Delegazione Tuscia e Sabina

Foto di copertina
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina ai Vespri della solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù presso il Monastero della Visitazione in Viterbo

Una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Delegato, Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, ha partecipato venerdì 12 giugno 2026 alle ore 18.00, solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, ai Secondi Vespri celebrati nella chiesa del Monastero cistercense della Visitazione di Maria Santissima, conosciuto dai Viterbesi come il “Monastero della Duchessa”, nel cuore del centro storico di Viterbo.

La solenne celebrazione dei Vespri sono stati presieduti da Don Nicola Migliaccio, Parroco di Santa Maria Nuova e San Pellegrino, assistito dai diaconi Don Vincenzo Mirto e Don Federico Fiorenza. Il coro è stato diretto da Don Luigi Fabbri, Vicario Generale della Diocesi. Il Sacro Rito è stato preceduto dalla recita delle Litanie de Sacro Cuore ed è stato concluso con la Benedizione Eucaristica. Successivamente i Cavalieri Costantiniani si sono raccolti in preghiera nella Cappella di Gesù Bambino, dove sono conservate le spoglie della Venerabile Serva di Dio Suor Maria Benedetta Frey, monaca Cistercense, che realizzò la sua vocazione in una vita di sofferenza fisica. L’eroica accettazione della patologia invalidante arrivò dopo un percorso di preghiera e di abbandono alla Provvidenza che la portò non solo ad accogliere la malattia, ma anche a vivere la sofferenza offrendola al Signore, con gioia e in spirito di evangelizzazione.

San Bernardo
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina onora San Bernardo di Clairvaux presso l’Abbazia cistercense di Casamari a Veroli

Il 20 agosto 2026, presso l’Abbazia di Santa Maria Assunta di Casamari, a Veroli, in Provincia di Frosinone e nella Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, alle ore 11.00 sarà celebrata la solenne Santa Messa nella ricorrenza di San Bernardo di Clairvaux (1090-1153), Abate e Dottore della Chiesa, tra le figure più eminenti della spiritualità cristiana medievale.

Venerato quale Padre della Chiesa, San Bernardo rappresentò una colonna portante dello sviluppo della spiritualità Cristiana, in particolare di quella monastica benedettina-cistercense e mariana. Contribuì in modo determinante alla diffusione della sacra liturgia, all’affermazione dell’architettura cistercense e alla vita ecclesiale ed europea del suo tempo, distinguendosi come fedele collaboratore dei Sommi Pontefici e instancabile difensore della tradizione della Chiesa. Il suo amore per l’umanità di Cristo e per la Vergine Maria ha lasciato un’eredità spirituale di straordinaria profondità, che continua a illuminare il cammino dei fedeli.

Su invito dell’Abate di Casamari, Dom Loreto Camilli, O.Cist., e del Referente per l’Abbazia di Casamari della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, Prof. Padre Pierdomenico Maria Volpi, O.Cist., Cappellano di Merito con Placca d’Argento, una rappresentanza della Delegazione parteciperà alla celebrazione eucaristica e al successivo momento conviviale che si terrà nelle storiche sale del Refettorio abbaziale.

L’incontro costituirà un significativo momento di Fede, preghiera e comunione fraterna, nel segno della tradizione monastica benedettina-cistercense e della profonda spiritualità mariana promossa da San Bernardo. Tale patrimonio spirituale si armonizza con il carisma dell’Ordine Costantiniano, presente presso l’Abbazia di Casamari dal 2012 attraverso una propria rappresentanza nell’ambito della Delegazione della Tuscia e Sabina, particolarmente impegnata nelle attività religiose, caritative e culturali.

Copertina
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina partecipa alla celebrazione del Corpus Domini a Bolsena, Città del Miracolo Eucaristico

La solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, celebrata nella Diocesi di Orvieto-Todi domenica 7 giugno 2026 a Bolsena, trova il proprio significato storico e spirituale nell’evento che ha reso la città celebre nel mondo Cattolico: il Miracolo Eucaristico del 1263, che testimonia la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia e che contribuì in modo determinante all’istituzione della festa del Corpus Domini. Il dubbio del sacerdote boemo Pietro da Praga circa la presenza reale di Cristo nell’Ostia consacrata e il prodigioso sanguinamento dell’Ostia stessa, che macchiò il corporale e le pietre dell’altare, indussero Papa Urbano IV, informato dell’accaduto, a estendere a tutta la Chiesa la celebrazione liturgica del Santissimo Sacramento mediante la Bolla Transiturus de hoc mundo, promulgata l’11 agosto 1264.

