Cultura

Santissimo Nome di Gesù
Delegazione Sicilia Orientale
Redazione SMOC IT

Incontro spirituale, formativo e culturale della Delegazione Sicilia Orientale presso l’Oratorio del Santissimo Nome di Gesù in Milazzo

Sabato 11 aprile 2026, alle ore 16.00, la Delegazione della Sicilia Orientale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha vissuto un significativo momento spirituale, formativo e culturale con la visita all’Oratorio del Santissimo Nome di Gesù, inserito nel complesso monumentale dell’ex Convento di San Domenico in Milazzo.

L’Oratorio, risalente alla prima metà del XVI secolo, rappresenta una significativa testimonianza della presenza domenicana a Milazzo e della diffusione della devozione al Santissimo Nome di Gesù. Al suo interno si conserva un ricco patrimonio artistico e devozionale, espressione della continuità della Congregazione dalla metà del Cinquecento sino ai giorni nostri. Tra le opere di maggior pregio si distingue la Varetta del Bambin Gesù, raffinato esempio di arte barocca siciliana, insieme a numerose tele di ambito religioso e arredi liturgici di grande valore storico.

Ha accolto i partecipanti il Nob. Prof. Salvatore Italiano, Cavaliere de Jure Sanguinis e Priore della Venerabile Nobile Regia Congregazione del Santissimo Nome di Gesù degli Azzurri e del Santissimo Rosario dei Bianchi, sodalizio che da quasi cinque secoli custodisce e valorizza questo prezioso luogo di culto e di arte.

Dopo un momento di preghiera iniziale, Don Damiano La Rosa, Cappellano di Merito, ha introdotto il tema dell’incontro di formazione, trattato in una Relazione offerta dal Prof. Italiano, che ha proposto una riflessione sistematica sulla natura della liturgia, intesa quale culto pubblico e preghiera ufficiale della Chiesa, nella quale si attualizza l’opera redentrice di Cristo e si realizza la partecipazione del popolo di Dio al mistero pasquale.

Terminato la sua Relazione, il Prof. Italiano ha guidato i partecipanti nella visita al complesso monumentale, concludendo l’incontro con un vin d’honneur offerto nella sala capitolare della Congregazione.

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Delegazione Napoli e Campania
Redazione SMOC IT

“Gli Ordini cavallereschi tra storia e prospettive presenti”: incontro presso la chiesa di San Giuseppe dei Nudi – Cappella Magistrale Costantiniana in Napoli

Giovedì 16 aprile 2026 alle ore 17.30, presso la chiesa di San Giuseppe dei Nudi – Cappella Magistrale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, in via San Giuseppe dei Nudi 72 a Napoli, si terrà l’incontro dal titolo Gli Ordini cavallereschi tra storia e prospettive presenti. L’iniziativa si inserisce nel solco delle attività culturali e formative promosse dalla Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, con l’obiettivo di approfondire il ruolo storico e contemporaneo degli Ordini cavallereschi, evidenziandone la funzione spirituale, sociale e culturale nel contesto odierno, con la partecipazione di docenti, storici ed esperti di Ordini cavallereschi.

L’evento si aprirà con gli indirizzi di saluto del Dott. Roberto Razzano, Governatore Serra International Italia – Distretto 72; del Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei Duchi di Laurenzana, Patrizio Napolitano, Cavaliere di Giustizia, Delegato per Napoli e Campania dell’Ordine Costantiniano; e dell’Avv. Ugo de Flaviis, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, Presidente della Fondazione San Giuseppe dei Nudi.

Interverranno Roberto Tristano, Cavaliere del Sovrano Militare Ordine di Malta, Governatore Serra International Italia – Distretto 77; il Prof. Giulio Sodano, Cavaliere di Merito, Ordinario di Storia moderna all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Direttore del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali; l’Avv. Giro Pasquale Sepe. Modera il Dott. Domenico Dente Gattola, Cavaliere di Merito, Presidente Club Miglio d’Oro 1085 – Serra International Italia – Distretto 72.

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Delegazione Triveneto ed Emilia
Redazione SMOC IT

L’incontro a Trieste in preparazione alla Santa Pasqua della Delegazione Triveneto ed Emilia

Il 28 marzo 2026, Sabato della V Settimana di Quaresima, Sabato di Lazzaro nella liturgia bizantina, il giorno prima dell’inizio della Settimana Santa con la Domenica delle Palme, Commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme, la Delegazione del Triveneto ed Emilia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha svolto un incontro presso la basilica cattedrale di San Giusto Martire di Trieste in preparazione alla Santa Pasqua. È il Sabato di Lazzaro nella liturgia bizantino, perché celebra la resurrezione di Lazzaro di Betania, narrata nel Vangelo secondo Giovanni (Gv 11,1-45).

