Santa Messa prenatalizia della Delegazione Toscana al Duomo di Prato

abato 16 dicembre 2023, una rappresentanza della Delegazione della Toscana del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio si è ritrovata per la tradizionale Santa Messa prenatalizia presso la Basilica Cattedrale di Santo Stefano di Prato.

La Santa Messa della Domenica Gaudete, II di Avvento, preceduta dalla Novena, è stata officiata da Don Patrick Issomo Mama, che nella sua omelia ha evidenziato il gaudio della venuta del Verbo fatto carne. Inoltre, ha sottolineato la funzione di testimonianza della Fede dell’Ordine Costantiniano. I Cavalieri e i Postulanti, guidati dal Delegato Carlo Testi, Cavaliere di Gran Croce di Merito, hanno partecipato alla Celebrazione Eucaristica dalle arcipanche nel presbiterio, sotto il monumentale ciclo pittorico di Filippino Lippi e hanno curato le letture.

Al termine della Santa Messa, i Cavalieri e i Postulanti si sono recati processionalmente alla Cappella della Sacra Cintola, nella navata sinistra del Duomo, aperta in via eccezionale per la Sacra Milizia Costantiniana. Hanno recitato la Salve Regina davanti al reliquiario con la preziosa reliquia della Sacra Cintola e alla statua della Madonna della Cintola, mirabile opera di Giovanni Pisano.

Giovanni Pisano, Madonna con il bambino, posteriore al 1312, Duomo, Prato.

La Madonna della Cintola, testimonianza di fede viva

La Sacra Cintola, conservata nella cappella omonima, ricca degli affreschi di Agnolo Gaddi, è il simbolo religioso e civile di Prato. La sottile striscia di lana – quasi un presagio per una città che sul tessile ha costruito la sua fortuna – è la cintura che, secondo antiche tradizioni, la Vergine donò a San Tommaso al momento dell’Assunzione, e alla metà del XII secolo fu portata a Prato dal mercante Michele Dagomari. 07 Benozzo Gozzoli, Polittico: La Vergine porge la cintola a San Tommaso, c.d. “Madonna della Cintola, 1450, Pinacoteca Vaticana, Musei Vaticani. Questo prezioso simbolo di unione tra cielo e terra, tra l’umano e il divino, ha costituito per secoli non solo il fulcro della religiosità pratese, ma anche l’elemento simbolico-devozionale che ha connotato la “pratesità”, giustificando e sostenendo le istanze di autonomia in campo civile, oltre che religioso, di Prato nei confronti delle vicine città di Firenze e Pistoia [QUI e QUI].

Con l’occasione, in considerazione dei gravi eventi alluvionali che hanno colpito la città e la provincia di Prato lo scorso 2 novembre, la Delegazione della Toscana ha consegnato al Parroco Can. Luciano Pelagatti un consistente donativo da destinarsi alle opere di carità per le famiglie della parrocchia del Duomo, vittime del catastrofico evento.

Avanzamento lettura