione di tutti.

Infine, si è soffermato sul valore della famiglia, che tuttora costituisce il fondamento della società, che ha costruito le istituzioni civili. Queste, ha affermato, se diventano autoreferenziali e prive di limiti degenerano nell’anarchia. L’Ordine Costantiniano, ha concluso, ci rammenta questa realtà, nella nozione di dinastia e di servizio, nella difesa dei valori che stanno a fondamento della nostra civiltà e della Fede, che hanno costruito l’Europa così come si presenta oggi. Il convegno si è concluso con una agape fraterna.

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