Gli appuntamenti di gennaio-febbraio 2024 della Delegazione Napoli e Campania

Francesco II di Borbone

Il Delegato per Napoli e Campania. il Nob. Manuel de Goyzueta, dei Marchesi di Toverena e di Trentenara, Cavaliere di Giustizia, comunica il programma degli appuntamenti di gennaio-febbraio 2024 della Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

Venerdì 26 gennaio 2024 – Ore 18.00
Basilica di San Domenico Abate
piazza San Domenico 6
Sora

Santa Messa per il Servo di Dio Francesco II di Borbone

Presiede Padre Pierdomenico Volpi, O.Cist., Cappellano di Merito, Postulatore generale per le cause dei santi dell’Ordine Cistercense-Casamari

Partecipa una rappresentanza della Delegazione di Napoli e Campania, guidata dal Delegato, su invito del Delegato per la Tuscia e Sabina, il Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere di Gran Croce Jure Sanguinis con Placca d’Oro

In segno di gratitudine verso il Re Ferdinando II, i monaci cistercensi dell’Abbazia di San Domenico Abate in Sora riuniti in Capitolo, il 6 agosto 1855, decisero di assumere l’impegno di celebrare due Messe annue cantate «per l’incolumità di Sua Maestà nonché di tutta la famiglia reale e discendenza». Le Messe, da allora, si celebrano il 14 luglio, giorno in cui il Re Ferdinando II, nel 1855, favorì il monastero e il 18 gennaio, giorno della nascita del principe ereditario Francesco, il futuro ultimo Re delle Due Sicilie, oggi Servo di Dio Francesco II. quest’anno, per dare la possibilità ad un maggior numero di appartenenti alla Sacra Milizia Costantiniana di parteciparvi, la Celebrazione Eucaristica si celebrerà venerdì 26 gennaio 2024.

Ulteriori informazioni [QUI]

Giovedì 1° febbraio 2024 – Ore 19.00
Real Basilica di Santa Chiara
via Santa Chiara
Napoli

Santa Messa per la Memoria Liturgica della Beata Maria Cristina di Savoia, madre dell’ultimo Re delle Due Sicilie, il Servo di Dio Francesco II di Borbone, sepolta nella Cappella Reale dei Borbone a Santa Chiara

Partecipa una rappresentanza della Delegazione di Napoli e Campania, guidata dal Delegato, su invito dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon e con la partecipazione degli Ordini Dinastici di Casa Savoia

Sabato 17 febbraio 2024 – Ore 17.30
Basilica Cattedrale di San Maria Assunta
piazza Duomo
Nola

Santa Messa in occasione del 163° anniversario della Capitolazione della Fortezza di Gaeta del 13 febbraio 1861, in suffragio di tutti i caduti del Regno delle Due Sicilie ed in ricordo dell’incendio doloso del duomo di Nola avvenuto nella notte tra il 12 e il 13 febbraio 1861

Presiede Don Domenico De Risi, Parroco della Cattedrale, concelebranti Mons. Sebastiano Bonavolontà, Cappellano di Merito con Placca d’Argento, Don Carlo Giuliano e Don Carmine Sbarra, Cappellani di Merito

A conclusione della Concelebrazione Eucaristica verranno consegnati i Diplomi di Benemerenza Costantiniana ai tre Carabinieri che lo scorso mese di maggio sono riusciti a rianimare una bambina in piena crisi respiratoria prima dell’arrivo dei soccorsi, salvandogli la vita: il Brigadiere Francesco Trinchese e gli Appuntati Scelti Raffaele Napolitano e Clemente Rossino

A seguire visita alla Cattedrale e al Museo Diocesano

L’assedio di Gaeta tra il 5 novembre 1860 ed il 13 febbraio 1861 fu uno degli ultimi fatti d’armi delle operazioni di conquista dell’Italia meridionale nel corso del Risorgimento italiano. La Città di Gaeta, al confine tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio, era difesa dai soldati dell’esercito delle Due Sicilie, ivi arroccati dopo la Spedizione dei Mille e l’intervento della Regia Armata Sarda. La caduta di Gaeta, insieme con la successiva presa di Messina e di Civitella del Tronto, portò alla proclamazione del Regno d’Italia.

