23.07.2021 - Vescovo di Viterbo nominato Cappellano Gran Croce di Merito dell’Ordine Costantiniano

Nella ricorrenza dei cinquanta anni della sua ordinazione presbiterale, S.A.R. Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, si è benignato nominare Cappellano Gran Croce di Merito S.E.R. Mons. Lino Fumagalli, Vescovo di Viterbo.

Le Insegne costantiniane sono state rimesse al Presule nella mattinata di venerdì 23 luglio 2021 dal Principe Don Flavio Borghese, dei Principi di Sulmona e di Montecompatri, Cavaliere Gran Croce di Giustizia, Vice Presidente Vicario della Real Commissione per l’Italia, nel corso di una significativa cerimonia svoltasi nella Cappella del Palazzo Papale in Viterbo, alla presenza del Delegato della Tuscia e Sabina, Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce Jure Sanguinis, del Vice Delegato Nob. Dott. Sandro Calista, Cavaliere Jure Sanguinis, del Segretario Generale Dott. Alessio Lamoratta, Cavaliere di Merito con Placca, e dei Cappellani di Merito Don Massimiliano Balsi e Don Emanuele Germani.

Nell’occasione, il Principe Borghese ha dato lettura del messaggio indirizzato dal Presidente della Real Commissione per l’Italia, S.E. il Duca Don Diego de Vargas Machuca, Gentiluomo di Sua Santità, Bali Gran Croce di Giustizia decorato con Collare, al Vescovo di Viterbo, per esprimergli le più vive felicitazioni nella ricorrenza del suo Giubileo d’Oro Sacerdotale, manifestandogli altresì profonda riconoscenza a motivo della benevola attenzione con cui Egli segue e incoraggia le attività religiose e caritatevoli della Delegazione della Tuscia e Sabina.

Nel rispondere all’indirizzo di omaggio, Mons. Fumagalli ha espresso sentimenti di gradimento, esortando i Cavalieri Costantiniani a testimoniare la loro Fede in una società sempre più scristianizzata e a continuare la loro benemerita attività in favore dei fratelli più poveri. Infine, dopo aver impartito la Benedizione, il Vescovo di Viterbo ha guidato la Rappresentanza costantiniana in una visita alle sale del Palazzo Papale, illustrando gli importanti eventi storici svoltisivi nel corso dei secoli.



Mons. Lino Fumagalli è da dieci anni Vescovo di una delle diocesi più prestigiose del Lazio e d’Italia, perché sede papale e luogo dove è avvenuto il primo e più lungo conclave della storia della Chiesa, 750 anni fa.

Nato a Roma il 13 maggio 1947, consegue la licenza in teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e la licenza in diritto canonico presso la Pontificia Università Lateranense. Riceve l’ordinazione presbiterale il 24 luglio 1971 per la sede suburbicaria di Porto-Santa Rufina. Oltre ad essere parroco, ha insegnato presso il Pontificio Collegio Leoniano di Anagni - di cui è stato anche Rettore - e la Pontificia Università Gregoriana. In ambito diocesano è stato Vicario episcopale per la pastorale e per la vita religiosa.

Il 31 dicembre 1999 è stato eletto Vescovo di Sabina-Poggio Mirteto da Papa Giovanni Paolo II. Riceve la consacrazione episcopale il 20 febbraio 2000 dal Cardinale Lucas Moreira Neves, Presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina, cardinale vescovo di Sabina-Poggio Mirteto, co-consacranti Mons. Antonio Buoncristiani, Vescovo di Porto-Santa Rufina e Mons. Salvatore Boccaccio, Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino.

L’11 dicembre 2010 Papa Benedetto XVI lo ha nominato Vescovo di Viterbo e ha preso possesso canonico il 27 febbraio 2011.

Ha fatto parte della Commissione episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università della Conferenza Episcopale Italiana ed è membro della Congregazione delle Cause dei Santi.

Sempre attento ai bisogni dei fedeli, vicino alle comunità, anche in questo lungo periodo di pandemia, socievole e disponibile al dialogo, Mons. Lino Fumagalli è amato da adulti e bambini.

La parola “vescovo” viene dal greco επίσκοπος (epìscopos), che significa “supervisore”, “sorvegliante”. In realtà il Vescovo Lino è visto più come “il buon pastore”: la sua figura imponente, il suo sorriso, la capacità di ascoltare e di comunicare in modo semplice ed efficace ai fedeli danno un senso di protezione ai cittadini di Viterbo.

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