Delegazione Tuscia e Sabina

Madonna Liberatrice
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

Fede e arte nella chiesa della Santissima Trinità in Viterbo. La Delegazione Tuscia e Sabina alla presentazione del restauro della Madonna Liberatrice

La Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio parteciperà domenica 19 aprile 2026, alle ore 16.30, presso la Sala Mendel del complesso conventuale agostiniano della Santissima Trinità in Viterbo, alla presentazione del restauro della sacra immagine di Maria Santissima Liberatrice. L’iniziativa vedrà la presenza di autorità religiose ed esperti del settore, in un momento di alto valore spirituale e culturale. Alle ore 18.30 seguirà la celebrazione della Santa Messa presieduta da S.E.R. Mons. Orazio Francesco Piazza, Vescovo di Viterbo. Al termine è prevista l’ostensione della sacra immagine restaurata e la Preghiera di affidamento alla Madonna Liberatrice.

Il programma dell’evento, che rinnova il legame tra tradizione, fede e valorizzazione del patrimonio artistico locale, prevede il saluto introduttivo di Padre Vito Logoteto, OSA, Priore del Convento della Santissima Trinità, seguito dai saluti istituzionali. Interverranno quindi il Vescovo Orazio Francesco Piazza; il Prof. Padre Rocco Ronzani, O.S.A., Cappellano de Jure Sanguinis, Prefetto dell’Archivio Apostolico Vaticano e Primo Cappellano della Delegazione; la Dott.ssa Luisa Caporossi, Responsabile dell’Area funzionale Patrimonio Demoetnoantropologico della Soprintendenza per la Provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale; il Dott. Saverio Ricci, Funzionario storico dell’arte; e la Dott.ssa Alessia Felice, Restauratrice di beni culturali.

Sin dalla sua istituzione nel 2002, la Delegazione della Tuscia e Sabina è profondamente legata ai Padri Agostiniani, che ne accompagnano il cammino spirituale, promuovendo la devozione a Maria Santissima Liberatrice. La chiesa della Santissima Trinità rappresenta il punto di riferimento per la vita liturgica della Delegazione.

Processione del Cristo Morto
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

Stat Crux. La Delegazione Tuscia e Sabina alla solenne Processione del Cristo Morto a Civita Castellana

Come da tradizione, la Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Delegato, Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, ha partecipato alle ore 21.00 di Venerdì Santo 3 aprile 2026 a Civita Castellana, alla solenne Processione del Cristo Morto, uno degli appuntamenti più intensi e suggestivi della Settimana Santa. Il corteo religioso, presieduto dal Vescovo di Civita Castellana, S.E.R. Mons. Marco Salvi, si è mosso dopo la celebrazione della Parola del Signore di San Benedetto dalla basilica cattedrale di Santa Maria Maggiore, percorrendo le strade del centro storico, seguita dai fedeli, con l’intervento delle autorità civili e militari.

Nel territorio della Tuscia, in questa stessa giornata, si svolgono tradizionalmente analoghe celebrazioni anche in altre località, tra cui Orte, Bagnoregio e Viterbo, a testimonianza di una devozione profondamente radicata nella Fede e nella cultura del territorio.

La Processione del Cristo Morto, nel contesto della Diocesi di Civita Castellana, rappresenta un momento centrale di spiritualità e partecipazione comunitaria. Il corteo religioso, caratterizzato da un clima di raccoglimento, silenzio e preghiera, attraversa le vie del centro storico in un percorso ampio e altamente scenografico, coinvolgendo il Capitolo della Cattedrale, le Confraternite, le autorità religiose e civili, insieme a una numerosa presenza di fedeli. I partecipanti accompagnano i simboli della Passione, la statua del Cristo Morto e quella della Madonna Addolorata, in un’esperienza di forte intensità emotiva e spirituale.

Al termine del Sacro Rito, Mons. Salvi ha tenuto una meditazione sul significato del rito del Venerdì Santo, partendo dall’immagine del corpo del Cristo Morto che è passata «per le nostre strade. Come a dire: uomo, dove muori tu, sappi che sono morto e muoio anche io».

Ultima Cena
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina alla Messa in Coena Domini a Viterbo

Con il Giovedì Santo si apre il Triduo Pasquale, il cuore dell’anno liturgico, in cui la Chiesa commemora la Passione, la Morte e la Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, il cui culmine si raggiunge nella solenne Veglia Pasquale, per concludersi con i Secondi Vespri della Domenica di Risurrezione. Il Triduo Pasquale rappresenta il centro della vita Cristiana: memoriale vivo dell’amore di Cristo che, come ricorda Sant’Agostino, non si esaurisce nella morte ma si manifesta pienamente proprio nel dono totale di sé. «Li amò sino alla fine» (Gv 13,1) significa infatti che l’amore lo condusse fino al sacrificio supremo.

