20.11.2021 - Presentazione del libro “Dante essoterico-Squarciando il velo de li versi strani”

Sabato 20 novembre 2021, presso la Sala del Crocifisso nel complesso conventuale di Santa Chiara in Napoli, si è svolta la presentazione dell’opera del Prof. Nob. Gianandrea dei Baroni de Antonellis, intitolata Dante essoterico - Squarciando il velo de li versi strani - In appendice: Benedetto XVI In preclara summorum(D’Amico Editore 2020, 145 pagine). L’evento si colloca nelle iniziative che molteplici enti culturali hanno dedicato alla ricorrenza dei settecento anni dalla morte del Sommo Poeta.

Fra Carlo Maria D’Amodio, OFM, Prof. Nob. Gianandrea de Antonellis e Nob. Manuel de Goyzueta di Toverena.

La conferenza è stata introdotta dai saluti del Delegato per Napoli e Campania, il Nob. Manuel de Goyzueta di Toverena dei Marchesi di Toverena e Trentenara, che ha ringraziato per la partecipazione gli astanti, membri dell’Ordine Costantiniano e loro famigliari nonché postulanti.

Un efficace resoconto degli argomenti trattati, di non facile sintesi, ha espresso nel suo intervento Fra Carlo Maria D’Amodio, OFM, Ministro Provinciale dell’Ordine dei Frati Minori in Napoli. Nel mettere in evidenza la differenza etimologica tra i termini essoterico e esoterico, entrambi derivanti dalla lingua greca, il primo rivolto a persone o realtà che sono al di fuori di ambiti ristretti o chiusi o iniziatici, il secondo, all’opposto, rimanda a circoli inaccessibili al mondo esterno, se non settari, ha detto Fra D’Amodio, l’agile e denso studio del Prof. de Antonellis smonta ad una ad una, con rigore critico, le ipotesi di un Dante pitagorico, cabalista, filo-ebreo, filo-islamico. Inoltre, ha aggiunto Fra D’Amodio, denunzia, più in generale, il rischio di un’”appropriazione indebita” del poema da parte di chi vorrebbe “arruolarlo” e iscriverlo in uno schema ideologico laicista, anti-clericale, addirittura massonico ante-litteram. Il cuore della ricerca, ha evidenziato Fra D’Amodio, punta a richiamare l’attenzione sul “velame dei versi strani” (Inf. IX v.63) e sul “velo ben tanto sottile” (Purg. VIII v.20), che vanno letti e interpretati in parallelo, non vi è nessuna allusione oscura. Si tratta, invece, di una trasparente allegoria circa la necessità che la Grazia Divina venga in soccorso della Ragione umana.

Fra D’Amodio ha evidenziato che l’autore mostra la fedeltà e, a un tempo, la libertà e autonomia di giudizio di Dante che incontra e dialoga con alcuni pontefici sia nell’Inferno che nel Purgatorio che nel Paradiso, contemporanei e del passato, anche in caso di condanna per l’errore e il peccato personale, resta integro il rispetto religioso per l’autorità pontificia. Analogo discorso, ha aggiunto Fra D’Amodio, vale per il problema delle Crociate che Dante affronta come uomo del suo tempo, attento alla liberazione del Santo Sepolcro e insieme all’esigenza di unità e compattezza degli Stati e dei sovrani cristiani.

In conclusione, ha affermato Fra D’Amodio, la lettura puntuale del “Dante essoterico” restituisce l’immagine dell’uomo Dante e della sua opera profondamente inseriti nella mentalità e nella cultura dell’epoca: i due fari erano per lui la Sacra Scrittura e l’Eneide, con apporti occasionali da atre fonti, considerata la mente duttile e prensile del Poeta».


Da destra a sinistra: Fra Carlo Maria D’Amodio, OFM; Avv. Alessandro Franchi, Cavaliere di Merito; Nob. Manuel de Goyzueta di Toverena, Cavaliere di Giustizia, Delegato per Napoli e Campania; Prof. Nob. Gianandrea de Antonellis; Ing. Nob. Patrizio Giangreco, Cavaliere Jure Sanguinis, Responsabile Comunicazione Delegazione Napoli e Campania; Dott. Nob. Giancarlo de Goyzueta di Toverena, Cavaliere di Giustizia, Tesoriere Delegazione Napoli e Campania; Arch. Nob. Vittorio Talamo de Vargas Machuca, Cavaliere di Giustizia.

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