Il 13 febbraio 1861, nella villa reale dei Borbone (già villa Caposele, attualmente Villa Rubino, a Formia) venne firmato l’armistizio. Alle ore 18.15 le artiglierie di entrambi gli schieramenti cessarono le ostilità, entrando in vigore il cessate il fuoco a seguito della firma della capitolazione, e la guarnigione di Gaeta uscì dalla piazzaforte con l’onore delle armi.

La cittadella di Messina si arrese a Garibaldi dopo due mesi, il 12 marzo e Civitella del Tronto – ultima roccaforte dell’esercito duosiciliano – riuscì a resistere all’esercito piemontese con 530 uomini appartenenti ai diversi corpi (gendarmeria, fanteria di riserva, reali veterani, artiglieria) con 21 cannoni, 2 obici, 2 mortai e 1 colubrina in bronzo del museo, fino al 20 marzo 1861. Dopo due giorni di terrificanti bombardamenti – 7.860 proiettili per 6.500 kg di polvere utilizzata – i Piemontesi riescono ad entrare attraverso una breccia. Finisce il Regno delle Due Sicilie.

La basilica cattedrale di Nola, dedicata a Santa Maria Assunta in Cielo e ai Santi Felice Vescovo Martire e Paolino conserva le spoglie di San Paolino trafugate dal complesso paleocristiano di Cimitile tra il IX e X secolo dai longobardi e trasportate prima a Benevento e poi a Roma, ritornate a Nola soltanto nel 1909. Una cappella conserva le spoglie in un’urna bronzea mentre sull’altare maggiore svetta l’Immacolata Concezione fatta in cartapesta secondo l’artigianato tipico della città, famosa a livello internazionale per la festa dei Gigli come molti dettagli in essa presenti, gli angeli reggicero e il soffitto a cassettoni. L’opera è stata realizzata in collaborazione con manovalanza leccese.

La cattedrale sorge in piazza Duomo, dove su lato sinistro è visibile la statua dedicata all’imperatore Augusto legato al territorio nolano, nel punto in cui si costruì la basilica inferiore intorno alla sepoltura del corpo di San Felice Vescovo e Martire, mai ritrovato. La facciata è preceduta da un portico con cinque arcate sorrette da colonne in marmo.

La chiesa collega i due momenti storici, dalla fine del Trecento quando venne costruita per volere del Conte Niccolò Orsini al di sopra delle strutture più antiche relative alla basilica inferiore in cui sono ancora visibili una croce gemmata di V-VI secolo ed un altorilievo con Cristo fra gli apostoli di XIII secolo. Distrutta più volte durante i secoli, è una costruzione moderna, edificata tra il 1869 e gli inizi del Novecento su progetto dell’architetto Nicola Breglia in stile neorinascimentale: essa fu inaugurata nel maggio 1909 con la traslazione delle reliquie di San Paolino.

La nuova costruzione fu necessaria a causa del devastante incendio che avvenne nella notte tra il 12 e il 13 febbraio 1861, ad opera di facinorosi rivoluzionari e massoni. La cattedrale fu prima saccheggiata e poi incendiata, quando la capitolazione della Fortezza di Gaeta era già concordata e firmata, e ne era giunta la notizia anche a Nola. L’incendio doloso distrusse completamente l’antica chiesa gotica; di essa si salvarono soltanto alcuni manufatti, le statue dei santi patroni, la cripta, la cappella e la statua dell’Immacolata.

Nel marzo del 1954 Papa Pio XII ha elevata la cattedrale alla dignità di basilica minore.

Consegna di una borsa di studio

Su suggerimento di Don Luigi Pecoraro, Rettore della Basilica di San Giacomo degli Spagnoli in Napoli, la Delegazione di Napoli e Campania consegnerà allo studente Giuseppe Calandrelli una borsa di studio, che gli permetterà di terminare gli studi alla Facoltà di Lettere Classiche dell’Università degli Studi “Federico II” di Napoli.

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