Nella produzione del pittore Michelangelo Merisi, il Caravaggio, c’è una bella rappresentazione di Maria, la Madre di Gesù, verità della fede Cattolica, la Madonna dei Palafrenieri conservata nella Galleria Borghese a Roma: Maria sorregge il piccolo Gesù mentre per terra striscia davanti a loro il dannato serpente. La Vergine, col suo piede, sta per schiacciare la testa dell’animale, ma è il piccolo piede del Signore Gesù che preme sul piede della Madonna dandole la forza necessaria per calpestare invincibilmente il nemico.
Il Signore Gesù è il salvatore dell’umanità, la sua morte redentrice libera tutto il creato dalla soggezione al Maligno: “In nessun altro c’è salvezza”, afferma categoricamente San Pietro (Atti 4,12). Ma non è possibile pensare alla vera umanità assunta dal Figlio di Dio senza aver presente Maria di Nazareth che, con il suo “sì” al progetto divino di salvezza, ha dato la sua carne al Verbo di Dio che si è fatto uomo. Maria è nel piano di Dio, nel “consiglio” di Dio, da sempre.
Il titolo con cui si venera Maria nel santuario di Genazzano nasce da esperienza vivissima del popolo Cristiano ed è un titolo da profondissimo significato dottrinale. Ci aiuta a comprenderlo la liturgia della festa della Madre del Buon Consiglio; tra le letture bibliche che propone alla meditazione dei fedeli c’è il brano evangelico delle Nozze di Cana (Gv 2,1-11). Le parole che Maria dice ai servi in questa circostanza ci svelano il primo significato del titolo mariano, quello di più immediata esperienza e comprensione per ogni Cristiano. Maria dunque dice ai servi: “Fate quello che Gesù vi dirà”. Queste parole costituiscono il consiglio che Maria rivolge non solo a quei servi, ma a tutti gli uomini, a quanti desiderano incontrare la misericordia di Dio nella propria vita. Madre del Buon Consiglio è l’invocazione di chi ha sperimentato, in questa Mamma, l’ottima consigliera nelle scelte e nelle prove della vita.
Ma la Madre di Gesù è Madre del Buon Consiglio ad un titolo ancora più speciale: il piano, il progetto, il disegno di Dio di salvare l’uomo viene espresso dalla Sacra Scrittura e, in particolare dal profeta Isaia (Is 11,2-4), proprio con il termine che costituisce il titolo mariano: il Consiglio di Dio. Ora il cuore, la chiave di questo Consiglio di Dio è il Signore Gesù, il «Consigliere mirabile» che è il Figlio di Dio (così leggiamo nella prima lettura della liturgia della festa). Madre del Buon Consiglio vuol dire dunque: Madre del Signore Gesù, che è il Buon Progetto di Dio su di noi.

Nel luogo dove oggi sorge la basilica della Madre del Buon Consiglio esisteva un’antica chiesa dedicata alla Vergine Maria fin dall’XI secolo. Nell’anno 1356 la chiesa fu affidata dai Colonna, Signori di Genazzano, ai Padri Agostiniani che vivevano in un piccolo convento fuori le mura dagli anni Settanta del XIII secolo. L’atto notarile rogato alla consegna, informa, che la chiesa era una parrocchia ed era già denominata Santa Maria del Buon Consiglio.
Nella seconda metà del XV secolo, una vedova e terziaria Agostiniana di nome Petruccia, venerata da sempre come beata, mise a disposizione tutti i suoi beni per ricostruire la vecchia chiesa, piccola e fatiscente. Le risorse però non era sufficienti e i lavori furono sospesi. I concittadini di Petruccia iniziarono a deriderla, ma la pia donna rispondeva loro: «Figlioli miei, non vi preoccupate, perché prima che io muoia [ed era già molto vecchia] la Beata Vergine Maria e Sant’Agostino porteranno a termine questa chiesa».








Secondo un’antichissima tradizione, non passò molto tempo dalla predizione di Petruccia. che il 25 aprile 1467, festa di San Marco, all’incirca all’ora del vespro, miracolosamente apparve un’immagine della Beata Vergine Maria sopra una parete della chiesa in costruzione. La popolazione restò stutata non solo per il prodigioso evento, ma anche e soprattutto per i numerosissimi miracoli realizzati dalla Beata Vergine Maria, manifestatasi in quella sua bellissima Immagine. Le grazie e i miracoli ricevuti dai cittadini di Genazzano e di molte altre città del Lazio furono registrati da un notaio e poi furono trascritti in un apposito registro conservatosi fino al XIX secolo (il cosiddetto Codice Bombacino, cioè cartaceo, oppure Codice del Miracoli). Soltanto tra il 27 aprile e il 14 agosto 1467 furono registrati ben 161 miracoli.
