20.11.2021 - Santa Messa Costantiniana e Cerimonia di consegna dei diplomi a Catania

Aggiornamento: nov 24

Come abbiamo annunciato [QUI], sabato 20 novembre 2021 a Catania, nella suggestiva cornice barocca della Pontificia Basilica Collegiata dedicata a Santa Maria dell’Elemosina, è stata celebrata la Solenne Santa Messa della Delegazione della Sicilia Orientale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio



Il Delegato per la Sicilia Orientale, Nob. Ferdinando Testoni Blasco, Cavaliere di Gran Croce di Giustizia, che insieme al Segretario Generale, Piersanti Serrano, Cavaliere di Merito con Placca, ha cordialmente ricevuto i Cappellani, i Cavalieri, le Dame, i Decorati e i Postulanti, convenuti non solo da tutte le province facenti capo alla Delegazione della Sicilia Orientale (Catania, Messina, Siracusa, Ragusa ed Enna), ma anche da fuori della Sicilia.

Il Sacro Rito è stato officiato dal Cappellano Capo della Delegazione, Mons. Carmelo Salvatore Asero, Prevosto della Pontificia Basilica Collegiata e Vicario Giudiziale dell’Arcidiocesi di Catania, Cappellano di Merito. Alla Cerimonia hanno assistito, in abito corale, Don Giacomo Zangara, Cappellano di Merito con Placca e Mons. Guglielmo Fenoll, Cappellano di Merito.



Alla Santa Messa, animata con i brani eseguiti all’organo dai Maestri della Cappella Musicale della Basilica Collegiata, hanno presenziato anche il Vice Delegato per la Sicilia Orientale e Referente per la Provincia di Messina, Nob. Gian Francesco Galletti, Barone di Santa Rosalia, Cavaliere di Giustizia; il Referente per le Province di Ragusa e Siracusa, Nob. Salvatore Dejean, Cavaliere Jure Sanguinis; e il Referente per la Provincia di Enna e Membro della Commissione per le Comunicazioni della Delegazione, Onofrio Ligotti, Cavaliere di Merito con Placca.



Al termine della Santa Messa, il Delegato Nob. Ferdinando Testoni Blasco, dopo aver recitato la Preghiera del Cavaliere Costantiniano, ha proceduto alla consegna dei diplomi di ammissione, di promozione e di benemerenza che il Gran Maestro, S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Real Casa delle Due Sicilie, ha concesso.

Dopo la cerimonia di rimessa dei diplomi, il Cav. Onofrio Ligotti, a nome dei Cavalieri e dei Postulanti di Barrafranca (Enna), si è pregiato di donare al Nob. Ferdinando Testoni Blasco una copia della litografia intitolata In hoc signo vinces, opera dalla pittrice di Barrafranca, Mariella Flammà.

La litografia In hoc signo vinces rappresenta la Battaglia combattuta nell'anno 312 nei pressi di Ponte Milvio da Costantino contro Massenzio. Sono rappresentati entrambi gli schieramenti di truppe, il ponte Milvio, Costantino a cavallo, l'apparizione della Croce, San Giorgio che uccide il drago, Antonio Farnese, ultimo Duca di Parma e Piacenza di Casa Farnese, S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, attuale Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. In pratica un riassunto della simbologia Costantiniana.



L’autrice della litografia, Mariella Flammà è nata a Enna e vive a Barrafranca, dove si dedica con impegno alle sue opere. Durante l'adolescenza, trascorre un periodo a Milano dove, all'età di quattordici anni, in giro tra pinacoteche e gallerie d'arte rimane rapita di fronte a un quadro del padre del Naturalismo Michelangelo Merisi, detto "Caravaggio", che diverrà il suo mentore guidandola nel corso degli anni e inducendola a coltivare i generi della pittura neoclassica. Immediatamente affascinata dal realismo drammatico con cui Caravaggio rappresentava le sue opere, il suo talento innato la spinge a seguire il desiderio di riprodurre i soggetti e le atmosfere dei suoi dipinti, evidenziati dalla particolare illuminazione che quasi conferisce ai corpi, incredibilmente vividi, la capacità di uscire improvvisamente dal buio della scena, generalmente rappresentati su uno sfondo monocromo e illuminati da una luce violenta. Spinta dalla sua passione, la pittrice inizia il suo percorso artistico dalla cultura figurativa lombarda, dando origine alle sue prime opere in apprendistato in una bottega d'arte di maestri bresciani, per poi maturare nel corso degli anni, una profonda preparazione artistica pur facendo affidamento unicamente al suo istinto e talento. La ricerca pittorica dell'artista verte essenzialmente al recupero della pittura e del disegno figurativo, riproponendo e rivalutando disegno, colore e strumenti che si rifanno al neoclassicismo. Nonostante abbia acquisito esperienze impressionistiche, futuristiche, nonché surrealistiche, l'Iperrealismo rimane il genere che più preferisce rappresentare, delineando così anche il suo personale stile nell'utilizzo dei colori. Tra i soggetti raffigurati, l'artista predilige dipingere figure, nature morte, ritratti, con una incredibile capacità nell'estrarre dalla realtà l'essenza stessa del soggetto e inoltre paesaggi, in cui si evince l'amore profondo e il rispetto che nutre per l'Arte.

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