Delegazione Tuscia e Sabina

La Vergine Maria e il drago
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina al primo incontro di catechesi del mese mariano presso la Chiesa della Santissima Trinità in Viterbo: “Una donna vestita di sole”, Maria e la Chiesa

Una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Delegato, Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, ha partecipato, lunedì 4 maggio 2026 alle ore 21.00, al primo incontro di catechesi del mese mariano presso la Chiesa della Santissima Trinità-Santuario di Maria Santissima Liberatrice.

L’incontro, promosso in collaborazione con il Parroco e i Cappellani Costantiniani, è stato guidato dalla Prof.ssa Rosanna Virgili, nota biblista, teologa e scrittrice, riconosciuta come una delle voci più autorevoli nell’ambito degli studi biblici in Italia. La catechesi ha avuto come tema “Una donna vestita di sole”, Maria e la Chiesa.

L’incontro ha rappresentato un significativo momento di formazione spirituale e culturale per i membri della Delegazione, offrendo una riflessione approfondita su una delle immagini più suggestive dell’Apocalisse. Il passo biblico, che descrive una donna rivestita di luce, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul capo, richiama una duplice interpretazione: da un lato Maria, Madre di Dio, piena di grazia e segno della vittoria sulla morte; dall’altro la Chiesa, comunità dei credenti chiamata a generare Cristo nel mondo tra difficoltà e speranze.

In questo contesto, la catechesi della Prof.ssa Virgili si inserisce nel cammino del mese mariano come occasione privilegiata per rinnovare la devozione alla Vergine e rafforzare la consapevolezza del ruolo della Chiesa nella storia della salvezza, in un tempo segnato da sfide e incertezze a livello nazionale e internazionale.

Trittico del Santissimo Salvatore
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina onora il Santissimo Salvatore in Viterbo: tra storia, Fede e rievocazione

Una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio partecipa sabato 9 maggio 2026 ai solenni festeggiamenti in onore del Santissimo Salvatore, su invito di Don Nicola Migliacco, Amministratore Parrocchiale di Santa Maria Nuova e di San Lorenzo, e di Alessandra Cortese, Presidente dell’Associazione Rievocazione Storica del Santissimo Salvatore. Alle ore 18.00 presso la chiesa di Santa Maria Nuova in Viterbo, Don Flavio Valeri, Vicario Foraneo, presiede la Celebrazione Eucaristica. A seguire, alle ore 18.45 si svolge per le vie del centro storico, partendo da San Pellegrino e accolto in piazza Santa Maria Nuova dal Vescovo di Viterbo, S.E.R. Mons. Orazio Francesco Piazza, la tradizionale Processione del Trittico del Santissimo Salvatore, trasportato su un carro trainato da buoi, preceduta dal Corteo Storico Rievocativo delle antiche Corporazioni delle Arti, presenti nel Medioevo in Viterbo. Alle ore 20.00 presso la Sala delle Scuderie del Palazzo Papale ha luogo per la prima volta una Cena medievale, accompagnata da musica e ambientazione storica.

I Cavalieri Costantiniani prestano scorta d’onore alla antica Icona nella Processione, che intende richiamare alla memoria e perpetuare nel presente una delle più antiche manifestazioni religiose di Viterbo. Già negli Statuti cittadini del 1344 si danno disposizioni dettagliate per lo svolgimento, che aveva luogo la sera del 14 agosto e alla quale partecipavano le Autorità, il Clero e le Corporazioni delle Arti, con i rispettivi gonfaloni e le torce accese.

Questa festa è un’occasione per ritrovarsi, per condividere ricordi e rafforzare legami di comunità, una identità culturale nella memoria collettiva. Le arti dei lavoratori che sfilano, ricordano quanto il lavoro sia importante per l’uomo e per il bene condiviso, tenendo una mano verso il creatore e l’altra verso il prossimo, curando sempre la trama sociale.

Santa Fermina
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina si unisce alla devozione marinara per Santa Fermina a Civitavecchia

Martedì 28 aprile 2026, la città di Civitavecchia ha celebrato la festa di Santa Fermina, patrona della diocesi e della città, protettrice dei marinai e del porto, simbolo di Fede e protezione per la comunità, con una partecipazione corale che ha unito Fede, tradizione e identità marinara. Alla ricorrenza, tra le più sentite del litorale laziale, su invito della Curia diocesana ha preso parte anche una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, testimoniando la costante presenza della Sacra Milizia nei principali appuntamenti religiosi del territorio.