L’evento miracoloso richiamò a Genazzano folle di devoti dai paesi vicini e poi da ogni parte d’Italia (tota Italia commota est) e anche Papa Paolo II (1464-1471) inviò a Genazzano, come suoi osservatori, due vescovi: Gaucerio de Forcalquier, Vescovo di Gap e Nicola de Crucibus, Vescovo di Lesina. Non molto dopo l’evento miracoloso, due pellegrini Albanesi riconobbero nei tratti della Madonna di Genazzano l’immagine venerata a Scutari in Albania che, in modo non meno miracoloso, si era distaccata dal luogo dove era venerata e aveva abbandonato quelle terre che in breve sarebbero cadute in mano al Sultano. Ancora oggi questa tradizione è viva, sia in Genazzano che festeggia la “Venuta” della Santa Immagine il 25 aprile di ogni anno, ma anche presso gli Albanesi Cattolici, che invocano la Madre del Buon Consiglio con l’antico titolo di “Signora dell’Albania”, già nel corso dell’Ottocento proclamata patrona dell’Albania. Papa Leone XIII la inserirà nelle Litanie Lauretane. Così, l’immagine miracolosa della Madre del Buon Consiglio unisce misteriosamente due popoli separati dal mare ma uniti nel segno di Maria.

Ininterrottamente, dal XV secolo ad oggi, la mistica e materna presenza di Maria non ha mai cessato di attrarre a sé pellegrini da ognidove e il santuario di Genazzano, considerato una “piccola Loreto” del Lazio, ogni anno è frequentato da migliaia di pellegrini Italiani e stranieri che testimoniano una grata figliolanza alla Madre del Signore.


Genazzano
Genazzano sorge alle pendici dei Monti Prenestini, in posizione strategicamente dominante sulla valle del Sacco, immerso in un paesaggio caratterizzato da boschi di castagni e ulivi.
Il toponimo deriva probabilmente dalla gens Genucia, proprietaria di un fundus Genucianus sul territorio, luogo prescelto da molti Romani delle famiglie Patrizie per la loro villeggiatura (Claudio Tiberio). Sin dal X secolo (documento del 1022) è testimoniata l’esistenza di un piccolo agglomerato abitativo: risale a questo periodo la costruzione delle prime chiese dei Santi Stefano e Lorenzo (oggi Santa Croce) e di Santa Maria.
Nel 1151 Papa Eugenio III cedette il feudo di Genazzano ai Colonna, che ne decretarono la fortuna e lo sviluppo fino a quando, all’inizio del XIX secolo, furono aboliti i privilegi feudatari. Il periodo di maggior prestigio fu raggiunto dal paese a seguito dell’elezione a Pontefice di Oddone Colonna, che assunse il nome di Martino V (1417-1431) e che, stando alla tradizione, sarebbe nato o nell’antico castello Colonna o nella Casa Apolloni, detta poi “Casa di Martino V”.
Nel 1434 fu occupato da Fortebraccio e nel 1461 vi soggiornò Pio II. Durante il pontificato di Alessandro VI fu possesso del Valentino che vi restò fino all’elezione del nuovo papa Giulio II che restituì ai Colonna i beni confiscati.
Il 25 aprile del 1467 un avvenimento importante attirò l’attenzione del mondo Cristiano su Genazzano: il quadro della Madonna si staccò dal muro della Chiesa di Scutari, in Albania e arrivò nel piccolo paese laziale. Un altro evento storico, nel 1503, nobilitò il nome di Genazzano: durante la guerra ispano-francese, alla quale parteciparono anche le truppe dei Colonna, a Barletta, si batterono 13 Italiani contro altrettanti Francesi nella celebre “disfida”, provocata dalle offese recate dal Capitano francese Charles de Torgues, detto La Motte, ai cavalieri italiani in una cantina della cittadina. Tra gli Italiani si distinse per il suo coraggio Giovanni Brancalone de Carlonibus, detto Brancaleone, che visse e morì a Genazzano. Nel 1567 fu quartiere generale del Duca d’Alba, Vicerè di Napoli, reduce dalla presa di Frosinone. Altra figura rilevante fu Filippo II Colonna, che nel 1606 progettò la demolizione di una parte della Chiesa di San Nicola per facilitare l’accesso al Castello; inoltre iniziò la ristrutturazione dell’acquedotto che convogliava le acque al Castello, costruito dai Romani per rifornire un’antica villa, e quella del pozzo ottagonale all’interno del Castello stesso.