A Bolsena, luogo dell’evento miracoloso, il Corpus Domini assume un significato particolarmente intenso, richiamando fedeli e pellegrini a una più profonda comprensione del mistero eucaristico. Cuore della devozione cittadina è il complesso della Basilica di Santa Cristina, che custodisce l’Oratorio delle Sacre Pietre, dove sono conservate le lastre di marmo segnate dal sangue del Miracolo Eucaristico.

La festa più significativi della tradizione religiosa bolsenese rinnova ogni anno il legame tra la città e il Miracolo Eucaristico, che da oltre sette secoli richiama fedeli, pellegrini e visitatori. Quest’anno, la solenne Santa Messa, celebrata alle ore 17.00, è stata presieduta dal Nunzio Apostolico in Zambia e Malawi, S.E.R. Mons. Gian Luca Perici, Arcivescovo titolare di Bolsena. Nell’omelia, il Presule ha invitato la comunità Cristiana a riscoprire il valore autentico dell’Eucaristia quale presenza viva di Cristo, sorgente di amore, comunione e speranza.

Copertina
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

Il Pellegrinaggio Costantiniano all’Abbazia di San Martino al Cimino in Viterbo nell’ambito delle Celebrazioni per l’VIII Centenario della Consacrazione

Il 6 giugno 2026, Sabato della IX settimana del Tempo Ordinario, la Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha svolto un Pellegrinaggio all’Abbazia di San Martino al Cimino nell’omonima frazione della Città di Viterbo in occasione delle Celebrazioni per l’VIII Centenario della Consacrazione (11 novembre 2025-11 novembre 2026).

L’evento ha rappresentato un’importante occasione di Fede, comunione e testimonianza ecclesiale, richiamando Cavalieri, Dame e Cappellani Costantiniani provenienti da diverse realtà territoriali dell’Ordine. Accanto alla Delegazione organizzatrice hanno preso parte rappresentanze delle Delegazioni di Roma e Città del Vaticano, dell’Umbria e della Toscana, a conferma del profondo legame spirituale e fraterno che unisce le diverse componenti della Sacra Milizia Costantiniana. Il Pellegrinaggio giubilare e mariano è stato svolto in uno dei luoghi più significativi della spiritualità Cistercense dell’Italia centrale, custode di una tradizione religiosa secolare e di un patrimonio storico e artistico di straordinario valore.

La partecipazione di autorevoli rappresentanti della Real Commissione per l’Italia, delle Delegazioni intervenute e delle Autorità civili ha ulteriormente sottolineato il valore ecclesiale e istituzionale dell’evento. Nel corso della giornata, caratterizzata da intensi momenti di preghiera, riflessione e fraternità, è stata inoltre rinnovata la fedeltà agli ideali Costantiniani della glorificazione della Santa Croce, della propagazione della Fede e del servizio alla Santa Chiesa, affidando alla Vergine Santissima Addolorata, Regina dei Monti Cimini, i Cavalieri e le Dame dell’Ordine e invocando il suo patrocinio sulle attività della Real Commissione per l’Italia e delle sue Delegazioni.

Madonna Liberatrice
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina partecipa alle celebrazioni in onore di Maria Santissima Liberatrice in Viterbo

Domenica 31 maggio 2026, solennità della Santissima Trinità, Viterbo ha rinnovato il Voto a Maria Santissima Liberatrice, principale patrona della Diocesi e protettrice della Città.

L’annuale ricorrenza secolare rinnova il forte legame che unisce la Città dei Papi alla sua celeste Protettrice, con la significativa partecipazione dei Cavalieri della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, che nell’aderire alla Sacra Milizia si sono impegnati a diffondere la devozione a Maria Santissima Liberatrice, eletta loro patrona.

La storia di Viterbo non è fatta solo di mura e di pietra, ma di una memoria viva che unisce generazioni di cittadini. Riscoprire il legame indissolubile tra la Città e la Madonna Liberatrice significa toccare con mano le radici più autentiche della comunità cittadina. La devozione più antica, più profonda e più identitaria della Città di Viterbo, quella per la Madonna Liberatrice, acclamata Protettrice di Viterbo, nasce tra storia, Fede e leggenda. È il viaggio lungo sette secoli di un culto pluricentenario che ogni Viterbese dovrebbe conoscere e custodire con orgoglio.

