Cultura

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Delegazione Marche e Romagna
Redazione SMOC IT

Il Ritiro Spirituale della Delegazione Marche e Romagna nel mese dedicato alla Vergine Maria a Jesi

Il Ritiro Spirituale della Delegazione Marche e Romagna nel mese dedicato alla Vergine Maria a Jesi
Nella Vigilia dell’Ascensione di Nostro Signore, 16 maggio 2026, Sabato della VI Settimana di Pasqua, Cavalieri, Dame, Postulanti e amici della Delegazione delle Marche e Romagna del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidati dal Delegato, il Conte Dott. Carlo Cicconi Massi, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, si sono riuniti per un Ritiro Spirituale presso la Parrocchia di San Giovanni Battista a Jesi.

L’incontro si inserisce nel mese dedicato alla Vergine Maria e rappresenta un importante momento di formazione spirituale e di fraternità per la Delegazione. La presenza del Vescovo di Jesi, Mons. Paolo Ricciardi, nominato da Papa Francesco alla guida della Diocesi nel gennaio 2025 dopo il servizio come Vescovo ausiliare della Diocesi di Roma, conferisce particolare rilievo ecclesiale all’iniziativa. Nel corso del suo ministero episcopale, ha ricevuto incarichi di responsabilità negli ambiti della pastorale sanitaria, della cura del clero, del diaconato e della vita religiosa, distinguendosi anche per l’impegno nella pastorale della salute e nella promozione di una Chiesa “ospitale e in uscita”.

La storica Chiesa di San Giovanni Battista, conosciuta dagli jesini come Chiesa di San Filippo, luogo profondamente legato alla spiritualità filippina e tra le più significative espressioni del barocco marchigiano. Affidata nel Seicento ai Padri Filippini, la chiesa venne ricostruita e arricchita con preziosi apparati decorativi, opere pittoriche e importanti testimonianze artistiche dedicate a San Filippo Neri e a San Giovanni Battista, custodendo ancora oggi un patrimonio di Fede, arte e devozione che caratterizza la storia religiosa della Città di Jesi.

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Delegazione Sicilia Occidentale
Redazione SMOC IT

La Delegazione Sicilia Occidentale in pellegrinaggio al Santuario di Gibilmanna nel mese dedicato alla Vergine Maria

La Delegazione Sicilia Occidentale in pellegrinaggio al Santuario di Gibilmanna nel mese dedicato alla Vergine Maria
La Delegazione della Sicilia Occidentale dello Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha vissuto il 10 maggio 2026, V Domenica di Pasqua, un Pellegrinaggio presso il Santuario di Maria Santissima di Gibilmanna. La giornata è stata per i Cavalieri, le Dame e i Postulanti della Delegazioni, guidati dal Vice Delegato, Avv. Carlo Varvaro, Cavaliere de Jure Sanguinis, un’occasione di raccoglimento spirituale e di comunione fraterna, nel segno della devozione mariana e della condivisione dei valori Cristiani che animano la vita della Sacra Milizia, immersi in uno dei luoghi più significativi della Fede siciliana.

Il santuario sorge sul territorio di Cefalù, nella Città metropolitana di Palermo e Diocesi di Cefalù, a circa 800-850 metri sul livello del mare, sulle pendici occidentali del Pizzo Sant’Angelo, nel cuore delle Madonie. Da secoli rappresenta uno dei principali luoghi di spiritualità mariana della Sicilia, profondamente legato alla storia religiosa, culturale e sociale del territorio.

Il Pellegrinaggio si inserisce nel percorso spirituale e formativo promosso dalla Delegazione Sicilia Occidentale, volto a favorire occasioni di incontro, riflessione e partecipazione ecclesiale, nel solco della tradizione e dei valori propri dell’Ordine Costantiniano. Il mese di maggio, tradizionalmente dedicato alla Vergine Maria, rappresenta per la Chiesa un tempo particolarmente intenso di preghiera, contemplazione e affidamento filiale alla Madre di Dio. È un periodo nel quale le comunità Cristiane sono chiamate a riscoprire la profondità della devozione mariana attraverso il Rosario, i pellegrinaggi, gli incontri di spiritualità e i momenti di raccoglimento vissuti comunitariamente.

Trittico del Santissimo Salvatore
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

La Delegazione Tuscia e Sabina onora il Santissimo Salvatore in Viterbo. Tra storia, Fede e rievocazione: festa dedicata alla pace

Nel marzo 1283, mentre due bifolchi aravano un campo in località Bagni fuori delle mura di Viterbo, dovettero interrompere il lavoro perché i buoi si fermarono, e non volevano saperne di procedere. Anzi si inginocchiarono. Scavando, gli aratori rinvennero una cassa di pietra al cui interno fu trovata una bellissima immagine del Salvatore, un trittico in cuoio su tavola di scuola romana in stile bizantino, probabilmente degli inizi del XIII secolo, presumibilmente copia dell’immagine del Salvatore custodita in Laterano.

