




Traendo spunto dal brano del Vangelo proclamato (Mt 3,13-17 – Appena battezzato, Gesù vide lo Spirito di Dio venire su di lui) e utilizzando la metafora del pellegrinaggio che Gesù per primo compie dalla Galilea al fiume Giordano per ricevere il Battesimo, Mons. Alfonso Vincenzo Amarante nella sua omelia ha offerto una originale rilettura dell’evento di grazia del Battesimo di Gesù, mettendolo in parallelo con la vita e le opere straordinarie compiute dal Beato Merlini nel suo ministero sacerdotale di cura d’anime e nella attività di governo come terzo Moderatore Generale della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue.
Cammino di Fede per andare incontro alla Vita nuova che sgorga dall’acqua del Battesimo e ascolto della Voce che dall’alto indica nel Figlio prediletto Colui nel quale Dio si è compiaciuto queste, dunque, le due azioni fondamentali suggerite da Mons. Amarante per camminare nell’unica via della salvezza offerta a tutti gli uomini di buona volontà, lasciandosi guidare lungo il percorso di santificazione al quale ciascun credente è chiamato dall’esempio luminoso e caritativo del Beato Merlini che ha saputo incentrare tutta la sua esistenza sul mistero di Cristo del quale si è fidato e al quale si è affidato nella sua vocazione sacerdotale, ascoltando la Voce del Padre “Questi è il mio Figlio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento” (Cfr. Mt 3,16-17).

Don Giovanni Merlini
Don Giovanni Merlini nacque a Spoleto il 28 agosto 1795, terzogenito dei tredici figli di Antonia Claudi Arcangeli e Luigi Merlini, il quale discendeva da una famiglia nobiliare messinese. Dopo aver cominciato a frequentare il seminario diocesano da esterno, nonostante la resistenza dei genitori, venne ordinato sacerdote il 19 dicembre 1818. Nel 1820, al termine di un corso di esercizi spirituali predicati da San Gaspare del Bufalo presso l’abbazia di San Felice, a Giano dell’Umbria, Casa di fondazione della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue, decise di accettare la proposta del predicatore romano di entrare a far parte della Congregazione.

A caratterizzare il suo ministero sacerdotale fu il saper dirigere con sapienza e mitezza coloro che a lui si rivolgevano, soprattutto i giovani. Tra quelli da lui guidati spiritualmente spicca Santa Maria De Mattias, fondatrice della Congregazione delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo. Fu anche apprezzato architetto, progettando molte case della Congregazione. La sua vena artistica lo portò a realizzare anche crocifissi per la predicazione, ancora conservati nelle Case di missione.
Come il suo padre spirituale San Gaspare, percorse predicando tutta l’Italia ottocentesca. Famosa fu la missione popolare da lui diretta e predicata a L’Aquila nel 1826, contesto nel quale i Missionari del Preziosissimo Sangue si impegnarono per sanare la tragica realtà del brigantaggio.
Fu eletto terzo Moderatore Generale della Congregazione nel 1848, dirigendola per circa 25 anni secondo lo spirito del fondatore, San Gaspare del Bufalo. Apprezzato dalle gerarchie ecclesiastiche, fu consigliere di vescovi e pontefici, tra i quali Papa Pio IX che, accogliendo la supplica di Don Merlini, estese nel 1849 la festa del Preziosissimo Sangue a tutta la Chiesa, stabilendo come data il 1° luglio. Nel 1969, con la riforma del calendario liturgico successiva al Concilio Vaticano II, la festa è stata unita alla celebrazione del Corpus Domini. Rimane nel calendario proprio della Terra Santa, in quanto qui l’accento non è posto sull’aspetto eucaristico del sangue di Cristo, ma piuttosto sulla sua Passione, in particolare la sudorazione del sangue durante la preghiera di Gesù al Getsemani.
La devozione al Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo fu uno speciale fenomeno della pietà fiamminga nei secoli XV e XVI, che diede origine ad un’immagine iconica della Grazia Divina, come la Fontana della Vita, sgorgante sangue dal ferito Agnello di Dio o dalle Sacre Piaghe di Cristo. L’immagine, che fu il soggetto di numerosi dipinti fiamminghi fu in parte stimolato dalla rinnovata reliquia del Preziosissimo Sangue, nota a Brugge almeno dal XII secolo e che diede origine alla osservanza dal tardo XIII secolo, in particolare a Brugge, della processione del “Santo Sangue” dalla cappella dedicatagli.
Don Giovanni Merlini morì investito intenzionalmente da una diligenza il 12 gennaio 1873 a Roma. Prima di morire perdonò il vetturino che per odio anticlericale l’aveva travolto. L’incidente avvenne nei pressi della chiesa di Santa Maria in Trivio, al tempo Casa Generale della Congregazione, dove ora si trovano le sue spoglie, accanto a quelle del suo maestro San Gaspare del Bufalo.
La beatificazione di Don Giovanni Merlini, la prima del Giubileo della Speranza del 2025, è stata celebrata il 12 gennaio 2025 nella basilica di San Giovanni in Laterano dal Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi.
Preziosissimo Sangue
Dove l’uomo cade,
Dio si inginocchia.
E da quella terra bagnata di Sangue
nasce ancora la vita:
non perfetta,
ma salvata.
Preziosissimo Sangue di Gesù,
non lasciarci fuggire dal dolore,
ma insegnaci a restare
finché diventi offerta,
finché diventi amore.
