Pellegrinaggio della Delegazione Napoli e Campania ad Alatri

Domenica 3 marzo 2024, la Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Delegato, il Nob. Manuel de Goyzueta di Toverena, dei Marchesi di Toverena e di TrentInara, Cavaliere di Giustizia, effettuerà un Pellegrinaggio ad Alatri, con l’invito a partecipare rivolto anche alla Delegazione della Tuscia e Sabina, guidata dal Delegato, il Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere di Gran Croce Jure Sanguinis con Placca d’Oro.

Alle ore 11.15 verrà celebrata la Santa Messa presso la Cattedrale di San Paolo, che si trova al centro della civitas, circondata da possenti mura in opera poligonale.

Al termine si svolgerà una visita alla Cattedrale, con la statua di San Sisto Papa, patrono di Alatri; le spoglie terrene della beata Suor Maria Raffaella Cimatti, morta nel 1945; e il miracolo dell’ostia incarnata, avvenuto ad Alatri nel 1228, riconosciuto dalla Chiesa Cattolica come uno dei principali miracoli eucaristici in Italia.

Seguirà una visita al complesso delle mura megalitiche, che costituisce una delle creazioni più suggestive e meglio conservate dell’architettura pre-romana in Italia. L’Acropoli presenta due porte d’ingresso di grande fascino ed interesse. Si passa attraverso la sontuosa Porta Maggiore, che è alta circa 5 metri ed è sormontata da un architrave monolitico dal peso stimato di 27 tonnellate, secondo in Europa soltanto alla Porta dei Leoni di Micene. Poi, girando attorno alle mura, si arriva alla Porta Minore.

Dopo il pranzo in un ristorante di Alatri, si farà visita alla chiesa di San Francesco, ove è custodito il “mantello di San Francesco”, donato dal Santo di Assisi nel 1222 ai confratelli del monastero di Sant’Arcangelo, ora scomparso. Studi eseguiti sul mantello hanno datato il medesimo al XIII secolo, quindi coevo con l’epoca di San Francesco.

Conclusa la visita alla chiesa, si farà tappa all’attiguo chiostro con il Cristo Pantocratore al centro di un labirinto. L’affresco ha un diametro di 140 cm ed è stato datato alla fine del XIII secolo. Rappresenta un unicum nel panorama mondiale dell’arte figurativa, rimasto per secoli misteriosamente nascosto sotto uno strato di intonaco. Ignoti sono noti i committenti dell’opera. Venne casualmente scoperto nel 1996 da 3 Alatrensi e fu restaurato nel 2012. Nella sala ove è presente l’affresco vi sono anche una serie di simboli dal profondo significato, quali il fiore della vita ed un particolare velario.

Tutto il percorso delle visite verrà effettuato sotto la guida di Marco Di Donato, Cavaliere di Ufficio, che spiegherà la storia delle chiese che verranno visitate, delle mura megalitiche e il significato simbolico dell’affresco del Cristo nel labirinto.

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