Raffaello Sanzio e Scuola, La Visione della Croce, Sala di Costantino, 1585, Musei Vaticani
Raffaello Sanzio e Scuola, La Visione della Croce, Sala di Costantino, 1585, Musei Vaticani.

Cenni storici Costantiniani

Secondo un’aurea tradizione, il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio trarrebbe origine dall’Imperatore Costantino il Grande. La leggenda narra che, la notte precedente la battaglia di Ponte Milvio contro Massenzio, all’Imperatore apparve il simbolo cristiano del Chi-Rho accompagnato dall’iscrizione In Hoc Signo Vinces (Sotto questo segno vincerai), il 28 ottobre dell’anno 312.

La visione di Costantino e la battaglia di Ponte Milvio, manoscritto illustrato su pergamena
La visione di Costantino e la battaglia di Ponte Milvio,
manoscritto greco illustrato su pergamena dipinta delle omelie di Gregorio Nazianzeno, 879-883, Bibliothèque nationale de France, Parigi.

In occasione del combattimento, Costantino fece apporre il monogramma di Cristo sulle insegne imperiali e, secondo la tradizione, affidò la custodia del Labaro a una guardia scelta di cinquanta Cavalieri, che avrebbero costituito il nucleo originario dell’Ordine.

La dedica dell’Ordine a San Giorgio, Cavaliere Cristiano della Cappadocia martirizzato sotto l’Imperatore Diocleziano, così come l’adozione della Regola di San Basilio Magno, appartengono a fasi successive dello sviluppo dell’Ordine, difficili da datare con precisione.

La tradizione riferisce che nel 1190 l’Imperatore d’Oriente Isacco II Angelo avrebbe concesso nuovi Statuti all’Ordine e che il Gran Magistero sarebbe passato per via ereditaria in famiglie che la tradizione collega alle dinastie imperiali bizantine, in particolare ai Comneni e agli Angeli. Tuttavia, questa continuità istituzionale presenta difficoltà storiche rilevanti: dopo lo Scisma d’Oriente del 1054, gli Imperatori bizantini, essendo Ortodossi, non avrebbero potuto mantenere un rapporto canonico stabile con la Sede di Roma tale da permettere l’approvazione pontificia di un ordine cavalleresco.

La storia documentata dell’Ordine Costantiniano inizia con certezza nel XVII secolo, quando il Gran Magistero venne trasmesso ai Farnese, Duchi di Parma. Questa trasmissione, che la tradizione collega a discendenti di famiglie legate alle dinastie bizantine, fu approvata da Papa Innocenzo XII il 24 ottobre 1699 con il Breve Sincerae fidei e confermata da Papa Clemente XI il 20 aprile 1701 con il Breve Alias feliciter.

La prudenza con cui i pontefici affrontarono la questione emerge dallo stile stesso dei documenti: più che riconoscere un’antichità indiscussa, la Santa Sede intese sanare controversie e conferire solidità giuridica all’Istituzione, garantendone la legittimità sotto l’autorità del Duca Francesco Farnese.

Stemma del Gran Maestro Francesco Farnese
Stemma del Duca di Parma Francesco Farnese come Gran Maestro dell'Ordine Costantiniano, arazzo, Museo di Capodimonte, Napoli.

Nel 1705 il Duca Francesco Farnese riformò gli Statuti dell’Ordine, approvati dalla Santa Sede nel 1706. Il momento decisivo giunse il 27 maggio 1718, quando Papa Clemente XI, con la Bolla Militantis Ecclesiæ, approvò e confermò solennemente l’Ordine Costantiniano, accordandogli numerosi privilegi ed equiparandolo agli altri Ordini religioso-cavallereschi riconosciuti dalla Chiesa.

Significativamente, la Bolla dichiarò l’Ordine nuovamente eretto ed istituito dal Duca Francesco Farnese con l’approvazione apostolica, riconoscendo di fatto una rifondazione moderna pur nel rispetto della tradizione antica.