Secondo la tradizione, Giovedì Santo 2 aprile 2026, dopo la recita del Santo Rosario alle ore 18.00, una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Delegato Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, ha partecipato alle ore 18.30, presso la chiesa della Santissima Trinità-santuario cittadino di Maria Santissima Liberatrice in Viterbo, chiesa di riferimento della Delegazione alla celebrazione della Messa vespertina in Coena Domini.

La solenne Santa Messa, che celebra l’istituzione della Santissima Eucaristia e del Sacerdozio, è stata presieduta dal Parroco Padre Giuseppe Cacciotti, O.S.A., concelebranti il Priore Padre Vito Maria Logoteto, O.S.A., e il Vice Parroco Padre Josef Ita, O.S.A., accompagnati da scelti brani in gregoriano.

Come ogni anno, insieme ad altri membri della comunità parrocchiale, due Cavalieri Costantiniani sono stati scelti per il rito della lavanda dei piedi: il Vice Delegato Dott. Sandro Calista, Cavaliere de Jure Sanguinis, e il Dott. Andrea De Simone, Cavaliere di Merito.

Copertina
Delegazione Tuscia e Sabina
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La Delegazione Tuscia e Sabina onora San Giuseppe a Viterbo

Giovedì 19 marzo 2026, nella ricorrenza della solennità di San Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria, su invito del Priore della Comunità Agostiniana di Viterbo, in ossequio alla tradizione, una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano ha partecipato alla solenne Santa Messa in onore di San Giuseppe, presso la Chiesa della Santissima Trinità-Santuario Maria Santissima Liberatrice, il centro della vita spirituale della Delegazione.

La memoria del santo patriarca viene sempre celebrata con grande solennità nella Chiesa della Santissima Trinità. Infatti, oltre ad essere stato dichiarato patrono della Chiesa Universale da Papa Leone XIII, è pure celeste Protettore di uno dei più antichi ed illustri ordini della Chiesa Cattolica Romana, l’Ordine di Sant’Agostino a cui la Delegazione della Tuscia e Sabina è particolarmente grata per l’ospitalità concessa.

Sposo di colei che sarebbe stata Madre del Verbo fatto carne, Giuseppe è stato prescelto come “guardiano della parola”. Eppure non ci è giunta nessuna sua parola: ha servito in silenzio, obbedendo al Verbo, a lui rivelato dagli angeli in sogno, e, in seguito, nella realtà, dalle parole e dalla vita stessa di Gesù. Anche il suo consenso, come quello di Maria, esigeva una totale sottomissione dello spirito e della volontà. Giuseppe ha creduto a quello che Dio ha detto; ha fatto quello che Dio ha detto. La sua vocazione è stata di dare a Gesù tutto ciò che può dare un padre umano: l’amore, la protezione, il nome, una casa. La gioia di ritrovare Gesù nel Tempio in Giuseppe fu diminuita dal suo rendersi conto che il Bambino doveva compiere una missione per il suo vero Padre: egli era soltanto il padre adottivo. Ma, accettando la volontà del Padre, Giuseppe diventò più simile al Padre, e Dio, il Figlio, gli fu sottomesso. Il Verbo, con lui al momento della sua morte, donò la vita per Giuseppe e per tutta l’umanità. La vita di Giuseppe fu offerta al Verbo, mentre la sola parola che egli affida a noi è la sua vita.

Foto di gruppo
Delegazione Tuscia e Sabina
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L’incontro della Sezione dell’Abbazia di Casamari della Delegazione Tuscia e Sabina in preparazione alla Santa Pasqua

Una rappresentanza della Sezione dell’Abbazia di Casamari della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio si è riunita presso l’Abbazia Cistercense di Casamari nel comune di Veroli in provincia di Frosinone alle ore 11.00 del 14 marzo 2026, Sabato della V Settimana di Quaresima, per un momento di riflessione al termine del periodo che invita alla conversione e alla preparazione alla Santa Pasqua.