Da secoli la celebrazione, legata a una delle devozioni più radicate nella Città dei Papi, ha il suo cuore pulsante nella chiesa di Santa Maria Nuova, dove 9 maggio 2026, Sabato della V Settimana di Pasqua, una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha preso parte, su invito della Diocesi, ai solenni festeggiamenti in onore del Santissimo Salvatore, che intendono richiamare alla memoria e perpetuare nel presente una delle più antiche manifestazioni religiose di Viterbo. Già negli Statuti cittadini del 1344 si danno disposizioni dettagliate per lo svolgimento, che aveva luogo la sera del 14 agosto e alla quale partecipavano le Autorità, il Clero e le Corporazioni delle Arti, con i rispettivi gonfaloni e le torce accese.

Questa festa è un’occasione per ritrovarsi, per condividere ricordi e rafforzare legami di comunità, una identità culturale nella memoria collettiva. Le arti dei lavoratori che sfilano, ricordano quanto il lavoro sia importante per l’uomo e per il bene condiviso, tenendo una mano verso il creatore e l’altra verso il prossimo, curando sempre la trama sociale.

La festa del Santissimo Salvatore si conferma così non soltanto un importante appuntamento religioso, ma anche una delle rievocazioni storiche più sentite e identitarie per il quartiere e per l’intera città, capace di unire generazioni diverse nel segno della tradizione e del senso di appartenenza alla comunità.

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Delegazione Napoli e Campania
Redazione SMOC IT

“Gli Ordini cavallereschi tra storia e prospettive presenti”: incontro presso la chiesa di San Giuseppe dei Nudi – Cappella Magistrale Costantiniana in Napoli

Giovedì 16 aprile 2026 alle ore 17.30, presso la chiesa di San Giuseppe dei Nudi – Cappella Magistrale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, in via San Giuseppe dei Nudi 72 a Napoli, si è svolto il convegno di approfondimento culturale dal titolo Gli Ordini cavallereschi tra storia e prospettive presenti. L’iniziativa si inserisce nel solco delle attività culturali e formative promosse dalla Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, con l’obiettivo di approfondire il ruolo storico e contemporaneo degli Ordini cavallereschi, evidenziandone la funzione spirituale, sociale e culturale nel contesto odierno, con la partecipazione di docenti, storici ed esperti di Ordini cavallereschi.

Il convegno si è aperto con gli indirizzi di saluto del Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei Duchi di Laurenzana, Patrizio Napolitano, Cavaliere di Giustizia, Delegato per Napoli e Campania dell’Ordine Costantiniano; dell’Avv. Ugo de Flaviis, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, Presidente della Fondazione San Giuseppe dei Nudi; del Dott. Roberto Razzano, Governatore Serra International Italia – Distretto 72; e dell’Ing. Domenico Salierno, Presidente del Rotary Club di Napoli.

Ha moderato il convegno il Dott. Domenico Dente Gattola, Cavaliere di Merito, Presidente Club Miglio d’Oro 1085 – Serra International Italia – Distretto 72.

Nella parte accademica del convegno sono intervenuti il Prof. Giulio Sodano, Cavaliere di Merito, Ordinario di Storia moderna all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Direttore del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali; l’Avv. Giro Pasquale Sepe, Cavaliere di Merito; e Roberto Tristano, Cavaliere di Grazia Magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta, Governatore Serra International Italia – Distretto 77.

Il Gran Maestro sulla terrazza del duomo
Real Commissione
Redazione SMOC IT

Le visite di S.A.R. il Gran Maestro in occasione del Pontificale di San Giorgio 2026 a Napoli

In occasione del solenne Pontificale in onore di San Giorgio 2026, celebrato a Napoli presso la Reale Basilica di Santa Chiara, S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria, Conte di Caserta e Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, ha svolto un articolato programma di visite istituzionali, religiose e caritative, accompagnato dal Gran Cancelliere della Real Deputazione, S.E. l’Ambasciatore di Spagna Don Carlos Bárcena y Portolés, Balì Gran Croce di Giustizia decorato del Collare; dal Presidente della Real Commissione per l’Italia, S.E. Don Flavio Borghese dei Principi di Sulmona e di Montecompatri, Balì Gran Croce di Giustizia; e dal Delegato per Napoli e Campania, Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei Duchi di Laurenzana, Patrizio Napolitano, Cavaliere di Giustizia.