Dalla Prima Lettura, dal libro del profeta Ezechiele (Ez 37,21-28), è giunta la promessa del Signore del ritorno alla Terra dei Padri, mentre il brano del Vangelo secondo Giovanni (Gv 11,45-56) ha additato la missione di Gesù nella profezia involontaria di Caifa: morire, lui solo, per ricomporre ciò ch’è diviso. racconta che i capi dei sacerdoti e i farisei si ritrovano per discutere di Gesù, il quale costituisce un problema. Egli è realmente un rischio per il mantenimento dei delicati equilibri con l’invasore romano. Gli ebrei mal sopportano la presenza di un popolo straniero nella loro casa e non aspettano altro che un motivo per ribellarsi. E se fosse Gesù a guidare la rivoluzione? È necessario sbarazzarsene. Si pensa di eliminare il problema della rivolta eliminando una persona; si vede in Gesù un sovversivo, un nemico dell’ordine pubblico, lo dimostra andando alla festa, nell’esporsi alla cattura che spezza la dinamica sopra indicata: non è un ribelle, è solo Figlio. E quello che vuole fare il Figlio è annunciare l’amore del Padre. È l’amore ad essere sovversivo perché accoglierlo fa svelare le ambiguità del nostro cuore, porta alla luce le zone oscure che hanno bisogno di essere guarite. È per annunciare questo amore che guarisce che Gesù è disposto a giocarsi la vita. Interamente e solo per amore. “Non verrà alla festa?” Egli verrà alla festa: l’importante è che ci trovi pronti, con le lampade accese, i fianchi cinti e il bastone in mano, per camminare speditamente verso di Lui e con Lui.

Madonna Liberatrice
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

Fede e arte nella chiesa della Santissima Trinità in Viterbo. La Delegazione Tuscia e Sabina alla presentazione del restauro della Madonna Liberatrice

La Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio parteciperà domenica 19 aprile 2026, alle ore 16.30, presso la Sala Mendel del complesso conventuale agostiniano della Santissima Trinità in Viterbo, alla presentazione del restauro della sacra immagine di Maria Santissima Liberatrice. L’iniziativa vedrà la presenza di autorità religiose ed esperti del settore, in un momento di alto valore spirituale e culturale. Alle ore 18.30 seguirà la celebrazione della Santa Messa presieduta da S.E.R. Mons. Orazio Francesco Piazza, Vescovo di Viterbo. Al termine è prevista l’ostensione della sacra immagine restaurata e la Preghiera di affidamento alla Madonna Liberatrice.

Il programma dell’evento, che rinnova il legame tra tradizione, fede e valorizzazione del patrimonio artistico locale, prevede il saluto introduttivo di Padre Vito Logoteto, OSA, Priore del Convento della Santissima Trinità, seguito dai saluti istituzionali. Interverranno quindi il Vescovo Orazio Francesco Piazza; il Prof. Padre Rocco Ronzani, O.S.A., Cappellano de Jure Sanguinis, Prefetto dell’Archivio Apostolico Vaticano e Primo Cappellano della Delegazione; la Dott.ssa Luisa Caporossi, Responsabile dell’Area funzionale Patrimonio Demoetnoantropologico della Soprintendenza per la Provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale; il Dott. Saverio Ricci, Funzionario storico dell’arte; e la Dott.ssa Alessia Felice, Restauratrice di beni culturali.

Sin dalla sua istituzione nel 2002, la Delegazione della Tuscia e Sabina è profondamente legata ai Padri Agostiniani, che ne accompagnano il cammino spirituale, promuovendo la devozione a Maria Santissima Liberatrice. La chiesa della Santissima Trinità rappresenta il punto di riferimento per la vita liturgica della Delegazione.

Celebrazione
Delegazione Sicilia Occidentale
Redazione SMOC IT

Stat Crux. La Delegazione Sicilia Occidentale in vista a Sciara nel Venerdì Santo

Il Venerdì Santo rappresenta uno dei momenti più intensi e significativi dell’anno liturgico, in cui Fede, tradizione e identità comunitaria si intrecciano in riti carichi di spiritualità. In questo contesto si inserisce la visita, avvenuta il 3 aprile 2026, di una rappresentanza della Delegazione della Sicilia Occidentale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio a Sciara, piccolo centro della città metropolitana di Palermo, profondamente legato alle proprie tradizioni religiose. L’iniziativa ha offerto un’occasione preziosa di incontro tra l’Ordine Costantiniana e la comunità locale, testimoniando concretamente la vicinanza alle realtà parrocchiali e il sostegno ai valori della Fede Cattolica.