In occasione di questo incontro pre-pasquale, la celebrazione della Santa Messa è stata presieduta dal Cappellano per l’Abbazia di Casamari della Delegazione della Tuscia e Sabina, Prof. Padre Pierdomenico Maria Volpi, S.O.Cist., Cappellano di Merito, Postulatore generale per le cause dei santi dell’Ordine Cistercense-Casamari.

É seguito alle ore 13.00 un pranzo conviviale presso il Ristorante Domus Hernica di Veroli, ubicato in un antico e nobile palazzo del centro storico, dove i partecipanti hanno condiviso un momento di fraternità in un clima di serena spiritualità.

La Liturgia della Parola di questo giorno, l’ultimo prima dell’inizio della Settimana Santa con la Domenica delle Palme, Commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme, si concentra sulla misericordia divina e sull’umiltà, con la parabola del fariseo e del pubblicano: la necessità di un cuore contrito e sincero piuttosto che di rituali formali, la salvezza come dono della misericordia di Dio, non come opera propria, e il tempo liturgico di Quaresima che ci fa pregustare la gioia della Pasqua.

Se siamo onesti, dobbiamo riconoscere che noi tutti abbiamo la tendenza a compiacerci di noi stessi. Forse perché pratichiamo molto fedelmente la nostra religione, come quel fariseo zelante, pensiamo di dover essere considerati “per bene”. Non abbiamo ancora capito queste parole di Dio in Osea: “Voglio l’amore e non il sacrificio” (Os 6,6).

La reliquie del Cuore di Santa Rosa esposta
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina partecipa a Viterbo alla festa del Transito di Santa Rosa

Venerdì 6 marzo 2026, Dies Natalis di Santa Rosa, la Chiesa fa memoria del Transito, il passaggio dalla terra al cielo, della Patrona di Viterbo, avvenuto il 6 marzo 1251, giorno della morte.

Su invito della Diocesi di Viterbo, una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio guidata dal Vice Delegato, Dott. Sandro Calista, Cavaliere de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, ha partecipato alle ore 16.30 alla Processione con la reliquia del cuore incorrotto di Santa Rosa dal santuario omonimo alla chiesa di San Francesco alla Rocca a Viterbo.

Successivamente, i Confratelli Costantiniani hanno partecipato qui alla solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo di Viterbo, S.E.R. Mons. Orazio Francesco Piazza, alla presenza delle autorità civili e militari del territorio, che ha suggellato questa intensa giornata di Fede e memoria condivisa.

La Processione, articolata e molto partecipata, è stata preceduta dai sbandieratori e musici del Pilastro, seguiti da una rappresentanza di boccioli, suorine e mini facchini delle tre mini macchine, dei quartieri Santa Barbara, Pilastro e Centro Storico, con la partecipazione del clero della diocesi, i frati minori francescani, i facchini della Macchina di Santa Rosa, rappresentanze delle associazioni religiose e degli altri ordini cavallereschi, l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e il Sovrano Militare Ordine di Malta, le autorità civili e militari. In via del tutto straordinaria, anche le Clarisse, custodi del santuario e del corpo di Santa Rosa, sono uscite dalla clausura per accompagnare per le vie di Viterbo la reliquia del cuore di Santa Rosa, portata dal Vicario Generale Don Luigi Fabbri.

Copertina
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina partecipa alle celebrazioni per la Quaresima 2026

Mercoledì delle Ceneri, 18 febbraio 2026 alle ore 21.00 presso la basilica santuario di Santa Maria della Quercia in Viterbo, uno dei luoghi di culto più significativi del territorio viterbese, una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Vice Delegato, Dott. Sandro Calista, Cavaliere de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, su invito della Diocesi ha partecipato alla Celebrazione Eucaristica con l’Imposizione delle Sacre Ceneri, momento di raccoglimento e riflessione dal tema Ti ho amato così!, unitamente alle rappresentanze del Sovrano Militare Ordine di Malta e dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Il Sacro Rito è stato presieduto dal Vescovo di Viterbo, S.E.R. Mons. Orazio Francesco Piazza, concelebranti il Vescovo emerito di Viterbo, S.E.R. Mons. Lino Fumagalli, Cappellano Gran Croce di Merito, e presbiteri appartenenti al clero regolare e secolare della diocesi, tra cui il Parroco e Rettore della basilica, Don Massimiliano Balsi, Cappellano di Merito con Placca d’Argento.