Questo evento, che rappresenta da otto secoli uno dei momenti religiosi più sentiti dalla comunità viterbese, ha concluso un mese ricco di appuntamenti spirituali promosso nella Parrocchia della Santissima Trinità, retta dai Padri Agostiniani, tra cui recita serale del Santo Rosario nel Chiostro rinascimentale, conferenze, sacra rappresentazione animata dai giovani, memoria di Santa Rita da Cascia e della Madonna di Fatima.

Le celebrazioni hanno avuto inizio alle ore 17.00 in Piazza del Plebiscito, con il saluto e il discorso del Priore della Comunità Agostiniana, Padre Vito Logoteto, O.S.A., e l’indirizzo di omaggio alla Madonna Liberatrice del Sindaco di Viterbo, Dott.ssa Chiara Frontini.

Immagine della Madonna
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina onora Santa Maria dell’Edera in Viterbo

Come da tradizione, una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio guidata dal Delegato, Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, con il Vice Delegato e Tesoriere, Dott. Sandro Calista, Cavaliere de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, su invito del Parroco, Don Massimiliano Balsi, Cappellano di Merito con Placca d’Argento, ha partecipato venerdì 29 maggio alle ore 21.00 alla Processione con la Sacra Immagine della Madonna dell’Edera con la recita del Santo Rosario, che si è mossa dalla Chiesa di Santa Maria del Paradiso in un lungo percorso per le vie del quartiere, e si è conclusa di fronte alla Chiesa di Santa Maria dell’Edera. La Liturgia della Parola con la benedizione conclusiva è stata presieduta dal Parroco, assistito da Don Daniele Silvestri.

La sacra icona di Santa Maria dell’Edera raffigura la Beatissima Vergine Maria col Bambino, ed è strettamente legata alle origini della chiesa sorta alla fine del Cinquecento, immediatamente fiori le mura della Città dei Papi. Secondo la tradizione, l’effigie venne ritrovata semi nascosta tra i tralci d’edera all’ingresso di una vigna. Il ritrovamento suscitò subito una forte devozione popolare e portò alla decisione di edificare un luogo di culto dedicato alla Madonna. Considerata miracolosa e protettrice degli abitanti del contado, l’immagine fu inizialmente custodita in un oratorio e successivamente trasferita nella nuova chiesa nel 1608. Nei secoli successivi continuò ad essere venerata da fedeli e pellegrini, diventando il principale simbolo religioso e identitario dei popolosi quartieri sorti intorno all’antica chiesa a Lei dedicata.

La festa di Santa Maria dell’Edera offre alla comunità l’occasione di rinnovare il filiale legame con la Mamma celeste, alla cui protezione sono stati affidati soprattutto i ragazzi, le famiglie e i malati della Comunità, con la Supplica che recita: «Come l’edera si avvinghia forte al tronco, così noi vogliamo restare uniti a Te, fonte di amore, consolazione e speranza».

Santa Reta da Cascia
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina onora Santa Rita da Cascia presso la Chiesa della Santissima Trinità in Viterbo

Venerdì 22 maggio 2026 si è concluso presso la Chiesa della Santissima Trinità-Santuario di Maria Santissima Liberatrice, Protettrice della Città di Viterbo e Patrona della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, il Triduo della festa di Santa Rita da Cascia, verso la quale i Viterbesi manifestano una grande devozione, anche a motivo della secolare presenza dell’Ordine Agostiniano.

Come da tradizione, su invito dei Padri Agostiniani, una rappresentanza della Delegazione, guidata dal Delegato, il Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, con il Vice Delegato e Tesoriere, Dott. Sandro Calista, Cavaliere de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, ha partecipato alle ore 18.30 alla solenne celebrazione della Santa Messa, presieduta da Don Luigi Fabbri, Vicario Generale della Diocesi di Viterbo, concelebranti Padre Vito Logoteto, OSA, Priore della Comunità Agostiniana, e Don Flavio Valeri, Parroco del Sacro Cuore e Vicario Foraneo.

