21.01.2020 - Card. Müller, Sant’Agnese con il sangue della sua giovane vita ha testimoniato Cristo

Martedì 21 gennaio 2020 è stata celebrata a Roma, presso la Chiesa di Sant'Agnese in Agone a piazza Navona, una Solenne Santa Messa in onore della tredicenne Sant'Agnese, tra le prime martiri del Cristianesimo. Insieme al Rettore, S.E.R. Mons. Paolo Schiavon, Vescovo ausiliare emerito di Roma, ha concebrato S.Em,R. il Signor Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Diacono del titolo di Sant’Agnese in Agone, Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, Balì Gran Croce di Giustizia e Gran Priore dell'Ordine Costantiniano. Ha animato il Solenne Rito, il Coro di Sant’Agnese in Agone diretto da Paolo Teodori.



A questa importante occasione il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio non poteva far mancare la propria presenza. Oltre ad alcune alte cariche della Real Commissione per l'Italia, sono intervenuti Cavalieri e Dame provenienti dalla Delegazione di Roma e Città del Vaticano e dalla Delegazione della Tuscia e Sabina. Inoltre, erano presenti il Presidente della Real Commissione per il Regno Unito, S. E. Francesco Moncada dei Principi di Paternò e il Delegato per la Repubblica di San Marino, Dott. Cesare Tabarrini.



Il Cardinale Müller fu nominato da S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie, Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, con Decreto del 16 dicembre 2018, quale Gran Priore del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, in successione al Cardinale Dario Castrillon Hoyos, compianto Gran Priore fino alla sua scomparsa il 18 maggio 2018.

Sant'Agnese in Agone fu istituito come titolo cardinalizio da Papa Leone X il 6 luglio 1517, fu soppresso da Papa Innocenzo XI il 5 ottobre 1654 e trasferito a quello di Sant'Agnese fuori le mura. Nel 1998 Giovanni Paolo II lo riammise come diaconia.


In un discorso del 20 gennaio 2012, Papa Benedetto XVI disse su Sant’Agnese, che un testimone credibile della fede deve essere una persona che vive per Cristo, con Cristo e in Cristo, trasformando la propria vita secondo le esigenze più alte della gratuità.

Nell'omelia pronunciata durante la Santa Messa, il Cardinale Müller ha affrontato molti temi del mondo attuale, prendendo insegnamento dalla storia della giovane martire Sant’Agnese: “Ciò che ci affascina nei giovani d’oggi non è soltanto il loro aspetto grazioso, ma anche il loro rendimento sportivo o scolastico e la loro apertura al futuro. Alcuni diventano persino dei modelli per la loro generazione. (...) La dodicenne fanciulla romana Agnese, invece, non è un idolo effimero del suo tempo, ma un ideale imperituro della fede cristiana. Ella ancora oggi, 1700 anni dopo la sua morte, non è dimenticata. I cattolici di tutto il mondo ammirano questa ragazza per il suo eroismo e la venerano come santa. (...) Già da bambina Agnese seppe distinguere chiaramente tra l’unico vero Dio e i tanti falsi idoli venerati dai pagani. Il mondo è stato creato per l’uomo, gli serve da abitazione e fonte per procurarsi il cibo. L’uomo esiste in virtù di se stesso ed è creato naturalmente orientato verso Dio, Colui nel quale soltanto il nostro cuore trova riposo. Coloro che sono creati a immagine e somiglianza di Dio vivono nella consapevolezza della loro dignità di essere figli e figlie di Dio. E perciò non temiamo né le forze distruttive della natura, né i capricci del destino o l’ira dei tiranni. Non pratichiamo un culto della personalità dei ricchi, belli e potenti. La gloria del mondo è passeggera e tutti gli uomini sono mortali. (...) Con il sangue della sua giovane vita, Sant’Agnese ha testimoniato Cristo, Figlio di Dio e unico Salvatore del mondo. E così ella incoraggia anche noi qui a Roma ed in Europa, a professare la nostra fede cattolica pubblicamente e senza aver paura degli uomini. La fede degli Apostoli Pietro e Paolo è la radice della cultura che, da Roma e dall’Italia, ha raggiunto tutta l’Europa, conferendole la sua identità cristiana. Solo nel Cristianesimo c’è un futuro per l’Italia, il neopaganesimo invece condurrà alla sua rovina certa. (...) L’Italia e l’Europa avranno un futuro soltanto se punteranno su un rinnovamento culturale, morale e religioso nella fede in Gesù Cristo, Figlio del Dio vivente. Attraverso la sua resurrezione dai morti ha vinto l’odio, il peccato e la morte. E nel segno della Sua Croce si colloca anche la rinascita dell’Italia cattolica”.

Il Cardinale Müller ha concluso la sua omelia con una supplica alla martire ragazzina che fu sgozzata come un agnello: “Sant’Agnese, prega Dio per i tuoi romani, per l’Italia cattolica e per l’Europa cristiana”.

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