I Cavalieri Costantiniani della Toscana in visita alla Madonna del Baldacchino a Pescia

Questa notizia viene pubblicata con molto ritardo per motivi tecnici. Come abbiamo annunciato [QUI], giovedì 22 giugno 2023, Cavalieri,...

Questa notizia viene pubblicata con molto ritardo per motivi tecnici.

Come abbiamo annunciato [QUI], giovedì 22 giugno 2023, Cavalieri, Dame e Postulanti ed amici della Delegazione Toscana del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidati dal Delegato Rag. Carlo Testi, Cavaliere di Gran Croce di Merito, e dal Vescovo di Pistoia, Mons. Fausto Tardelli, Cappellano di Gran Croce di Merito, hanno partecipato in Pescia ad una visita guidata al dipinto Madonna con Baldacchino di Raffaello Sanzio e alla Biblioteca capitolare.

Accolti dal Vescovo di Pescia, Mons. Roberto Filippini, i convenuti sono stati guidati dal Prof. Paolo Vitali, docente di Storia dell’Arte, alla conoscenza dell’opera di Raffaello e delle opere conservate nella biblioteca del Capitolo pesciatino.

L’evento, oltre al suo particolare interesse culturale, è stato reso ancor più rilevante per la contemporanea presenza delle compagini cavalleresche della Luogotenenza dell’Italia centrale Appenninica dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, guidati dal Luogotenente S.E. Gr. Uff. Giuseppe Michele Marrani e dal Cancelliere Gr. Uff. Marco Meucci, della Sezione di Pistoia e Pescia del Sovrano Militare Ordine di Malta, guidati dal Cav. Pierpaolo Guidi, e del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, oltre che per l’adesione da parte dei Vescovi delle Diocesi di Pescia e di Pistoia.

Il Prof. Vitali ha ripercorso la genesi del dipinto che l’Urbinate aveva avuto in commissione dalla famiglia fiorentina Dei per la cappella gentilizia della chiesa dello Spirito Santo. Chiamato nel 1508 a Roma da Papa Giulio II, Raffaello lasciò incompiuta l’opera, che fu acquistata dal prelato pesciatino Baldassare Turini, datario dei pontefici di casa Medici, Leone X e Clemente VII, ed esecutore testamentario di Raffaello. Il Turini aveva destinato il quadro alla sua cappella funebre nella chiesa di Santa Maria, l’attuale cattedrale di Pescia. Ereditata dalla famiglia dei Buonvicini, l’opera fu acquistata dal Principe Ferdinando de Medici e collocata a Palazzo Pitti. Una copia, del pittore Pier Dandini, sostituì l’originale.

Nell’ambito del progetto Uffizi diffusi a Pescia, l’opera di Raffaello è stata riportata nella cattedrale pesciatina, nella sua collocazione originaria, in contrapposizione e in dialogo al dipinto di Pier Dandini. Un dialogo e una contrapposizione sottolineati con perizia dal Prof. Vitali.

Ricordiamo – come abbiamo riferito [QUI] – che nell’occasione della visita, il compianto Presidente della Real Commissione per l’Italia della Sacra Milizia, il Duca Don Diego de Vargas Machuca, è stato ricordato dal Delegato e che i convenuti, guidati dal Vescovo Fausto Tardelli, si sono raccolti in preghiera davanti alla sacra immagine della Vergine, pregando per l’anima di Don Diego e per i suoi familiari.

Successivamente, i convenuti si sono spostati nella magnifica Biblioteca capitolare, con gli affreschi settecenteschi del pittore lucchese Pietro Sforzini. Il Prof. Vitali ha ricordato che il fondatore fu il canonico Romualdo Cecchi che, alla sua morte nel 1648, lasciò alla Biblioteca i suoi libri, che costituirono il primo nucleo dell’importante istituzione culturale. Papa Alessandro VII ne riconobbe l’importanza con la bolla del luglio 1666. Attualmente, ha ricordato il Prof. Vitali, la biblioteca conserva 11.000 volumi, tra cui 42 incunaboli, 580 cinquecentine e 150 manoscritti, che spaziano da un frammento di un laudario del XII secolo fino alle lettere di Mons. Angelo Simonetti, Vescovo di Pescia dal 1908 al 1950. Importante è anche la collezione di stampe del 500-600 del canonico Andrea Buonvicini e il fondo del Senatore Avv. Leopoldo Galeotti.

I Cavalieri, nello spirito di servizio proposto dai rispettivi Ordini cavallereschi, attraverso le opere illustrate, hanno potuto vivere poi, in spirito di fraternità, un’interessante riflessione sul concetto greco di καλοκαγαθία: il bello e buono coincidono nell’ideale di perfezione fisica e morale dell’uomo.

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