La visita si è sviluppata attraverso momenti distinti ma complementari: una prima fase di carattere culturale, con la scoperta del patrimonio storico e devozionale del paese, seguita da un’intensa partecipazione ai tradizionali riti del Venerdì Santo, vissuti in un clima di raccoglimento e profonda partecipazione. Nonostante le avverse condizioni meteorologiche abbiano impedito lo svolgimento delle celebrazioni all’aperto, la comunità ha saputo mantenere intatto il valore spirituale dell’evento, trasferendo all’interno della Chiesa Madre la celebrazione della processione e della Via Crucis.

La visita a Sciacca si è rivelata un autentico momento di condivisione, in cui la dimensione religiosa si è unita a quella umana e comunitaria, rafforzando il senso di appartenenza e il legame con le tradizioni locali. La presenza dei rappresentanti dell’Ordine Costantiniano ha così assunto un significato ancora più profondo: non solo partecipazione ai Sacri Riti, ma testimonianza viva di impegno, fraternità e continuità nella Fede.

Il Mole di Girgenti
Delegazione Sicilia Occidentale
Redazione SMOC IT

Un convegno su “I Borboni e il Molo di Girgenti” ad Agrigento. Il ruolo della monarchia borbonica nello sviluppo infrastrutturale della Sicilia

La Sezione di Agrigento della Delegazione della Sicilia Occidentale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio promuove un convegno di alto profilo storico dal titolo I Borboni e il Molo di Girgenti, in programma giovedì 9 aprile 2026 alle ore 17.30 presso la “Clara et magnifica” Biblioteca Lucchesiana di Agrigento.

L’iniziativa trae ispirazione dall’omonima opera storica dello studioso agrigentino Giovanni Gibilaro, pubblicata nel 1988 dalle Edizioni Centro Culturale “L. Pirandello” di Agrigento, ancora oggi riferimento per la ricostruzione delle vicende legate allo sviluppo del porto di Girgenti – l’odierno Porto Empedocle – durante il periodo borbonico.

Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, tra i più antichi ordini cavallereschi della Cristianità, è oggi impegnato in attività religiose, culturali e caritative, con particolare attenzione alla promozione dei valori storici e spirituali della tradizione Cristiana e del patrimonio del Mezzogiorno.

In questo contesto, il Convegno intende offrire un momento di riflessione su una pagina significativa della storia del Mezzogiorno, evidenziando come il sistema portuale agrigentino abbia rappresentato, tra XVIII e XIX secolo, un nodo strategico per i traffici commerciali mediterranei, in particolare per l’esportazione dello zolfo e delle risorse minerarie del territorio. In tale contesto, l’azione amministrativa e progettuale della monarchia borbonica contribuì in modo determinante al potenziamento delle infrastrutture, favorendo lo sviluppo economico e sociale dell’area.

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Delegazione Toscana
Redazione SMOC IT

Il ritiro pre-pasquale della Delegazione Toscana a Cascia di Reggello, tra storia, arte, cultura e preghiera

Una rappresentanza della Delegazione della Toscana del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Delegato, Dott. Massimo Planera, Cavaliere Gran Croce di Merito, ha partecipato sabato 14 marzo 2026 a un incontro a Cascia di Reggello, nella Città Metropolitana di Firenze, in Diocesi di Fiesole.

La significativa e partecipata giornata ha avuto inizio con la visita al Museo Masaccio, adiacente alla Pieve dei Santi Pietro e Paolo, dove è custodita una delle opere più rilevanti per la storia della prospettiva, densa di simbolismo Cristiano: il Trittico di San Giovenale di Masaccio. L’opera, datata 1422, quando l’artista aveva circa ventuno anni, presenta elementi fortemente innovativi per l’epoca ed è considerata il più antico esempio noto dell’uso della prospettiva geometrica nella pittura rinascimentale.

La visita è stata guidata dal novantenne Don Ottavio Failli, già parroco della Pieve, figura storica della comunità di Cascia di Reggello, cresciuto accanto a questa opera, ritenuta la prima del Masaccio e riscoperta solo in tempi relativamente recenti.

Successivamente, presso la sala parrocchiale, dopo i saluti introduttivi del Delegato e del Presidente dell’Accademia di Marina dei Cavalieri di Santo Stefano, Prof. Marco Gemignani, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, si è svolto un momento culturale dedicato alla storia della misurazione del tempo e ai suoi legami con la religione. L’incontro è stato curato da Damiano Landi, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, con l’intervento del Prof. Giovanni Cipriani, Accademico dei Georgofili, Cavaliere di Merito e docente di Storia Moderna presso l’Università di Firenze.

