28.05.2022 - Pellegrinaggio all'Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina

Come abbiamo annunziato [QUI], sabato 28 maggio 2022 i Cavalieri e le Dame Costantiniani della Delegazione della Sicilia Occidentale, guidati dal Delegato, il Nob. Prof. Salvatore Bordonali, Cavaliere Gran Croce Jure Sanguinis, si sono recati in pellegrinaggio all’Eremo di Santa Rosalia a Santo Stefano Quisquina. Ad accoglierli, Mons. Ignazio Zambito, Vescovo emerito di Patti, originario di Santo Stefano Quisquina, il Sindaco Francesco Cacciatore e l’Arciprete Don Giuseppe Alotto.

Subito dopo la processione, che ha portato i partecipanti dal Monastero alla chiesa dedicata alla Santa, il Delegato ha ringraziato per la accoglienza il Sindaco e il Vescovo Zambito.

Il Sindaco di Santo Stefano Quisquina ha espresso il saluto della cittadinanza, ringraziando i Cavalieri e Dame Costantiniani. Gli ha esortato a rivestire anche il ruolo di ambasciatori di questi luoghi.

Dopo i saluti di Don Alotto ha preso la parola Mons. Zambito, trattando del concetto di “lettura” dei testi sacri, intesa come conoscenza del testo prima, conoscenza del significato poi ed infine come “conseguenza” delle prime due fasi della lettura: come relazionarsi con Nostro Signore. Una dissertazione affascinante che ha predisposto i Cavalieri e le Dame Costantiniani alla preghiera dell’Ora media, con i Salmi 118,81-88, 60 e 63.

Infine, Mons. Zambito ha donato ai partecipanti al pellegrinaggio un opuscolo con immagine cariche di significato, soffermandosi sul significato del pellegrinaggio nella storia, con i suoi simboli. Ha concluso con la descrizione dell’immagine di Santa Rosalia con in sottofondo la conchiglia, che esprime in sintesi la giornata.

Poi, ha preso la parola il Delegato, che ha parlato dell’Ordine Costantiniano, offrendo alcuni spunti di riflessione:

1. L’Ordine Costantiniano si fa risalire all’Editto di Milano del 313 d.C., emanato dall’Imperatore Costantino, quando è divenuto l’unico Augusto d’Occidente e in accordo con l’Augusto Licinio d’Oriente riconosce il Cristianesimo come religio licita. Formalmente si tratta di un provvedimento di “tolleranza”.

Divenuto nel 304 d.C. unico imperatore, Costantino inizia un’opera di cristianizzazione dell’Ordinamento giuridico romano e di collaborazione con la Chiesa di Roma e con i vescovi. Si delinea un percorso della comunità civile e religiosa sotto il segno di Cristo e guidato dall’Imperatore, che si invera in alcuni valori da difendere e tramandare.

2. Tra questi valori, ovviamente non vi sono le varie forme di governo, che si sono succedute nel corso della storia: si sono dissolti gli Imperi, sono caduti parecchi Regni. Rimane l’appartenenza a una comunità che conserva alcuni punti ideali di riferimento.

3. L’uomo nasce solo, ma non isolato. Infatti, sin dai primi istanti di vita si va integrando con un gruppo, anzitutto quello familiare e naturale e a seguire con quello ecclesiale, tramite il battesimo.

4. È l’inizio di un percorso, verso la salvezza, che necessita di punti di riferimento certi e di una guida autorevole. Questo è il significato della “Milizia”, che nella tradizione cristiana vuole dire appartenenza al mistico esercito di Cristo: quindi, disciplina ed esercizio assiduo della virtù e lotta contro il peccato.

5. L’Ordine Costantiniano, il cui significato risulta chiaro dal suo contrario, il disordine, s’inserisce in questo percorso armonioso, segnato da un filo conduttore attraverso i secoli e le umane aggregazioni, con riferimento a due pilastri fondamentali: la famiglia e la fede cristiana.

6. L’Ordine Costantiniano si definisce “dinastico”. Ma ciò non significa che si tratti di una trasmissione di beni terreni, arbitrariamente circoscritta nella casualità della nascita in seno a una famiglia, ma che si trasmette in una comunità che considera la famiglia un’entità fornita di una sua dignità e una storia; che è in grado di attrarre attorno a sé, sotto una guida magistrale, una Milizia che ha lo stesso intento di difesa di valori e di salvezza del suo fondatore.

Al termine della conversazione, il Delegato ha consegnato al Vescovo Zambito il Diploma di Cappellano Gran Croce di Merito, a firma del Gran Maestro S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Real Casa delle Due Sicilie. Il Vescovo Zambito ha espresso i più sentiti ringraziamenti ed il compiacimento di far parte di questo prestigioso Ordine.

Dopo la visita alla chiesa e alla grotta, i Cavalieri e le Dame Costantiniani si sono recati in un agriturismo per la conviviale.

Il Segretario Generale della Delegazione, Dott. Salvatore Glorioso, Cavaliere di Merito con Placca, ha ringraziato i Cerimonieri guidati dal Dott. Giuseppe Anzalone, Cavaliere di Merito e il Responsabile dei pellegrinaggi, l’Avv. Carlo Varvaro Genuardi, Cavaliere di Merito con Placca per la ottima riuscita dell’evento. Poi, ha invitato i Postulanti di auto-presentarsi per dare modo di fare la loro conoscenza.


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