Il programma è iniziato con l’Udienza privata concessa da S.Em.R. il Signor Cardinale Domenico Battaglia, Arcivescovo metropolita di Napoli, durante la quale sono stati approfonditi i rapporti di collaborazione con la Caritas diocesana e condivisi i principali progetti di sostegno alle realtà più fragili del territorio, tra cui la Casa della Pace “Don Tonino Bello”, struttura di accoglienza per donne con bambini, sostenuta dalla Delegazione di Napoli e Campania anche attraverso la Cena di Gala di Beneficenza in occasione del Pontificale.

Il programma ha incluso inoltre la visita alla Real Compagnia ed Arciconfraternita dei Bianchi dello Spirito Santo, espressione della tradizione devozionale partenopea, e alla Fondazione Real Monte Manso di Scala, impegnata nella valorizzazione del patrimonio storico-documentale relativo ai rapporti tra Napoli e il mondo ispanico.

Madonna Liberatrice
Delegazione Tuscia e Sabina
Redazione SMOC IT

Fede e arte nella chiesa della Santissima Trinità in Viterbo. La Delegazione Tuscia e Sabina alla presentazione del restauro della Madonna Liberatrice

Domenica 19 aprile 2026, una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha partecipato presso il complesso conventuale Agostiniano della Santissima Trinità in Viterbo, all’atto di restituzione al culto della sacra immagine di Maria Santissima Liberatrice, Patrona della Città dei Papi, al termine di un delicato e articolato intervento di restauro.

Alle ore 16.30 nella Sala Mendel si è svolta la presentazione del restauro della venerata immagine. L’evento di alto valore spirituale e culturale, ha offerto un’importante occasione di incontro tra tradizione, fede, arte e comunità, nella valorizzazione del patrimonio artistico locale, alla presenza delle autorità religiose e civili, degli studiosi ed esperti del settore, e dei professionisti che hanno seguito l’intervento di recupero.

È seguita, alle ore 18.30 nella chiesa della Santissima Trinità-Santuario di Maria Santissima Liberatrice, la celebrazione della Santa Messa, presieduta da Mons. Orazio Francesco Piazza, Vescovo di Viterbo, concelebranti Padre Vito Logoteto, OSA, Priore del Convento della Santissima Trinità, e Prof. Padre Rocco Ronzani, O.S.A., Cappellano de Jure Sanguinis, Prefetto dell’Archivio Apostolico Vaticano e Primo Cappellano della Delegazione, assistiti dal Segretario del Vescovo e Cerimoniere Vescovile, Don Roberto Bracaccini.

Al termine della Santa Messa Mons. Piazza ha presieduto l’ostensione della venerata Icona, accompagnata dalla preghiera di affidamento, in un momento di intensa partecipazione che ha saputo unire il rigore della tutela artistica alla profonda commozione dei fedeli, che da sette secoli si affidano a questa rappresentazione della Vergine, a cui la Delegazione della Tuscia e Sabina è particolarmente legata.

Santissimo Nome di Gesù
Delegazione Sicilia Orientale
Redazione SMOC IT

Incontro spirituale, formativo e culturale della Delegazione Sicilia Orientale presso l’Oratorio del Santissimo Nome di Gesù in Milazzo

Sabato 11 aprile 2026, alle ore 16.00, la Delegazione della Sicilia Orientale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha vissuto un significativo momento spirituale, formativo e culturale con la visita all’Oratorio del Santissimo Nome di Gesù, inserito nel complesso monumentale dell’ex Convento di San Domenico in Milazzo.

L’Oratorio, risalente alla prima metà del XVI secolo, rappresenta una significativa testimonianza della presenza domenicana a Milazzo e della diffusione della devozione al Santissimo Nome di Gesù. Al suo interno si conserva un ricco patrimonio artistico e devozionale, espressione della continuità della Congregazione dalla metà del Cinquecento sino ai giorni nostri. Tra le opere di maggior pregio si distingue la Varetta del Bambin Gesù, raffinato esempio di arte barocca siciliana, insieme a numerose tele di ambito religioso e arredi liturgici di grande valore storico.

Ha accolto i partecipanti il Nob. Prof. Salvatore Italiano, Cavaliere de Jure Sanguinis e Priore della Venerabile Nobile Regia Congregazione del Santissimo Nome di Gesù degli Azzurri e del Santissimo Rosario dei Bianchi, sodalizio che da quasi cinque secoli custodisce e valorizza questo prezioso luogo di culto e di arte.

Dopo un momento di preghiera iniziale, Don Damiano La Rosa, Cappellano di Merito, ha introdotto il tema dell’incontro di formazione, trattato in una Relazione offerta dal Prof. Italiano, che ha proposto una riflessione sistematica sulla natura della liturgia, intesa quale culto pubblico e preghiera ufficiale della Chiesa, nella quale si attualizza l’opera redentrice di Cristo e si realizza la partecipazione del popolo di Dio al mistero pasquale.