La giornata di festa si è aperta alle ore 08.30 con la Santa Messa presso la Cappella di Santa Fermina al Forte Michelangelo, presieduta da S.E.R. Mons. Gianrico Ruzza, Vescovo di Civitavecchia-Tarquinia e Porto-Santa Rufina. Suggestivo il luogo della celebrazione, sopra la grotta legata alla tradizione del miracolo della tempesta placata.

Alle ore 11.00, nella Cattedrale di San Francesco, S.E.R. Mons. Andrea Ripa, Vescovo titolare di Cerveteri, Segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, ha celebrato il solenne Pontificale, concelebranti il Vescovo e i presbiteri diocesani, alla presenza delle autorità civili e militare, e di rappresentanze del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, del Sovrano Militare Ordine di Malta e dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Successivamente, nella Sala capitolare della Cattedrale, Mons. Ripa si è intrattenuto con i Cavalieri, manifestando in particolare il suo compiacimento verso Pietro Cavallaro, Cavaliere di Merito, per le sue attività caritatevoli e assistenziali in favore della Diocesi.

Il coro
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina partecipa al Concerto della Cappella Musicale Pontificia Sistina per l’VIII centenario l’Abbazia di San Martino al Cimino

Sì è svolto mercoledì 28 aprile 2026 alle ore 19.00, presso l’Abbazia di San Martino al Cimino, nell’omonima frazione della Città di Viterbo, il Concerto della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”, diretta dal Maestro Mons. Marcos Pavan, alla presenza del Vescovo di Viterbo, S.E.R Mons. Orazio Francesco Piazza, insieme al Vescovo emerito, S.E.R. Mons. Lino Fumagalli, Cappellano Gran Croce di Merito dell’Ordine Costantiniano, e S.E.R. Mons. Guido Pozzo, Arcivescovo titolare di Bagnoregio, Sovrintendente all’economia della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”, già Elemosiniere di Sua Santità.

Su invito della Diocesi di Viterbo ha assistito al Concerto una Rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Delegato, Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, unitamente a delle Rappresentanze del Sovrano Militare Ordine di Malta e dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Presenti anche le massime autorità civili e militari del territorio tra cui il Sindaco di Viterbo, Chiara Frontini; il Presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Romoli; il Consigliere regionale del Lazio, Enrico Panunzi; e la principessa Gesine Doria Pamphilj.

L’Anno Giubilare dell’Abbazia di San Martino al Cimino celebra otto secoli di Fede, storia e comunità, grazie ad un vasto progetto di celebrazioni religiose, approfondimenti culturali ed eventi partecipati, che coinvolgono attivamente la comunità parrocchiale di San Martino al Cimino e le associazioni locali, sotto la guida del Parroco Don Fabrizio Pacelli. Vengono offerti tanti momenti e tante occasioni, per celebrare gli ottocento anni dalla consacrazione dell’abbazia cistercense, avvenuta nel 1225, come ricorda l’iscrizione nella Sala Capitolare, e far conoscere la storia dell’abbazia e lo scrigno di arte e fede in essa conservati.

Madonna Liberatrice
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

Fede e arte nella chiesa della Santissima Trinità in Viterbo. La Delegazione Tuscia e Sabina alla presentazione del restauro della Madonna Liberatrice

Domenica 19 aprile 2026, una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha partecipato presso il complesso conventuale Agostiniano della Santissima Trinità in Viterbo, all’atto di restituzione al culto della sacra immagine di Maria Santissima Liberatrice, Patrona della Città dei Papi, al termine di un delicato e articolato intervento di restauro.

Alle ore 16.30 nella Sala Mendel si è svolta la presentazione del restauro della venerata immagine. L’evento di alto valore spirituale e culturale, ha offerto un’importante occasione di incontro tra tradizione, fede, arte e comunità, nella valorizzazione del patrimonio artistico locale, alla presenza delle autorità religiose e civili, degli studiosi ed esperti del settore, e dei professionisti che hanno seguito l’intervento di recupero.

È seguita, alle ore 18.30 nella chiesa della Santissima Trinità-Santuario di Maria Santissima Liberatrice, la celebrazione della Santa Messa, presieduta da Mons. Orazio Francesco Piazza, Vescovo di Viterbo, concelebranti Padre Vito Logoteto, OSA, Priore del Convento della Santissima Trinità, e Prof. Padre Rocco Ronzani, O.S.A., Cappellano de Jure Sanguinis, Prefetto dell’Archivio Apostolico Vaticano e Primo Cappellano della Delegazione, assistiti dal Segretario del Vescovo e Cerimoniere Vescovile, Don Roberto Bracaccini.

