









La solenne Celebrazione Eucaristica è stata presieduta da S.E.R. Mons. Camillo Cibotti, Vescovo di Isernia-Venafro e di Trivento, assistito dal Cerimoniere, Don Domenico Veccia, Direttore dell’Ufficio liturgico diocesano, Parroco di San Giuseppe Lavoratore a Isernia.

Nel corso della sua omelia, Mons. Cibotti ha richiamato il profondo significato della festa della Sacra Famiglia, sottolineando come la Chiesa stessa sia chiamata ad essere una grande famiglia fondata sull’amore, sulla fedeltà e sulla reciproca attenzione, in particolare verso i più fragili. Ha ricordato che «l’amore è il fulcro dell’essere famiglia, testimoniato dall’attenzione reciproca e dalla premura nei confronti degli ultimi», un amore che rafforza l’unità e deve caratterizzare il cammino della comunità ecclesiale.
Riflettendo sul senso del Giubileo della Speranza giunto al termine, Mons. Cibotti ha evidenziato come questo tempo di grazia abbia invitato tutti a «tornare all’origine della nostra povertà e miseria, dove abbiamo sperimentato la provvidenza di Dio», per riscoprire una misericordia capace di vincere il peccato e ogni condizione di smarrimento. «Abbiamo scoperto – ha affermato – che ciò che pensavamo insuperabile è stato vinto dall’amore di Dio, che ha trionfato».
Particolarmente intenso il suo richiamo alla speranza, definita da come il vero dono lasciato dall’Anno Santo: «Il percorso della speranza ci ha fatto toccare con mano quanto Dio ci ami. Questo è il dono che deve rimanere: la misericordia di Dio che non viene mai meno». Una misericordia che non si esaurisce con i segni esteriori della chiusura dell’Anno Giubilare, poiché, come ha sottolineato il Vescovo, «non cessa la misericordia vera, autentica e costante che abbiamo conosciuto fin dal giorno del nostro Battesimo».
Mons. Cibotti ha quindi invitato a custodire la grazia ricevuta, ribadendo che «la famiglia è un dono grandissimo, va custodita, protetta e alimentata», e che nessuna tenebra può prevalere sull’amore di Cristo, «luce del mondo che ha vinto il peccato e ha ridato speranza».

Al termine del Sacro Rito, Mons. Cibotti ha rivolto un particolare saluto alla Delegazione del Molise dell’Ordine Costantiniano. Esprimendo il suo apprezzamento, ha evidenziato come questa partecipazione alla celebrazione rappresentasse la prima “uscita” ufficiale della Delegazione e l’inizio concreto delle sue attività nelle Diocesi.
Già in precedenza, il 1° dicembre 2025 durante un incontro privato, Mons. Cibotti aveva espresso al Delegato per il Molise parole di benevolenza e di incoraggiamento, sottolineando l’importanza del legame tra l’Ordine Costantiniano e la Chiesa locale, auspicando un cammino condiviso di testimonianza Cristiana, carità e servizio.
