








Nel corso della sua omelia, S.E.R. Mons. Claudio Maniago ha rivolto una paterna esortazione ai Confratelli, in particolare ai nuovi ammessi, richiamando il valore dell’umiltà, del servizio e della testimonianza silenziosa, principi che trovano piena consonanza con la spiritualità cavalleresca Cristiana. L’abito confraternale – ha ammonito – mai deve rappresentare uno “strumento” volto a rivendicare una qualche forma di superiorità o primazia sul prossimo, ma deve essere indossato con umiltà e spirito di servizio, al precipuo fine di perseguire quei valori Cristiani di carità e fraternità propri dell’Arciconfraternita. Quindi, non segno di distinzione mondana, ma impegno pubblico a vivere la carità Cristiana, la fraternità e la fedeltà alla Chiesa.

Al termine della celebrazione, lo stesso Arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, il Prefetto di Catanzaro, Dott. Castrese De Rosa e altri undici nuovi Confratelli sono stati solennemente accolti nella Reale Arciconfraternita, suggellando un momento di intensa comunione ecclesiale.

Un sodalizio di antica tradizione
e di diretta filiazione lateranense
La Reale Arciconfraternita dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista dei Cavalieri di Malta ad Honorem di Catanzaro costituisce una realtà di assoluta peculiarità nel panorama delle istituzioni ecclesiali e cavalleresche, distinguendosi per la sua diretta filiazione alla Basilica di San Giovanni in Laterano, Arcibasilica del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano, Madre e Capo di tutte le Chiese della Città e del Mondo.
Nel 1457, sotto il pontificato di Papa Niccolò V e l’episcopato del Vescovo di Catanzaro, Palamede, ebbe inizio la costruzione della chiesa di San Giovanni Battista a Catanzaro, su un terreno appartenente al patrimonio della Sede Apostolica, configurando fin dalle origini la chiesa quale succursale lateranense in Calabria, dotata di speciali prerogative giuridiche ed ecclesiali.
Già nei primi decenni risultava operante una Confraternita composta da membri di nobile lignaggio e di comprovata rettitudine morale, governata da un Priore la cui autorevolezza travalicava l’ambito religioso, testimoniando la stretta connessione tra fede vissuta e impegno civile, elemento che richiama la più autentica tradizione cavalleresca Cristiana.
Numerosi Sommi Pontefici concessero nel corso dei secoli indulgenze, privilegi e onori, riaffermando l’autonomia del sodalizio e la sua diretta dipendenza dalla Sede Apostolica. Di particolare rilievo la Bolla del 28 aprile 1502 di Papa Alessandro VI, che autorizzò l’Arciconfraternita a fregiarsi dell’emblema del triregno e delle chiavi decusse, segno visibile di una speciale unione con il Romano Pontefice. Papa Paolo V si proclamò “Padre Spirituale ad Honorem” del sodalizio. Ulteriore segno della filiazione è l’antico obbligo, istituito nel 1688 da Papa Innocenzo XI, di offrire annualmente una libbra di cera lavorata e una canna di damasco cremisi, recentemente ripristinato dall’attuale Priore in occasione della Dedicazione dell’Arcibasilica Lateranense. Inoltre, nell’anno appena passato, la Reale Arciconfraternita è stata ricevuta in Udienza privata da Papa Francesco.
Nel 1735, trovandosi a Catanzaro ospite del Marchese De Riso, Priore della Confraternita, Re Carlo III, recentemente assurto ai troni di Napoli e Sicilia, riconoscendo l’elevato valore spirituale e l’intensa attività caritativa della Confraternita – tra cui la fondazione e gestione del primo ospedale cittadino – conferì ai suoi membri il titolo di Cavalieri di Malta ad Honorem. Tale privilegio fu poi confermato dal Re Ferdinando I delle Due Sicilie, che conferì al sodalizio una natura religioso-cavalleresca-nobiliare, unica nel suo genere. Un ingente archivio di documenti, nonostante le depauperazioni del tempo, è ancora tutto da studiare ed analizzare. Una equipe tecno scientifica di storici e paleografi appositamente incaricata, sta procedendo a riordinare pergamene, atti e registri ivi conservati.

La chiesa di San Giovanni Battista
Luogo di fede, di carità e di tradizione
La chiesa di San Giovanni Battista, sede della Reale Arciconfraternita dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista dei Cavalieri di Malta ad Honorem, fu edificata nel XV secolo sulle rovine del castello normanno-aragonese, parzialmente distrutto durante la rivolta dei catanzaresi contro il Conte Centelles. Le pietre dell’antica fortezza feudale furono riutilizzate per la costruzione del tempio, in un passaggio simbolico dal potere temporale alla centralità del sacro e della carità Cristiana.
Essendo il suolo di proprietà della Santa Sede, la chiesa fu affiliata fin dalle origini alla Basilica di San Giovanni in Laterano. Affidata all’Arciconfraternita il 28 aprile 1502, l’edificio sacro fu ampliato nel 1532, divenendo nel tempo fulcro della vita liturgica, caritativa e spirituale della Città di Catanzaro.

La facciata, articolata su tre ordini, presenta uno stile tardo-cinquecentesco. Nella nicchia centrale è collocata la statua marmorea di San Giovanni Battista, attribuita a Giandomenico Monterosso e realizzata nel 1625 su commissione confraternale. Il portale seicentesco è impreziosito da colonne in marmo verde di Gimigliano, con capitelli ionici in marmo bianco finemente lavorati.
Nel rosone campeggia la croce ottagona di Malta, memoria visibile del conferimento del titolo di Cavalieri di Malta ad Honorem.
La doppia scalinata fu realizzata nel 1877, a seguito del rifacimento urbanistico della città, quando il piano stradale fu abbassato e fu aperto l’attuale corso Mazzini.
La chiesa divenne sede parrocchiale nel 1834, due anni dopo il terremoto che aveva distrutto la vicina chiesa di San Giorgio, consolidando il suo ruolo quale luogo di preghiera, di carità operosa e di testimonianza Cristiana.