Alla morte di Antonio Farnese, ultimo Duca di Parma, la dignità di Gran Maestro passò a Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese (nipote di Antonio) e del Re Filippo V di Spagna, in quanto primogenito della linea farnesiana. Papa Clemente XII approvò questa successione con Bolla del 12 maggio 1738, confermata da Papa Benedetto XIV il 30 giugno 1741.

Carlo di Borbone, salito al trono di Napoli nel 1734, vi trasferì la sede dell’Ordine. Quando nel 1759 divenne Re di Spagna, lasciò il Gran Magistero Costantiniano al figlio Ferdinando, Re di Napoli e di Sicilia. Questa successione fu confermata da Papa Clemente XIII con Monitorio del 18 dicembre 1763 e da Papa Pio VI con la Bolla Rerum humanarum conditio del 17 dicembre 1776.

A Ferdinando successero Francesco I e poi Ferdinando II, al quale il Beato Pio IX ribadì nel 1851, con il Breve Maxime et praeclarissima, i diritti e privilegi già concessi dai suoi predecessori.

L’ultimo Gran Maestro che fu anche sovrano del Regno delle Due Sicilie fu il Servo di Dio Francesco II. A lui il Beato Pio IX concesse ulteriori privilegi con i Brevi del 30 ottobre 1860 e del 25 settembre 1863.

Con l’unificazione d’Italia, la Casa Borbone perse il trono delle Due Sicilie ma mantenne il Gran Magistero dell’Ordine Costantiniano e degli altri Ordini dinastici, ottenendo dalla Santa Sede la nomina del Cardinale Protettore. La distinzione tra sovranità territoriale e prerogative dinastiche permise la continuità dell’Istituzione.

San Pio X approvò nel 1911 e nel 1913 ulteriori privilegi per i Cavalieri ecclesiastici.

Allo stesso Pontefice si deve la costruzione della basilica magistrale di Santa Croce al Flaminio (via Guido Reni 2/D in Roma), sede della Real Deputazione dell’Ordine Costantiniano. L’edificio, progettato dall’Ingegnere Aristide Leonori e completato nel 1913, fu eretto a celebrazione del XVI centenario dell’Editto di Milano del 313. San Pio X sostenne personalmente le spese di costruzione, e il luogo prescelto, nei pressi di Ponte Milvio, richiama simbolicamente il luogo della vittoria di Costantino.

Negli anni 1912, 1914 e 1919 furono concesse al clero dell’Ordine speciali regole liturgiche. Nel 1916 Papa Benedetto XV, con il Breve Quum anno, restituì all’Ordine la chiesa di Sant’Antonio Abate al Reclusorio a Napoli.

Durante le due guerre mondiali del XX secolo, i Cavalieri e le Dame Costantiniani collaborarono attivamente con la Croce Rossa e altri istituti internazionali nell’assistenza alle vittime civili e militari.

Gli Statuti vigenti definiscono così le finalità dell’Ordine: «L’Ordine, adeguandosi ai tempi, si propone anche di dare il suo maggior contributo d’azione e di attività alle due grandi opere eminentemente sociali dell’Assistenza Ospedaliera e della Beneficenza» (Statuti, Capitolo I, Finalità).

Bibliografia sull'Ordine Costantiniano

MARINI DETTINA Alfonso

Il legittimo esercizio del Gran Magistero del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio

Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2003

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MARINI DETTINA Alfonso

Successione di S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans come Capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie e Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio

in Nobiltà, anno XXIV 2017 n. 136

STAIR SAINTY Guy

The Constantinian Order of Saint George (and the Angeli Farnese and Bourbon families which governed it)

Boletìn Oficial del Estado, Madrid 2018 

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STAIR SAINTY Guy

La Orden Constantiniana de San Jorge

Boletìn Oficial del Estado, Madrid 2019

Questa pubblicazione può essere considerata la storia più completa dell’Ordine Costantiniano, poiché parte dalla sua fondazione fino ai giorni nostri e include un esame della conversione di Costantino, delle complesse relazioni tra le dinastie balcaniche e l’espansione dell’Ordine alla fine del XVI e XVII secolo fino alla sua acquisizione da parte dei Farnese. Vale anche la pena menzionare l’esame approfondito del trasferimento del Gran Magistero dai Farnese ai Borbone e la successiva successione all’interno della famiglia Borbone, il tutto supportato da un gran numero di preziosi documenti inediti. Il libro include oltre 300 immagini e comprende, come appendici, testi storici e saggi chiavi, insieme a una bibliografia dettagliata e un indice di nomi.

