15.10.2020 – Santa Messa e Conferenza sul Regno d'Italia e la nobiltà della Delegazione Lombardia

Dopo una lunga interruzione, dovuta al tormentato momento, il 15 ottobre 2020 sono state riprese le Celebrazioni Eucaristiiche e gli incontri culturali della Delegazione Lombardia del Sacro Militare Ordine Costantiniano presso la Chiesa di riferimento San Sepolcro a Milano, concessa in uso alla Sacra Milizia.


La Santa Messa è stata celebrata dal Cappellano Capo per il Nord Italia Don Fabio Fantoni, Cappellano Gran Croce di Merito in suffragio del Nob. Prof. Carlo Tibaldeschi, Cavaliere Jure Sanguinis, ricordato con grande affetto e riconoscenza dal Delegato Vicario Cav. Ing. Gilberto Spinardi: “Uomo di grande cultura a cui va tutta la nostra gratitudine per il Suo insegnamento umano e culturale. Amava l’Ordine. Rimarrà sempre con cuore immenso il nostro ricordo”.


Nella sua omelia, Don Fantoni ha analizzato il periodo storico di Santa Teresa D’Avila, il Santo del giorno, nel quale luci ed ombre si confondevano dando la sensazione dell’arrivo di un grande passaggio delicato: guerre, pestilenze, grandi uomini, giganteschi Santi. Anche la vastissima famiglia aristocratica di Santa Teresa, in gran parte costituita da nobiltà, soffre questo passaggio – ha specificato Don Fantoni – e Teresa si inserisce proprio in questo contesto in cui nessuno credeva ad un cambiamento e in cui tutti i segni, tutte le situazioni, tutte le realtà sembravano volgere al peggio. Analizzando i principi della riforma, Don Fantoni ha portato a riflettere sulle analogie con il travagliato momento di oggi. In ogni epoca storica – ha specificato - il Signore è sempre riconoscibile. La certezza della fede non è l’ostinazione delle proprie idee ma è la riuscita allo spirito che agisce, per cui la tua fede non è ideologica ma il senso più profondo del Signore risorto (stette in mezzo).



Serve domandarsi in questo periodo – ha proseguito Don Fantoni - dov’è Dio, cosa ci sta dicendo e dove ci vuole portare. Ha specificato inoltre, che ciò che stiamo vivendo determinerà, in ogni caso, una grande purificazione, e che evidenzia la fragilità umana: abbiamo vissuto come se le carestie e le epidemie appartenessero al passato. Il cristiano è colui che basa il principio fondante su Cristo ed è capace di adattare la sua realtà alla situazione contingente, in quanto ha uno scopo: salvare. In conclusione Don Fantoni ha esortato a chiedere al Signore di aiutare - anche come Ordine - a far vedere al mondo come la luce scaturente dalla Croce di Cristo non sia una luce che ci aiuta a superare anche questo momento ma quella luce che ci fa vedere come arrivare alla salvezza del Signore.



Successivamente, nella Sala dei Cavalieri ha avuto luogo la conferenza tenuta dalla Prof.ssa Elena Riva, Docente Ordinario di Storia moderna presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università Cattolica di Milano sul tema “Il Regno d'Italia e la nobiltà: situazione ed evoluzione”, nell’ambito del Programma culturale curato dal Cav. Prof. Edoardo Teodoro Brioschi, docente presso la stessa Facoltà universitaria. Nell’introdurre la conferenza, Prof. Brioschi ha ricordato l’impegno ad organizzare una serie di conferenze da svolgersi in alcune Delegazioni d’Italia per celebrare, quest’anno, il centenario degli Statuti Alfonsini.



La Prof.ssa Elena Riva ha fornito – nel pur limitato spazio a disposizione - alcuni spunti per far comprendere meglio quanto accadde alla nobiltà nel momento in cui si creò il Regno d’Italia. Cosa è accaduto quindi ad un patrimonio non solo di titoli, di famiglie e di tradizioni ma ad un intero patrimonio culturale, che aveva costruito la storia europea negli anni precedenti. Un mondo di regole – ha specificato - che crea una cultura, una ossatura europea che vediamo ovunque. Una intera forma del vivere che ad un certo punto viene messa in crisi. Poi la Prof.ssa Riva ha accennata la parziale restaurazione della nobiltà da parte di Napoleone dopo la rivoluzione francese e il conseguente depotenziamento della stessa: accanto a questa che era ancora di antico regime, con tradizione plurisecolare, se ne affiancarono altre nuove, che hanno acquisito un titolo. Quindi, la Prof.ssa Riva ha analizzata con maggior dettaglio la dinastia dei Savoia e i motivi che condussero la stessa ad abolire anche gli Ordini Cavallereschi, sebbene successivamente ripresi.

Diversi motivi rendono i Savoia una dinastia debole – ha specificato – in particolare la mancata scelta dell’incoronazione e la mancata stipula di un patto costituente. Non aver scelto la continuità dinastica era un elemento di forte debolezza per una dinastia ed inoltre pesava fortemente anche il mancato riconoscimento da parte della Chiesa. Il recupero dell’aristocrazia da parte dei Savoia è molto lenta per questioni di fedeltà: molte aristocrazie di lunga tradizione, fedeli a certe dinastie, dovettero imparare ad essere fedeli ad una dinastia completamente nuova. Il ruolo di Margherita fu fondamentale – ha continua la Prof.ssa Riva - nel creare una gran vita di corte che mancava: un grande volano per la monarchia e in qualche modo anche una galvanizzatrice del rapporto con le altre aristocrazie italiane. Inoltre, la Prof.ssa Riva ha riportato i dati sulla creazione dei nuovi nobili dopo il 1861 e i titoli che maggiormente venivano concessi, oltre a far comprendere la tipologia di persone che ne facevano richiesta nei vari momenti storici.

La Prof.ssa Riva ha più volte sottolineato quanto ci sia ancora molto da studiare sulla Famiglia regnante dei Savoia. Sono pochissimi anche gli studi dedicati alla fuga di Vittorio Emanuele III (documenti, a lungo secretati, ora disponibili) e sul funzionamento della monarchia. Specifica inoltre che tutto il materiale dei tribunali araldici, il materiale archivistico che riguarda la nobiltà italiana ed agli Ordini, a partire dal 1861, non è mai stato studiato in quanto le nobiltà non hanno più il ruolo che avevano prima.



Al termine della conferenza, il Delegato Vicario Cav. Ing. Gilberto Spinardi ed il Promotore delle Attività Culturali Cav. Prof. Edoardo Teodoro Brioschi hanno omaggiato la Prof.ssa Riva con il libro "Costantino a Milano, l'Editto e la sua storia 313-2013". Si tratta di un importante volume realizzato dai Dottori dell’Ambrosiana in collaborazione con l'Accademia Pontificia di Scienza e Storie, per mezzo del generoso finanziamento del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. Un libro considerato, da molti esperti, una pietra miliare per lo studio dell'Editto.

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