Prima della Celebrazione Eucaristica nella Pieve dei Santi Pietro e Paolo, notevole esempio di architettura romanica del XII secolo nel Valdarno Superiore, Don Ottavio Failli ha illustrato le principali caratteristiche architettoniche dell’edificio, offrendo anche cenni storici sull’antica chiesa.

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Delegazione Lombardia
Redazione SMOC IT

Il Ritiro Spirituale della Delegazione Lombardia presso l’abbazia di Mirasole ad Opera

Sabato 21 marzo 2026, la Delegazione della Lombardia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha svolto un Ritiro Spirituale in preparazione alla Santa Pasqua, presso l’abazia di Mirasola in strada consortile Mirasole 7 nel Comune di Opera in Provincia di Milano. L’incontro è iniziato alle ore 11.00 con la meditazione quaresimale, condotta dal Primo Cappellano di Delegazione, Prof. Don Maurizio Ormas, Cappellano di Merito con Placca d’Argento, alla presenza Delegato, Dott. Ing. Gilberto Spinardi, Cavaliere Gran Croce di Merito. Al pranzo presso il refettorio è seguita una visita guidata all’abbazia. Poi, l’incontro si è concluso con la Santa Messa vespertina della V Domenica di Quaresima, Domenica di Lazzaro, celebrata nel Rito Ambrosiano alle ore 16.00.

La risurrezione di Lazzaro raccontato nel Vangelo (Gv 11,1-53), è una delle “storie di segni”. Presenta Gesù come vincitore della morte: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno” (Cfr. Gv 11,25-26). È già la convinzione dei racconti tardivi dell’Antico Testamento, che Dio abbia il potere di vincere la morte. La visione che ha Ezechiele della risurrezione delle ossa – immagine del ristabilimento di Israele dopo la catastrofe dell’esilio babilonese – presuppone questa fede (Ez 37,1-14). Isaia si aspetta che Dio sopprima la morte per sempre, che asciughi le lacrime su tutti i volti (Is 25,8). Il libro di Daniele prevede che i morti si risveglino – alcuni per la vita eterna, altri per l’orrore eterno (Dn 12,2). Il Vangelo va oltre questa speranza futura, perché vede già date in Gesù “la risurrezione e la vita”, che sono così attuali. In Gesù, rivelazione di Dio, la salvezza è presente, e colui che è associato a lui, non può più essere consegnato alle potenze della morte.

Croce Costantiniano in marmo
Delegazione Napoli e Campania
Redazione SMOC IT

Donazione alla Badia di Sant’Antonio Abate in Napoli della copia di un Diploma di Benemerenza Costantiniana del 1931

Domenica 15 marzo 2026, al termine della Santa Messa della IV Domenica di Quaresima, si è svolta una significativa e raccolta cerimonia presso la sagrestia della storica Badia di Sant’Antonio Abate, situata nel cuore del centro storico di Napoli, all’inizio dell’omonimo borgo noto come “‘O Bùvero ‘e Sant’Antuon”, nei pressi di via Foria.

Nel corso dell’incontro è stata ufficialmente donata alla chiesa una copia del Diploma di Benemerenza Costantiniana conferito il 18 aprile 1931 all’On. Dott. Antonio Masselli (1865–1944), per il suo rilevante contributo al restauro della chiesa abadiale, incluso il restauro del cassettone ligneo che ancora oggi copre l’intera navata.

La copia del diploma, consegnata nelle mani del Parroco Don Vincenzo Balzano, è stata donata dal Segretario Generale ad interim della Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, Nob. Antonio Masselli, Cavaliere de Jure Sanguinis, nipote dell’insigne benefattore. Il documento, debitamente incorniciato, è stato collocato nella sala in cui è custodito l’elenco dei Gran Maestri dell’Ordine, con l’intento di contribuire alla ricostruzione dell’archivio storico, in parte disperso, dell’Ordine Costantiniano e della stessa chiesa.

Il diploma originale fu conferito all’On. Dott. Masselli «per l’alto contributo ed interessamento in pro dell’Ordine per il restauro della Chiesa Abadiale di S. Antonio Abate sotto la protezione di S.A.R. Alfonso di Borbone, Conte di Caserta», ed era firmato dal Gran Priore titolare della Badia, Mons. Giovanni de Sangro, dei Duchi di Casacalenda, Principe di Chiusano.