I solenni festeggiamenti in onore della grande santa Agostiniana, molto sentiti anche dai membri della Sacra Milizia, è un invito affinché la devozione si traduce in vita quotidiana. Perché ogni volta che celebriamo la festa di un santo o di una santa, il rischio c’è di tenerli a distanza, pensando che la loro santità non sia per noi, che invece è per tutti. Quindi, l’amore che i Cavalieri Costantiniani nutrono per Santa Rita, gli spinge a compiere un passo in avanti verso quella meta.

Al termine del Sacro Rito, i celebranti e i ministri, scortati dai Cavalieri Costantiniani, si sono recati processionalmente all’altare di Santa Rita per la recita della preghiera e dell’inno ritiano.

Madonna di Fatima
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina onora Nostra Signora del Rosario di Fatima tra preghiera, riflessione e devozione mariana

Nella vigilia della memoria liturgica di Nostra Signora del Rosario di Fatima, martedì 12 maggio 2026, alle ore 21.00, presso la Chiesa della Santissima Trinità-Santuario di Maria Santissima Liberatrice in Viterbo, è stato svolto un incontro di spiritualità mariana con Fra’ Carmine Ranieri, OFM Cap., che ha tenuto una riflessione dal tema Maria, vergine fatta Chiesa.

Il giorno successivo, 13 maggio, Mercoledì della VI Settimana di Pasqua, come da tradizione è stata celebrata con solennità la memoria liturgica della Madonna di Fatima, con la sua statua esposta nel coro ligneo del XVII secolo, fatta oggetto di speciale venerazione in occasione del primo sabato di ogni mese.

Alla solenne celebrazione della Santa Messa, presieduta alle ore 18.30 dal Vescovo emerito di Viterbo, S.E.R. Mons. Lino Fumagalli, Cappellano Gran Croce di Merito, concelebranti il Priore della Comunità Agostiniana, Padre Vito Logoteto, OSA, e il Parroco Padre Giuseppe Cacciotti, OSA, ha partecipato una rappresentanza di Cavalieri Costantiniani, guidati dal Delegato, Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro.

Nella sua omelia (che riportiamo di seguito per intero) Mons. Fumagalli ha presentato Fatima come luce di Dio, annuncio di misericordia e messaggio di pace. La Madonna invita alla conversione, alla preghiera e alla fiducia nel trionfo del Cuore Immacolato, affinché il mondo ritrovi giustizia, concordia e pace.

Trittico del Santissimo Salvatore
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina onora il Santissimo Salvatore in Viterbo. Tra storia, Fede e rievocazione: festa dedicata alla pace

Nel marzo 1283, mentre due bifolchi aravano un campo in località Bagni fuori delle mura di Viterbo, dovettero interrompere il lavoro perché i buoi si fermarono, e non volevano saperne di procedere. Anzi si inginocchiarono. Scavando, gli aratori rinvennero una cassa di pietra al cui interno fu trovata una bellissima immagine del Salvatore, un trittico in cuoio su tavola di scuola romana in stile bizantino, probabilmente degli inizi del XIII secolo, presumibilmente copia dell’immagine del Salvatore custodita in Laterano.

Da secoli la celebrazione, legata a una delle devozioni più radicate nella Città dei Papi, ha il suo cuore pulsante nella chiesa di Santa Maria Nuova, dove 9 maggio 2026, Sabato della V Settimana di Pasqua, una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha preso parte, su invito della Diocesi, ai solenni festeggiamenti in onore del Santissimo Salvatore, che intendono richiamare alla memoria e perpetuare nel presente una delle più antiche manifestazioni religiose di Viterbo. Già negli Statuti cittadini del 1344 si danno disposizioni dettagliate per lo svolgimento, che aveva luogo la sera del 14 agosto e alla quale partecipavano le Autorità, il Clero e le Corporazioni delle Arti, con i rispettivi gonfaloni e le torce accese.

Questa festa è un’occasione per ritrovarsi, per condividere ricordi e rafforzare legami di comunità, una identità culturale nella memoria collettiva. Le arti dei lavoratori che sfilano, ricordano quanto il lavoro sia importante per l’uomo e per il bene condiviso, tenendo una mano verso il creatore e l’altra verso il prossimo, curando sempre la trama sociale.

La festa del Santissimo Salvatore si conferma così non soltanto un importante appuntamento religioso, ma anche una delle rievocazioni storiche più sentite e identitarie per il quartiere e per l’intera città, capace di unire generazioni diverse nel segno della tradizione e del senso di appartenenza alla comunità.