Concerto di Natale dell’Orchestra Quattrocanti nella chiesa di Santa Caterina d’Alessandria a Palermo

Martedì 26 dicembre 2023, festa di Santo Stefano Protomartire, alle ore 18.00 nella chiesa di Santa Caterina d’Alessandria in piazza Bellini a Palermo, l’Orchestra Quattrocanti diretta dal Maestro Pietro Marchese ha eseguito il Grande Concerto di Natale.

Ha presenziato una rappresentanza della Delegazione della Sicilia Occidentale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Delegato Nob. Prof. Salvatore Bordonali, Cavaliere di Gran Croce di Giustizia, con il Tesoriere Dott. Gastone Brizzi, Cavaliere di Merito con Placca.

Fortemente voluta da Mons. Giuseppe Bucaro, Cappellano di Merito, l’Orchestra Quattrocanti nasce con il progetto Il Genio di Palermo. La bellezza salverà il mondo, come attività di integrazione e educazione alla cittadinanza attiva dei ragazzi e dei giovani della I Circoscrizione della Città di Palermo. Le selezioni di bambini e ragazzi, di età compresa tra i 5 e i 15 anni, ebbero inizio nell’estate del 2012. Sin dall’inizio ha aderito al Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili e Infantili in Italia Onlus. Oggi è composta da 15 violini, 5 viole, 4 violoncelli, 2 contrabassi, 3 flauti traversi, 1 corno, 2 trombe, 3 clarinetti, 1 oboe e 9 percussioni. Si esprime anche con un Coro Infantile, che si distingue in Italia per essere la prima orchestra giovanile multietnica. Il coro di voci bianche è composto da 50 bambini dai 6 ai 14 anni, di 8 etnie diverse da tutte le parti di Palermo. Adotta il sistema educativo del maestro Antonio Jose Abreu, che attraverso la musica ha strappato i giovani alle bande criminali in Venezuela, li ha riscattati da una situazione di miseria materiale e spirituale, dando loro la forza di lottare per il proprio futuro e per quello delle persone vicine. Attraverso il metodo Abreu, si potenziano sensibilità artistiche e metodologie di integrazione sociale tra i minori di varie etnie, si apprendono nuove regole di relazioni e di ascolto, valorizzando abilità e talenti naturali. Vanta inoltre una intensa attività concertistica con più di 250 concerti eseguiti su tutto il territorio nazionale.

I maestri: Isabella Imbrunnone, Marcella Napolitano e Francesco La Bruna (violino); Giuseppina Chinnici e Riccardo Clemente (viola e violino); Giorgio Garofalo (violoncello); Luca Ghedini (contrabbasso); Loredana Vassallo (flauto); Gianni Muccio (oboe); Vito Mandina (pianoforte); Salvatore Mario Marino (Percussioni).

I piccoli grandi musicisti hanno eseguito il seguente programma: A. Falconeri – Battaglia del Barbasso; A. Vivaldi – Concerto per due violini RV 522; J. S. Bach – Badunerie dalla Suite BWV 1067; W. A. Mozart – Rondò per corno e orchestra K371; J. H. Fiocco – Allegro per violino e orchestra; W. A. Mozart – Marcia alla Turca; J. Brams – Danza Ungherese N. 5 – Roy Philippe – Tip Top [*]; M. Artès – Chamando [*].

[*] Con la partecipazione dei nuovi allievi

L’Orchestra Quattrocanti: Myriam Ficano [*], Maria Pia Burrieci, Elisa Tegolo, Isabella Imbrunnono e Francesco La Bruna (violino I); Sofia Pinto, Joele Vaccaro, Gabriele Damico, Sonia Salamone e Simone Tuzzolino (violino II); Giulia Cottone, Giuseppina Chinnici e Riccardo Clemente [*] (viola); Emmanuel Calderaro e Giorgio Garofalo (violoncello); Alessia Presti, Marco Cangelosi e Giulio Calandra (contrabbasso); Vera Tabarine [*] (corno); Noemi Iaria (tromba); Egli Abbate e Loredana Vassallo (flauto); Gianni Mucolo (oboe); Agostino Cirrito (sassfono); Emma Cristiano [*], Christian Giordano e Salvatore Mario Marino (percussioni).

[*] Solisti

Al termine del concerto molto applaudito, l’orchestra che ha concesso il bis. Il Delegato ha manifestato a Mons Bucaro i più sentiti ringraziamenti per la straordinaria iniziativa, che da più di 10 anni porta avanti con grande impegno, ottenendo risultati straordinari, con alcuni dei suoi allievi suonano ora in importanti teatri italiani.

La chiesa di Santa Caterina d’Alessandria

La chiesa fu eretta nella seconda metà del XVI secolo, dopo il Concilio di Trento secondo la logica della controriforma, che considerava l’arte uno strumento efficace per promuovere l’evangelizzazione.

Alla chiesa è annesso l’omonimo monastero domenicano, che a partire dalla sua fondazione, nel 1311, è stato per secoli la casa delle monache di clausura provenienti dalle famiglie più agiate della città. Solo da pochi anni è possibile visitarlo. Fino al 2014, infatti, era ancora abitato dalle suore. Nel 2017, poi, la Curia arcivescovile di Palermo ha deciso di aprire al pubblico le porte di questo mondo rimasto nascosto per secoli.

Ogni angolo della chiesa è accuratamente decorato fin nei minimi dettagli secondo la concezione dell’horror vacui, tipica dell’architettura barocca, con la tecnica dei marmi mischi e tramischi. Nel corso dei secoli, in questo luogo di splendore centinaia di ragazze hanno salutato per l’ultima volta la loro famiglia, prima di attraversare una porta quasi nascosta, sulla sinistra dell’altare, per dedicarsi a Dio nella clausura.

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