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SCANDOLA Alessandro

L’Ordine Costantiniano di San Giorgio. Storia, Governo, rapporti con la Repubblica Italiana, procedure autorizzative, decorazioni, porto delle insegne

Zel Edizioni, Quinto di Treviso 2021

Questa opera tratta delle origini del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e dei tratti salienti dell’affascinante, pluricentenaria storia della Sacra Milizia. Inoltre, vengono affrontati i temi dell’Ordine e i suoi obiettivi nel terzo millennio, i rapporti con la Repubblica Italiana e il percorso che ha condotto all’autorizzazione delle onorificenze, la procedura autorizzativa all’uso delle insegne, il porto corretto delle stesse sugli abiti civili e militari. L’opera mette in evidenza una visione per certi aspetti nuova di questa particolare realtà, patrimonio dinastico della Real Casa delle Due Sicilie, offrendo un quadro completo e attuale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, una delle istituzioni cavalleresche più prestigiose della cristianità, da sempre impegnato nella glorificazione della Santa Croce, nella propaganda della fede, nelle opere umanitarie e di carità. Poi, alcuni approfondimenti permettono inoltre di comprenderne il Governo, i meccanismi e la struttura interna come le cariche e gli uffici, gli obblighi, i compiti; e ancora l’organizzazione territoriale, articolata in Real Commissioni nazionali e Delegazioni regionali, che ha al suo apice l’Ufficio Magisteriale e la Real Deputazione. Completa il volume un ricco apparato iconografico, che include anche inediti documenti d’archivio.

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CANTARANO Enzo e CARINI Luisa

Elementi di antropologia culturale di un fenomeno intramontabile: la Cavalleria. Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio

Universitalia, Roma 2016

Lo spirito della cavalleria venne mantenuto in vita, nonostante i mutamenti storici ed antropologici, anche grazie agli Ordini cavallereschi che ebbero una funzione “operativa” fintanto che svolsero un’attività politico-militare, e cioè fino al Duecento. Mantennero intatta, invece, la loro “forza vitale” quegli Ordini che, nati con ideali cristiani e militari, abbandonarono progressivamente gli aspetti militareschi mantenendo e rafforzando gli scopi umanitari. Simile vitalità hanno mantenuto quelle istituzioni cavalleresche che sono rimaste in relazione costante con una fons honorum come la Santa Sede. Tra questi, ad esempio, il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio sotto la Regola di San Basilio Magno. Per i membri degli Ordini cavallereschi tradizionali i modelli ispiratori sono quelli della antropologia di ispirazione cristiana mentre per gli insigniti degli Ordini di merito i parametri sono derivati dalla morale di ispirazione laica: per entrambe le categorie tuttavia è valido il riferimento ai cardini, ovunque nel mondo condivisi, del diritto naturale.

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CANTARANO Enzo, CARINI Luisa e CANTARANO Michele

Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. Note storico-antropologiche e di spiritualità

