25.06.2022 – Santa Messa della Delegazione Liguria nella chiesa di N.S. della Neve a La Spezia

Su iniziativa dei Cavalieri di La Spezia della Delegazione Liguria del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, sabato 25 giugno 2022 è stata celebrata una solenne Santa Messa nella chiesa di Nostra Signora della Neve, in viale Garibaldi nel centro cittadino di La Spezia. Il parroco, Don Mirko Mochi è Cappellano Costantiniano.

Al termine del Sacro Rito, presieduto da Don Maurizio Galeotti, Cappellano di Merito, Consigliere di Delegazione e Membro del Consiglio Ecclesiastico, concelebrante il Cappellano Capo della Delegazione della Liguria Don Fabio Pagnin, Cappellano di Merito, si è svolta la consegna da parte del Delegato della Delegazione della Liguria, Nob. Dott. Luigi Filippo Granello di Casaleto, Cavaliere Jure Sanguinis, dei diplomi ai nuovi Cavalieri.

Alla cerimonia erano presenti inoltre i Consiglieri di Delegazione March. Cap. di Vascello Filippo De Benedetti, Cavaliere Jure Sanguinis; Comm. Euro Giorgio Pensa, Cavaliere di Merito con Placca; Lionello Bottari, Cavaliere di Merito con Placca; Dott. Lionello Bottari, Cavaliere di Merito; le Dame Stefania Rolla e Amanda De Benedetti; postulanti ed amici della Sacra Milizia. Al termine i partecipanti si sono riuniti in un momento conviviale.

L'immagine sacra di Nostra Signora della Neve e la costruzione della chiesa

In un'abitazione fuori dalle mura di cinta, a poca distanza da Porta Biassa, vi era una casa al cui interno era custodita un antico dipinto su legno, realizzato da uno sconosciuto maestro primitivo, rappresentante la Beatissima Vergine. Un giorno il torrente Lagora straripò a causa delle copiose piogge invadendo d'acqua anche la casa che custodiva la preziosa effigie. In mezzo a tanta distruzione solo una cosa si salvò: la sacra immagine di Nostra Signora della Neve. La popolazione gridò al miracolo e decise di costruire una cappelletta devozionale, che è sorta in settembre 1595. La nuova casa del dipinto rimase tale fino al 4 agosto 1864, quando la cappella venne abbandonata e demolita per far spazio al costruendo Arsenale Militare. In un primo momento, la sacra immagine era stata trasportata nel Duomo spezzino, la chiesa di Santa Maria Assunta, dove rimase fino al 1881, quando venne dedicato un Oratorio annesso al Convento dei Padri Salesiani dove fu traslata con grande solennità il 26 luglio.

La congregazione salesiana si era proposta già da quel momento di erigere un tempio più grande e solenne, la cui prima pietra venne posta nel 1897 (sembra dallo stesso San Giovanni Bosco, mentre altre versioni tramandano che il Santo avesse scelto soltanto l'area in cui sarebbero sorti la chiesa e il collegio salesiano). Il Beato Michele Rua volle che la chiesa fosse dedicata alla devozione di Nostra Signora della Neve e in occasione dell'inaugurazione disse: «Invito poi tutti i buoni spezzini a ricorrere alla nostra buona Madre, invocata con il titolo di Nostra Signora della Neve, per implorare le grazie necessarie a condurre una vita veramente cristiana, a meritarci di farLe un dì bella colonna in Paradiso».

Nel 1968 si rese necessario ricorrere alla Sovrintendenza di Belle Arti di Genova per un restauro che restituì alla collettività, ma soprattutto ai devoti, la bellezza originaria dell'immagine sacra, posta sull’altare maggiore. In quell'occasione il restauratore Prof. Martino Oberto osservò che il dipinto si presentava come una grossolana pittura di stile ottocentesco poggiante su una superficie molto irregolare e con larghe e profonde "craquelures", e in più parti grandi scutelle di colore si sollevano, ma notò anche che il resto del dipinto rivelava un supporto ligneo in buone condizioni e di un'età di gran lunga anteriore alla superficie dipinta. Fu allora deciso di sottoporre il dipinto ad un esame radiografico. Fu così che la città scoprì di possedere un'autentica testimonianza della propria storia, che risale al Quattrocento, secolo in cui l'artista Jacopo Spinolotto lavorava alla Spezia.

In mezzo alla distruzione pressoché generale di viale Garibaldi e delle vie adiacenti durante il bombardamento del 5 giugno 1943, il sacro edificio rimase indenne.

L'immagine di Nostra Signora della Neve venne incoronata solennemente a nome di Papa Pio XII il 9 novembre 1952.

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