Personaggio storico importante per Genazzano fu Marcantonio Colonna, condottiero dei Cristiani che sconfissero i turchi di Alì Pascià (1570), il quale fece abbattere la porta di San Biagio che divideva in due il paese, avviando così un processo di integrazione tra il vecchio centro ed il borgo.
Risonanza internazionale per il paese venne da Papa Benedetto IV, Prospero Lambertini, che nel 1752 approvò la costituzione della “Pia Unione” (lega spirituale fra tutti i devoti della Madonna del Buon Consiglio).
Il feudo di Genazzano fu di nuovo brevemente sottratto ai Colonna con la Repubblica Romana e poi nel periodo della dominazione napoleonica. Solo nel 1816 i Colonna rinunciarono alle proprie prerogative feudatari e Genazzano divenne territorio della Comarca; pochi anni dopo fu annesso al Regno d’Italia.
È paese natale, inoltre, di Prospero Colonna (1452-1523), comandante generale delle truppe spagnole di Carlo V in Italia; di Fra Mariano da Genazzano (1450-1494), predicatore emulo di Savonarola; dei Cardinali Serafino Vannutelli e Vincenzo Vannutelli; di Scipione Vannutelli (1834-1894), artista dalla straordinaria vitalità pittorica e vivacità coloristica; del non meno noto Cesare Caroselli (1847-1939), che affrescò varie chiese romane, del contemporaneo Dante Ricci e di Carlo Ascenzi.
Un segno importante, allorché divenne maestro dei novizi nel convento di Genazzano, ha lasciato il Beato Stefano Bellesini (1774-1840), religioso Agostiniano, e la Beata Petruccia da Jengo.
Si sono recati pellegrini al Santuario di Genazzano molti santi: Sant’Alfonso de’ Liguori, San Gaspare del Bufalo, San Paolo della Croce, Don Luigi Orione, San Giovanni Bosco, Beato De Rua, Beata Madre Teresa di Calcutta, nonché vari Papi: Urbano VIII, Pio IX, Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI (allora Cardinale).

La devozione alla Madre del Buon Consiglio
Le Sacre Immagini della Madre del Buon Consiglio sono diffuse ovunque; diffuse dagli Agostiniani e dai devoti che nei secoli si sono recati pellegrini al santuario di Genazzano. Ad alimentarne la devozione fu istituita la “Pia Unione della Madre del Buon Consiglio”, eretta il 2 febbraio 1753 da Papa Benedetto XIV, che si è iscritto per primo al pio sodalizio insieme a molti membri del Sacro Collegio, alla famiglia Colonna, a molte famiglie romane e laziali, a numerosi devoti di ogni parte del mondo.
Lo stesso Pontefice affidò nel 1748 la chiesa di San Pantaleo ai Tre Forni in Roma all’Arciconfraternita della Beata Vergine del Buon Consiglio, la fece restaurare e la intitolò alla Vergine Maria sotto il titolo del santuario di Genazzano. Papa Pio XI elevò la Pia Unione a “Primaria” il 29 marzo 1924, concedendole la facoltà di aggregare ad essa altre Pie unioni, confraternite e gruppi di preghiera sotto la protezione della Madre del Buon Consiglio.
I fedeli iscritti alla Pia Unione s’impegnano ad essere “operatori di misericordia” e a diffondere il messaggio della Madre del Buon Consiglio nel mondo. Benefici spirituali:
- Per ogni iscritto, vivo o defunto, viene celebrata una Santa Messa quotidiana perpetua.
- La Celebrazione Eucaristica del 25 aprile e la Novena che precede la festa sono celebrate a beneficio spirituale di tutti gli iscritti alla Pia Unione Primaria.
- Varie indulgenze, parziali e plenarie, sono elencate nel libretto di iscrizione e sanzionate dai Sommi Pontefici nel corso dei secoli.