Il Mercoledì delle Ceneri, la cui liturgia è marcata dall’inizio della penitenza pubblica, apre il tempo salutare della Quaresima, il periodo liturgico di preparazione alla Pasqua, caratterizzato dallo spirito comunitario di preghiera, digiuno e carità, di sincerità Cristiana e di conversione al Signore, che proclamano i testi della Sacra Scrittura, che si esprime simbolicamente nel rito della cenere sparsa sulle nostre teste, al quale ci sottomettiamo umilmente in risposta alla parola di Dio.

Il tempo della Quaresima è uno dei momenti più significativi dell’anno liturgico. Il Mercoledì delle Ceneri, così come il resto della Quaresima, non ha senso di per sé, ma poiché i “quaranta giorni” rappresentano il cammino che conduce alla Resurrezione del Signore, fonte e causa della nostra salvezza, che celebriamo rinnovati interiormente e con la ferma speranza che i nostri corpi saranno trasformati come il suo.

Manifesto Viterbo
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina partecipa alla celebrazione della XXXIV Giornata Mondiale del Malato a Viterbo

Mercoledì 11 febbraio 2026, memoria liturgica della Beata Maria Vergine di Lourdes, nella ricorrenza della XXXIV Giornata Mondiale del Malato dal tema La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro, a Viterbo presso la basilica santuario di Santa Maria della Quercia, alle ore 15.00 è stata recitato con i malati il Santo Rosario meditato. A seguire, alle ore 16.00 la celebrazione della Santa Messa è stata presieduta da S.E.R. Mons. Orazio Francesco Piazza, Vescovo di Viterbo.

Su invito della Diocesi di Viterbo ha partecipato una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Delegato, Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro. Tra i concelebranti il Parroco e Rettore della basilica santuario, Don Massimiliano Balsi, Cappellano di Merito con Placca d’Argento, e Don Emanuele Germani, Cappellano di Merito. I Cavalieri Costantiniani hanno prestato anche scorta d’onore alla statua della Vergine, portata a spalla dalle Sorelle dell’UNITALSI.

La Giornata Mondiale del Malato fu istituita da San Giovanni Paolo II il 13 maggio 1992, con lo scopo di testimoniare una speciale attenzione verso le persone malate, che si trovano nei luoghi di cura o che sono accudite in famiglia. Da allora, ogni anno, è stato posto l’accento su temi, situazioni, realtà diverse, in un cammino ecclesiale condiviso ricco di contenuti.

L’odierna memoria liturgica della Beata Maria Vergine di Lourdes ricorda le apparizioni della Madonna a Lourdes, ai piedi dei Pirenei, in una grotta sulla riva del fiume Gave, a cominciare dall’11 febbraio 1858. Protagonista di questo evento è una giovane semplice, delicata, cagionevole di salute, figlia di una famiglia poverissima, una ragazza di nome Bernadette Soubirous, oggi annoverata tra la schiera dei Santi. La Beata Vergine Maria le appare per 18 volte.

Pietro Bevilacqua
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina fa memoria del Cav. Pietro Bevilacqua

Martedì 10 febbraio 2026 una Rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Delegato, Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro ha presenziato presso l’abbazia di San Martino al Cimino alla liturgia di commiato del Confratello Pietro Bevilacqua, presieduta alle ore 12.00 da Don Luca Scuderi, Vicario Episcopale per la Pastorale della Famiglia e della Vita, concelebranti il Vicario Generale Don Luigi Fabbri, in rappresentanza del Vescovo di Viterbo, Don Fabrizio Pacelli, Parroco di San Martino al Cimino, Don Alfredo Cento, Delegato episcopale per gli Ordini Cavallereschi, e Don Emanuele Germani, Cappellano di Merito.

Ha presenziato delle rappresentanze degli Ordini Cavallereschi, delle associazioni religiose e laiche e del mondo della stampa cattolica, oltre a tante persone comuni che hanno incrociato il cammino di Pietro Bevilacqua – giornalista, protagonista della vita culturale e sociale della Città di Viterbo – che gli hanno tributato un omaggio pieno di grande affetto e di profonda commozione.

Il Signore aveva chiamato a sé il Confratello Bevilacqua l’8 febbraio 2026. Il 30 gennaio, poco prima del delicato intervento al cuore, aveva domandato di pregare per lui. Il Delegato si era rivolto ai Cavalieri e alle Dame della Delegazione della Tuscia e Sabina, con le seguenti parole: «Chiedo cortesemente a Voi tutti un ricordo nella preghiera alla Madonna Liberatrice per il nostro Confratello Pietro Bevilacqua che martedì 3 febbraio dovrà sottoporsi ad un delicato intervento al cuore. Grazie!»