24.06.2022 – Delegazione di Napoli e Campania a Casamicciola per il Sacro Cuore di Gesù

Venerdì 24 giugno 2022, solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, che intende esaltare l’amore misericordioso del Salvatore, simboleggiato nel suo Cuore, è stata celebrata una solenne Santa Messa a Casamicciola Terme nell’Isola di Ischia, a cui ha partecipato una rappresentanza della Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

La solenne Celebrazione Eucaristica, officiata nella basilica del Sacro Cuore di Gesù e Santa Maria Maddalena Penitente, è stata presieduta da Don Luigi Ballirano, Cappellano di Merito, concelebranti Don Antonio Mazzella, Cappellano di Merito e e Don Amare Gebre Fesha (nella foto da sinistra a destra).

La basilica è la sede della parrocchia di Casamicciola, originalmente situata in piazza Majo, finché il terremoto del 28 luglio 1883 non fece scomparire tra le rovine tutte le opere significative. L’8 luglio 1894, il Vescovo di Ischia, Mons. Giuseppe Candido, assistito dai canonici, dai seminaristi, dal clero di Casamicciola e dal Popolo di Dio, benediceva, con rito pontificale, la prima pietra della nuova basilica, a tre navate con nove altari, che venne consacrata il 31 maggio 1896. Fu elevata a Basilica minore nel 1965 da Papa Paolo VI. Dopo il terremoto del 21 agosto 2017 la basilica fu riaperta il 26 marzo 2021 in occasione della solenne Santa Messa per la festa dei Sette Dolori della Beata Vergine Maria.

Sopra l’altare maggiore sono collocate le statue del Sacro Cuore di Gesù e di Santa Maria Maddalena, che furono spedite da Venezia, rispettivamente il 6 marzo e il 31 luglio 1884 da S.M. Francesco II di Borbone in esilio, al suo amico d’infanzia, il Venerabile Don Giuseppe Morgera, parroco di Casamicciola. La Reale e Magistrale Famiglia delle Due Sicilie si è sempre distinta per attaccamento nei riguardi della comunità casamicciolese e del clero locale. La Delegazione di Napoli e Campania, sotto la guida del Delegato, il Nob. Manuel de Goyzueta di Toverena, dei Marchesi di Toverena e di Trentenare, Cavaliere di Giustizia, continua con questa antica tradizione.

Durante il Sacro Rito, Don Ballirano ha rinnovato la consacrazione al Sacro Cuore di tutta la comunità. Nostro Signore Gesù, mite e umile di cuore, esaltato sulla croce, è divenuto fonte di vita e di amore, a cui tutti i popoli attingeranno.

La devozione al Sacratissimo Cuore di Gesù, già praticata nell’antichità cristiana e nel Medioevo, si diffuse nel secolo XVII ad opera di San Giovanni Eudes (1601-1680) e soprattutto di Santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690). La festa del Sacro Cuore fu celebrata per la prima volta in Francia, probabilmente nel 1685. Santa Margherita Maria Alacoque, suora francese, entrò il 20 giugno 1671 nel convento delle Visitandine di Paray-le-Monial (Saone-et-Loire), visse con grande semplicità e misticismo la sua esperienza di religiosa e morì il 17 ottobre 1690 ad appena 43 anni.

Le prime due cerimonie in onore del Sacro Cuore, presente la santa mistica, si ebbero nell’ambito del Noviziato di Paray il 20 luglio 1685 e poi il 21 giugno 1686, a cui partecipò tutta la Comunità delle Visitandine. A partire da quella data, il movimento non si sarebbe più fermato, nonostante tutte le avversità che si presentarono specie nel XVIII secolo circa l’oggetto di questo culto.

Nel 1765 la Sacra Congregazione dei Riti affermò essere il cuore di carne simbolo dell’amore; allora i giansenisti intesero ciò come un atto di idolatria, ritenendo essere possibile un culto solo al cuore non reale ma metaforico. Papa Pio VI (1775-1799) nella bolla Auctorem fidei, confermava l’espressione della Congregazione notando che si adora il cuore “inseparabilmente unito con la Persona del Verbo”. Il 6 febbraio 1765 Papa Clemente XIII (1758-1769) accordò alla Polonia e all’Arciconfraternita romana del Sacro Cuore la festa del Sacro Cuore di Gesù. Nel pensiero del Papa questa nuova festa doveva diffondere nella Chiesa, i passi principali del messaggio di Santa Margherita, la quale era stata lo strumento privilegiato della diffusione di un culto, che era sempre esistito nella Chiesa sotto diverse forme, ma dandogli tuttavia un nuovo orientamento. Con lei non sarebbe più stata soltanto una amorosa contemplazione e un’adorazione di quel “Cuore che ha tanto amato”, ma anche una riparazione per le offese e ingratitudini ricevute, tramite il perfezionamento delle nostre esistenze. Diceva la santa che “l’amore rende le anime conformi”, cioè il Signore vuole ispirare nelle anime un amore generoso che, rispondendo al suo, li assimili interiormente al divino modello. Le visioni e i messaggi ricevuti da Santa Margherita Maria Alacoque furono e resteranno per sempre un picco spirituale, dove venne ricordato al mondo, l’amore appassionato di Gesù per gli uomini e dove fu chiesta a loro una risposta d’amore, di fronte al “Cuore che si è consumato per essi”.

La devozione al Sacro Cuore di Gesù trionfò nel XIX secolo e il convento di Paray-le-Monial divenne meta di continui pellegrinaggi; nel 1856 con Papa Pio IX la festa del Sacro Cuore divenne universale per tutta la Chiesa Cattolica. Nel rito romana la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù cade il venerdì successivo all’ottava della solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo.

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