Terminato la sua Relazione, il Prof. Italiano ha guidato i partecipanti nella visita al complesso monumentale, concludendo l’incontro con un vin d’honneur offerto nella sala capitolare della Congregazione.

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Delegazione Triveneto ed Emilia
Redazione SMOC IT

L’incontro a Trieste in preparazione alla Santa Pasqua della Delegazione Triveneto ed Emilia

Il 28 marzo 2026, Sabato della V Settimana di Quaresima, Sabato di Lazzaro nella liturgia bizantina, il giorno prima dell’inizio della Settimana Santa con la Domenica delle Palme, Commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme, la Delegazione del Triveneto ed Emilia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha svolto un incontro presso la basilica cattedrale di San Giusto Martire di Trieste in preparazione alla Santa Pasqua. È il Sabato di Lazzaro nella liturgia bizantino, perché celebra la resurrezione di Lazzaro di Betania, narrata nel Vangelo secondo Giovanni (Gv 11,1-45).

Dalla Prima Lettura, dal libro del profeta Ezechiele (Ez 37,21-28), è giunta la promessa del Signore del ritorno alla Terra dei Padri, mentre il brano del Vangelo secondo Giovanni (Gv 11,45-56) ha additato la missione di Gesù nella profezia involontaria di Caifa: morire, lui solo, per ricomporre ciò ch’è diviso. racconta che i capi dei sacerdoti e i farisei si ritrovano per discutere di Gesù, il quale costituisce un problema. Egli è realmente un rischio per il mantenimento dei delicati equilibri con l’invasore romano. Gli ebrei mal sopportano la presenza di un popolo straniero nella loro casa e non aspettano altro che un motivo per ribellarsi. E se fosse Gesù a guidare la rivoluzione? È necessario sbarazzarsene. Si pensa di eliminare il problema della rivolta eliminando una persona; si vede in Gesù un sovversivo, un nemico dell’ordine pubblico, lo dimostra andando alla festa, nell’esporsi alla cattura che spezza la dinamica sopra indicata: non è un ribelle, è solo Figlio. E quello che vuole fare il Figlio è annunciare l’amore del Padre. È l’amore ad essere sovversivo perché accoglierlo fa svelare le ambiguità del nostro cuore, porta alla luce le zone oscure che hanno bisogno di essere guarite. È per annunciare questo amore che guarisce che Gesù è disposto a giocarsi la vita. Interamente e solo per amore. “Non verrà alla festa?” Egli verrà alla festa: l’importante è che ci trovi pronti, con le lampade accese, i fianchi cinti e il bastone in mano, per camminare speditamente verso di Lui e con Lui.

Celebrazione
Delegazione Sicilia Occidentale
Redazione SMOC IT

Stat Crux. La Delegazione Sicilia Occidentale in vista a Sciara nel Venerdì Santo

Il Venerdì Santo rappresenta uno dei momenti più intensi e significativi dell’anno liturgico, in cui Fede, tradizione e identità comunitaria si intrecciano in riti carichi di spiritualità. In questo contesto si inserisce la visita, avvenuta il 3 aprile 2026, di una rappresentanza della Delegazione della Sicilia Occidentale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio a Sciara, piccolo centro della città metropolitana di Palermo, profondamente legato alle proprie tradizioni religiose. L’iniziativa ha offerto un’occasione preziosa di incontro tra l’Ordine Costantiniana e la comunità locale, testimoniando concretamente la vicinanza alle realtà parrocchiali e il sostegno ai valori della Fede Cattolica.

La visita si è sviluppata attraverso momenti distinti ma complementari: una prima fase di carattere culturale, con la scoperta del patrimonio storico e devozionale del paese, seguita da un’intensa partecipazione ai tradizionali riti del Venerdì Santo, vissuti in un clima di raccoglimento e profonda partecipazione. Nonostante le avverse condizioni meteorologiche abbiano impedito lo svolgimento delle celebrazioni all’aperto, la comunità ha saputo mantenere intatto il valore spirituale dell’evento, trasferendo all’interno della Chiesa Madre la celebrazione della processione e della Via Crucis.

La visita a Sciacca si è rivelata un autentico momento di condivisione, in cui la dimensione religiosa si è unita a quella umana e comunitaria, rafforzando il senso di appartenenza e il legame con le tradizioni locali. La presenza dei rappresentanti dell’Ordine Costantiniano ha così assunto un significato ancora più profondo: non solo partecipazione ai Sacri Riti, ma testimonianza viva di impegno, fraternità e continuità nella Fede.