Al termine della Santa Messa Mons. Piazza ha presieduto l’ostensione della venerata Icona, accompagnata dalla preghiera di affidamento, in un momento di intensa partecipazione che ha saputo unire il rigore della tutela artistica alla profonda commozione dei fedeli, che da sette secoli si affidano a questa rappresentazione della Vergine, a cui la Delegazione della Tuscia e Sabina è particolarmente legata.

Processione del Cristo Morto
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

Stat Crux. La Delegazione Tuscia e Sabina alla solenne Processione del Cristo Morto a Civita Castellana

Come da tradizione, la Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Delegato, Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, ha partecipato alle ore 21.00 di Venerdì Santo 3 aprile 2026 a Civita Castellana, alla solenne Processione del Cristo Morto, uno degli appuntamenti più intensi e suggestivi della Settimana Santa. Il corteo religioso, presieduto dal Vescovo di Civita Castellana, S.E.R. Mons. Marco Salvi, si è mosso dopo la celebrazione della Parola del Signore di San Benedetto dalla basilica cattedrale di Santa Maria Maggiore, percorrendo le strade del centro storico, seguita dai fedeli, con l’intervento delle autorità civili e militari.

Nel territorio della Tuscia, in questa stessa giornata, si svolgono tradizionalmente analoghe celebrazioni anche in altre località, tra cui Orte, Bagnoregio e Viterbo, a testimonianza di una devozione profondamente radicata nella Fede e nella cultura del territorio.

La Processione del Cristo Morto, nel contesto della Diocesi di Civita Castellana, rappresenta un momento centrale di spiritualità e partecipazione comunitaria. Il corteo religioso, caratterizzato da un clima di raccoglimento, silenzio e preghiera, attraversa le vie del centro storico in un percorso ampio e altamente scenografico, coinvolgendo il Capitolo della Cattedrale, le Confraternite, le autorità religiose e civili, insieme a una numerosa presenza di fedeli. I partecipanti accompagnano i simboli della Passione, la statua del Cristo Morto e quella della Madonna Addolorata, in un’esperienza di forte intensità emotiva e spirituale.

Al termine del Sacro Rito, Mons. Salvi ha tenuto una meditazione sul significato del rito del Venerdì Santo, partendo dall’immagine del corpo del Cristo Morto che è passata «per le nostre strade. Come a dire: uomo, dove muori tu, sappi che sono morto e muoio anche io».

Ultima Cena
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Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina alla Messa in Coena Domini a Viterbo

Con il Giovedì Santo si apre il Triduo Pasquale, il cuore dell’anno liturgico, in cui la Chiesa commemora la Passione, la Morte e la Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, il cui culmine si raggiunge nella solenne Veglia Pasquale, per concludersi con i Secondi Vespri della Domenica di Risurrezione. Il Triduo Pasquale rappresenta il centro della vita Cristiana: memoriale vivo dell’amore di Cristo che, come ricorda Sant’Agostino, non si esaurisce nella morte ma si manifesta pienamente proprio nel dono totale di sé. «Li amò sino alla fine» (Gv 13,1) significa infatti che l’amore lo condusse fino al sacrificio supremo.

Secondo la tradizione, Giovedì Santo 2 aprile 2026, dopo la recita del Santo Rosario alle ore 18.00, una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Delegato Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, ha partecipato alle ore 18.30, presso la chiesa della Santissima Trinità-santuario cittadino di Maria Santissima Liberatrice in Viterbo, chiesa di riferimento della Delegazione alla celebrazione della Messa vespertina in Coena Domini.

La solenne Santa Messa, che celebra l’istituzione della Santissima Eucaristia e del Sacerdozio, è stata presieduta dal Parroco Padre Giuseppe Cacciotti, O.S.A., concelebranti il Priore Padre Vito Maria Logoteto, O.S.A., e il Vice Parroco Padre Josef Ita, O.S.A., accompagnati da scelti brani in gregoriano.

Come ogni anno, insieme ad altri membri della comunità parrocchiale, due Cavalieri Costantiniani sono stati scelti per il rito della lavanda dei piedi: il Vice Delegato Dott. Sandro Calista, Cavaliere de Jure Sanguinis, e il Dott. Andrea De Simone, Cavaliere di Merito.