Universitalia, Roma 2018

All’inizio di questo lavoro di ricerca c’è una domanda complessa, cui si possono dare numerose e non sempre congruenti risposte: ha ancora senso parlare oggi di cavalleria? Per orientarsi nel difficile cammino che ci conduce, pellegrini, verso la meta che dà senso alla “mission”, occorrerebbe che ci fosse una cultura comune, un sentire condiviso, un vocabolario non ambiguo o contraddittorio. Ebbene gli ideali cavallereschi, radicati come sono in quelli del Cristianesimo delle origini, possano apparire distanti dalla realtà quotidiana, nondimeno possiamo scorgere in essi una linea di condotta etica che può servire, ancora oggi e sempre, da guida per gli uomini e le donne che aspirano a una reale elevazione spirituale. Nel testo si analizzano sinteticamente due opere fondamentali a tale proposito: “L’elogio della nuova cavalleria” di Bernardo di Chiaravalle ed “Il libro dell’Ordine della Cavalleria” di Raimondo Lullo. Inoltre, si analizzano le origini e la storia dell’Ordine Costantiniano, nonché le critiche emerse circa invenzioni anacronistiche sulla stessa espresse nel “De fabula Equestris Ordinis Constantiniani” del Marchese Scipione Maffei già nel 1712. Seguono considerazioni sulla Regola di San Basilio Magno e meditazioni/riflessioni sul Typicon del Cavaliere e della Dama Costantiniani, sulle tentazioni del mondo attuale, sulla urgenza della conversione, la spiritualità e l’impegno di vita dei Membri dell’Ordine in ottica Cristiana ed in considerazione della morte, sulle virtù e l’eroicità attualmente intese, sulle Beatitudini e, infine, sul carisma tipico dell’Ordine: “La Carità specialmente verso i perseguitati a causa della giustizia”. L’Ordine ha saputo conciliare l’essenza della propria istituzione con i tempi, adattandosi, sotto la guida di Gran Maestri ispirati e previdenti, alle esigenze reali di volta in volta manifestatesi nelle varie epoche storiche fino ad oggi.

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CANTARANO Enzo e CARINI Luisa

La Cavalleria Cristiana tra potere e misericordia. Considerazioni per i confratelli e le consorelle del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio

Youcanprint, Roma 2024

Lo spirito della cavalleria venne mantenuto in vita, nonostante i mutamenti storici ed antropologici, anche grazie agli Ordini cavallereschi che ebbero una funzione “operativa” fintanto che svolsero un’attività politico-militare, e cioè fino al Duecento. Mantennero intatta, invece, la loro “forza vitale” quegli Ordini che, nati con ideali cristiani e militari, abbandonarono progressivamente gli aspetti militareschi mantenendo e rafforzando gli scopi umanitari. Simile vitalità hanno mantenuto quelle istituzioni cavalleresche che sono rimaste in relazione costante con una fons honorum come la Santa Sede. Tra questi, ad esempio, il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio sotto la Regola di San Basilio Magno. Per i membri degli Ordini cavallereschi tradizionali i modelli ispiratori sono quelli della antropologia di ispirazione Cristiana mentre per gli insigniti degli Ordini di merito i parametri sono derivati dalla morale di ispirazione laica: per entrambe le categorie tuttavia è valido il riferimento ai cardini, ovunque nel mondo condivisi, del diritto naturale.

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SACCARELLO Roberto

Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. Storia – Istituzioni – Insegne

Edizioni Araldiche, Viterbo 2008

Il volume, con una Prefazione del Gran Priore Cardinale Dario Castrillon Hoyos, offre uno spaccato del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, non freddo ed accademico, ma agevole e di facile consultazione anche per il lettore meno esperto in materia. L’autore ripercorre la storia della Sacra Milizia, ordine dinastico equestre-religioso di collazione della Real Casa delle Due Sicilie. Rivisitando la tesi del confratello Alfonso Marini Dettina. L’autore colloca il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio tra le Associazione pubbliche di fedeli di diritto pontificio, stante il riconoscimento, l’approvazione e la conferma dell’autorità ecclesiastica ad opera dei Sommi Pontefici Giulio III e Sisto V. Dopo una attenta disamina delle fonti storico-giuridiche, l’autore conclude che “l’Ordine Costantiniano non è un ordine cavalleresco-civile, bensì attraverso gli innumerevoli riconoscimenti pontifici nel corso della sua storia, un Ordine la cui natura giuridica si è andata delineando sempre più chiaramente nel senso di un ordine cavalleresco-religioso. Oltre all’approvazione dell’ordinamento canonico, l’Ordine ha pubblico e formale riconoscimento della Repubblica Italiana, del Regno di Spagna, del Granducato del Lussemburgo, del Portogallo, del Messico, dal Brasile, degli Stati Uniti d’America, ecc.

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