La rivista Madre del Buon Consiglio, il periodico del santuario che da un secolo e mezzo, dal 1897, accompagna ininterrottamente la vita del santuario pubblicata a cura dalla comunità Agostiniana, è lo strumento di comunicazione messo a disposizione degli aderenti alla Pia Unione Primaria e di tutti i devoti, per essere aggiornati sulla vita e sulle attività del santuario.
Preghiera alla Madre del Buon Consiglio
dalla Liturgia
Signore, tu sai quanto timidi ed incerti sono i pensieri dei mortali; per intercessione di Maria, Madre del Buon Consiglio, nel cui grembo verginale il Verbo si è fatto uomo, concedi a noi il tuo Spirito, perché ci faccia conoscere ciò che piace a te e ci guidi nei travagli della vita. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Preghiera alla Madre del Buon Consiglio
di Papa San Giovanni Paolo II
Vergine del Buon Consiglio! A te s’innalza la supplica del popolo Cristiano che da sempre ti ama e ti onora.
A te oggi consegna le sue speranze e le sue pene, i suoi desideri e i suoi bisogni, le molte lacrime versate e l’anelito ad un futuro migliore.
Volgi, o Madre, il tuo sguardo su questo popolo, accogline i propositi generosi, accompagnalo nel suo cammino verso un avvenire di giustizia, di solidarietà e di pace.
Tu, o Madre, che conosci la strada della vita e sai bene cosa desidera il cuore dell’uomo, non gli consegni ideologie fallaci e transitorie ma la persona del tuo Figlio Gesù, via, verità e vita, nel quale rifulge il mistero di Dio e dell’uomo.
Madre del Buon Consiglio apri le menti e i cuori, assicura all’umanità intera il dono della concordia e della pace.
Amen.

La visita di Papa Leone XIV
alla Madre del Buon Consiglio
in Genazzano
Nel pomeriggio, poco dopo le 16.00, del 10 maggio 2025, due giorni dopo la sua elezione, Papa Leone XIV ha raggiunto il santuario della Madre del Buon Consiglio in Genazzano per una visita in forma privata, per venerare l’antica immagine della Vergine, cara all’Ordine Agostiniano e alla memoria di Leone XIII.
Dopo un’accoglienza festosa da parte di alcune centinaia di persone raccolte sulla piazza davanti al Santuario, il Papa è entrato in basilica, dove ha salutato gli Agostiniani e si è fermato in preghiera, prima davanti all’altare e poi di fronte all’immagine della Vergine, dove con i presenti ha recitato la preghiera di Giovanni Paolo II alla Madre del Buon Consiglio.
Al termine, dopo la recita dell’Ave Maria e il canto del Salve Regina, il Papa si è rivolto a quanti erano in basilica, salutando loro e il popolo di Genazzano riunito all’esterno: “Ho voluto tanto venire qui in questi primi giorni del nuovo Ministero che la Chiesa mi ha consegnato, per portare avanti questa missione come Successore di Pietro”. E ricordando la visita fatta dopo l’elezione a Priore Generale dell’Ordine di Sant’Agostino, e la scelta di “offrire la vita alla Chiesa”, il Papa ha ribadito la sua “fiducia nella Madre del Buon Consiglio”, compagnia di “luce, saggezza” con le parole rivolte da Maria ai servitori nel giorno delle Nozze di Cana, riferite nel Vangelo di Giovanni: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”.
Insieme alla comunità il Papa ha poi raggiunto una sala interna per un incontro privato.
Al termine, il Papa si è affacciato dal portale della basilica e, salutando i presenti, ha rivolto loro alcune parole, esprimendo la gioia di essere potuto venire a pregare la Madre del Buon Consiglio, “un dono così grande” per il popolo di Genazzano, da cui deriva anche una grande responsabilità: “come la Madre mai abbandona i suoi figli, voi dovete essere anche fedeli alla Madre”.
Il Papa ha salutato i giovani, e i giovani di cuore – “Siamo tutti!”, ha detto – e ha evocato lo spirito di entusiasmo con cui seguire Gesù, secondo l’esempio di Maria.
Infine, prima di lasciare il Santuario, ha benedetto i presenti.
A Gesù si va attraverso Maria. Il Pellegrinaggio Costantiniano alla Madre del Buon Consiglio in Genazzano, 4 ottobre 2025.
