29.05.2022 – I Cavalieri della Tuscia e Sabina alla Processione del voto alla Protettrice di Viterbo

Aggiornamento: 4 giu

Viterbo ha tributato domenica 29 maggio 2022, solennità dell’Ascensione del Signore, secondo la secolare tradizione, solenni onoranze alla Madonna Liberatrice, Protettrice della Città dei Papi.

Come abbiamo annunciato [QUI], una Rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, presieduta dal Delegato Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce Jure Sanguinis con Placca d'Oro, ha partecipato alle celebrazioni per rinnovare pubblicamente, dopo l’interruzione dovuta alla pandemia, la speciale devozione dei Confratelli Costantiniani verso la Vergine Santissima, invocata con il titolo di Liberatrice.

La tradizionale Processione del voto del Comune e del Popolo di Viterbo a Maria SS. Liberatrice, dopo l’indirizzo di saluto del Commissario Prefettizio Dott.ssa Antonella Scolamiero e la rievocazione storica del Priore degli Agostiniani Padre Giuseppe Scalella, OSA, si è mossaalle ore 18.00 da piazza del Plebiscito per concludersi nella Chiesa della SS. Trinità, con il discorso celebrativo e la benedizione del Vescovo di Viterbo, Mons. Lino Fumagalli, Cappellano Gran Croce di Merito della Sacra Milizia.

L’Immagine della Madonna, trasportata dai Fedelissimi della Liberatrice e dai Facchini di Santa Rosa su un’artistica macchina barocca, è stata scortata da quaranta Cavalieri e Volontari Costantiniani, guidati dal Delegato per la Tuscia e Sabina Avv. Roberto Saccarello, Cav. Gr.Cr. Jure Sanguinis Roberto Saccarello.

Il culto verso la Liberatrice rappresenta senz’altro la più antica devozione mariana dei Viterbesi, poiché è da oltre settecento anni che essi invocano sotto questo titolo la Madre di Dio nella Chiesa della SS. Trinità, officiata dai Padri Agostiniani. Essa cominciò ad essere venerata con culto solenne il 28 maggio 1320, a seguito della protezione accordata dalla Vergine alla Città dei Papi, funestata da violente calamità naturali e da gravi discordie civili: come è riferito dalle cronache del tempo, i Viterbesi ritrovarono la pace ai piedi dell’Immagine della Madonna, da quel momento proclamata loro Liberatrice.

Per solennizzare tale consacrazione, la Magistratura, fece dono al Santuario di una riproduzione in argento della Città. L’interesse costante del Comune di Viterbo per la sua Liberatrice è confermato dagli antichi Statuti, e quello del 1344 stabiliva che la sua festa si celebrasse con la massima solennità ogni anno, nel lunedì di Pentecoste.

Con la caduta del potere temporale dei Papi, il corteo religioso venne interrotto dopo oltre cinque secoli e mezzo. Nel 1945, dopo le tragiche vicende della guerra, su iniziativa dell’Arcivescovo Mons. Adelchi Albanesi venne ripresa la tradizionale processione con la partecipazione ufficiale delle Autorità municipali.

Servizio fotografico del Cav. Gennaro Vernillo.

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