16.01.2020 - Santa Messa e Conferenza “Cristiani e pagani dinanzi alla svolta costantiniana”

Gli incontri del nuovo anno della Delegazione della Lombardia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio sono iniziati, presso la Chiesa di San Sepolcro a Milano, con una Santa Messa offerta in suffragio della Duchessa S.A.R. Donna María del Pilar, recentemente scomparsa.



La Santa Messa è stata concelebrata dal Confratello S.E.R. Mons. Enrico dal Covolo, SDB, Vescovo titolare di Eraclea, con il Cappellano Capo per l’Alta Italia Don Fabio Fantoni, che ha commemorato anche Maria Delle Piane scomparsa all’età di 46 anni lo scorso 8 gennaio, presentando a Dio le due Anime in questa eucarestia chiedendo di accoglierle nel Regno dei Cieli



Nell’omelia, Mons. dal Covolo ha dedica una prima riflessione alla commemorazione della Duchessa, legandola alle parole della prima lettura del Libro del Siracide, nella quale si fanno gli elogi di uomini illustri. “In questa celebrazione liturgica - ha specificato Mons. dal Covolo - facciamo anche l’elogio di una Donna illustre, la Duchessa Donna Maria del Pilar, che certamente oltre al resto si è distinta nelle opere di assistenza, di beneficenza, di carità e accanto a Lei anche Marina delle Piane.



Un secondo pensiero lo dedica all’inizio delle attività annuali dell'Ordine Costantiniano e lo unisce al brano del Vangelo in cui Gesù scappa dal luogo dove il popolo lo stava acclamando, recandosi altrove, nonostante il grande successo ottenuto. Un invito a ciascuno di noi a continuare ad operare anche quando si pensa di aver fatto abbastanza, andando oltre, crescendo nella via della Santità. Chi ci ha preceduto, - precisa il Reverendo - come gli Uomini e le Donne illustri di cui facciamo l’elogio, ci hanno segnato la strada, percorriamola anche noi”.



Nella successiva conferenza Mons. dal Covolo prosegue la discussione sulla cosiddetta svolta costantiniana, affrontata nella precedente conferenza del 28 marzo 2019, andando, questa volta, ad elaborare in maniera critica i rapporti tra cristiani e pagani dinnanzi ad essa. Elaborazione critica molto attuale nella quale il discorso ai rappresentanti della scienza di Benedetto XVI a Regensburg, nel 2006, si inserisce autorevolmente nel dibattito storiografico fra cristiani e pagani nei primi secoli della Chiesa e che trova nella svolta costantiniana un punto d’arrivo decisivo.



Sebbene questo discorso - ha specifica Mons. dal Covolo - sia rimasto condizionato da una polemica ingenerosa che spostò l’attenzione sul confronto tra religione cristiana e quella islamica, il tema vero fu piuttosto la questione globale su Dio e più in particolare il rapporto fra la ragione - che in ogni caso è violata dal ricorso alla violenza - e la religione.

Menzionando uno dei testi più interessanti della letteratura cristiana antica “a Diogneto”, Mons. dal Covolo ha analizzato il primo argomento dello scontro tra cristiani e pagani, ovvero il dibattito sulla vera relìgio. Per un verso il confronto con l’idolatria pose il problema di individuare la vera religione, la vera relìgio, di contro a quelle religiones che si rivelavano invenzione umana, o peggio creazione diabolica.

A questo proposito cita ancora una riflessione di Joseph Ratzinger espressa all’indomani del Concilio Vaticano II, quando l’Europa era scomposta dai venti della contestazione, che sembravano scuotere le fondamenta stesse della verità: “Il paradosso della filosofia antica consiste, dal punto di vista della storia delle religioni, nel fatto che essa, con il pensiero, ha distrutto il mito, senza peraltro accantonare del tutto la forma religiosa della venerazione degli dei. Di fatto la religio tradizionale, non batteva le vie del lògos (della ragione) ma si ostinava su quelle del mito, pur riconosciuto dalla filosofia privo di consistenza reale. Perciò il tramonto della relìgio tradizionale è inevitabile, fluiva come logica conseguenza, come distacco dalla verità che finiva di ritenere una relìgio una mera impostazione di vita.



In definitiva fin dalle sue origini - ha proseguito Mons. dal Covolo - il cristianesimo ha coniugato la questione di Dio con la verità dell’essere, lungo la via di un dialogo inesauribile tra ragione e fede, dove in maniera coerente la ragione si rende disponibile e si dilata nella contemplazione della fede e dell’amore. Tutto ciò a partire dalla fondamentale rivoluzione cristiana, del concetto

greco di Lògos, dove San Giovanni fin dal primo versetto del suo Vangelo giunge ad identificarlo nella seconda Persona della Trinità, con il Verbo incarnato della rivelazione. Così fin da allora per i cristiani non esiste alcuna possibilità di opposizione tra ragione e fede. Pensare ed agire contro il lògos, significa pensare e agire contro la vera relìgio.

A seguito di questa intensa lezione, proseguita con ulteriori approfondimenti, sono sorte alcune considerazioni finali.

Nel nuovo testamento si coglie certamente un invito fortissimo alla laicità delle istituzioni che si è un po’ smarrito.

Costantino ha sostituito di colpo tutti gli dei dell’Olimpo con il Deus Cristianorum, ma l’aggancio tra religione e gestione politica rimase intatto. Con il Concilio Vaticano II ci si libera finalmente da un rapporto servile tra Stato e Chiesa, riscoprendo la laicità delle istituzioni. La politica ha la sua area di laicità. La sana laicità è proprio il riconoscimento delle aree di autonomia propria, che funzionano secondo le leggi naturali della creazione. Benedetto XVI parlava di principi irrinunciabili non negoziabili e non di valori che non sono negoziabili per loro natura.

Su questo terreno dei principi non negoziabili – sottolinea Mons. dal Covolo - devono trovarsi d’accordo tutti gli uomini di buona volontà, indipendentemente dalla religione che professano. Una religione che pretendesse di sottrarre lo spazio alla ragione non può essere vera religio, così oggi, una religione che ricorre alla violenza non può essere chiamata vera religione.

A tal proposito, in conclusione, Mons. Enrico dal Covolo ci invita, approfondendo la conoscenza, ad essere fortemente critici, in modo da usare veramente la ragione e il giudizio (il discernimento) senza lasciarsi prendere dal buonismo e dal politicamente corretto.

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