Copertina
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina onora San Giuseppe a Viterbo

Giovedì 19 marzo 2026, nella ricorrenza della solennità di San Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria, su invito del Priore della Comunità Agostiniana di Viterbo, in ossequio alla tradizione, una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano ha partecipato alla solenne Santa Messa in onore di San Giuseppe, presso la Chiesa della Santissima Trinità-Santuario Maria Santissima Liberatrice, il centro della vita spirituale della Delegazione.

La memoria del santo patriarca viene sempre celebrata con grande solennità nella Chiesa della Santissima Trinità. Infatti, oltre ad essere stato dichiarato patrono della Chiesa Universale da Papa Leone XIII, è pure celeste Protettore di uno dei più antichi ed illustri ordini della Chiesa Cattolica Romana, l’Ordine di Sant’Agostino a cui la Delegazione della Tuscia e Sabina è particolarmente grata per l’ospitalità concessa.

Sposo di colei che sarebbe stata Madre del Verbo fatto carne, Giuseppe è stato prescelto come “guardiano della parola”. Eppure non ci è giunta nessuna sua parola: ha servito in silenzio, obbedendo al Verbo, a lui rivelato dagli angeli in sogno, e, in seguito, nella realtà, dalle parole e dalla vita stessa di Gesù. Anche il suo consenso, come quello di Maria, esigeva una totale sottomissione dello spirito e della volontà. Giuseppe ha creduto a quello che Dio ha detto; ha fatto quello che Dio ha detto. La sua vocazione è stata di dare a Gesù tutto ciò che può dare un padre umano: l’amore, la protezione, il nome, una casa. La gioia di ritrovare Gesù nel Tempio in Giuseppe fu diminuita dal suo rendersi conto che il Bambino doveva compiere una missione per il suo vero Padre: egli era soltanto il padre adottivo. Ma, accettando la volontà del Padre, Giuseppe diventò più simile al Padre, e Dio, il Figlio, gli fu sottomesso. Il Verbo, con lui al momento della sua morte, donò la vita per Giuseppe e per tutta l’umanità. La vita di Giuseppe fu offerta al Verbo, mentre la sola parola che egli affida a noi è la sua vita.

Foto di gruppo
Delegazione Tuscia e Sabina
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L’incontro della Sezione dell’Abbazia di Casamari della Delegazione Tuscia e Sabina in preparazione alla Santa Pasqua

Una rappresentanza della Sezione dell’Abbazia di Casamari della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio si è riunita presso l’Abbazia Cistercense di Casamari nel comune di Veroli in provincia di Frosinone alle ore 11.00 del 14 marzo 2026, Sabato della V Settimana di Quaresima, per un momento di riflessione al termine del periodo che invita alla conversione e alla preparazione alla Santa Pasqua.

In occasione di questo incontro pre-pasquale, la celebrazione della Santa Messa è stata presieduta dal Cappellano per l’Abbazia di Casamari della Delegazione della Tuscia e Sabina, Prof. Padre Pierdomenico Maria Volpi, S.O.Cist., Cappellano di Merito, Postulatore generale per le cause dei santi dell’Ordine Cistercense-Casamari.

É seguito alle ore 13.00 un pranzo conviviale presso il Ristorante Domus Hernica di Veroli, ubicato in un antico e nobile palazzo del centro storico, dove i partecipanti hanno condiviso un momento di fraternità in un clima di serena spiritualità.

La Liturgia della Parola di questo giorno, l’ultimo prima dell’inizio della Settimana Santa con la Domenica delle Palme, Commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme, si concentra sulla misericordia divina e sull’umiltà, con la parabola del fariseo e del pubblicano: la necessità di un cuore contrito e sincero piuttosto che di rituali formali, la salvezza come dono della misericordia di Dio, non come opera propria, e il tempo liturgico di Quaresima che ci fa pregustare la gioia della Pasqua.

Se siamo onesti, dobbiamo riconoscere che noi tutti abbiamo la tendenza a compiacerci di noi stessi. Forse perché pratichiamo molto fedelmente la nostra religione, come quel fariseo zelante, pensiamo di dover essere considerati “per bene”. Non abbiamo ancora capito queste parole di Dio in Osea: “Voglio l’amore e non il sacrificio” (Os 6,6).