La Delegazione Tuscia e Sabina fa memoria del Cav. Pietro Bevilacqua

Martedì 10 febbraio 2026 una Rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Delegato, Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro ha presenziato presso l'abbazia di San Martino al Cimino alla liturgia di commiato del Confratello Pietro Bevilacqua, presieduta alle ore 12.00 da Don Luca Scuderi, Vicario Episcopale per la Pastorale della Famiglia e della Vita, concelebranti il Vicario Generale Don Luigi Fabbri, in rappresentanza del Vescovo di Viterbo, Don Fabrizio Pacelli, Parroco di San Martino al Cimino, Don Alfredo Cento, Delegato episcopale per gli Ordini Cavallereschi, e Don Emanuele Germani, Cappellano di Merito.

Ha presenziato delle rappresentanze degli Ordini Cavallereschi, delle associazioni religiose e laiche e del mondo della stampa cattolica, oltre a tante persone comuni che hanno incrociato il cammino di Pietro Bevilacqua - giornalista, protagonista della vita culturale e sociale della Città di Viterbo – che gli hanno tributato un omaggio pieno di grande affetto e di profonda commozione.

Il Signore aveva chiamato a sé il Confratello Bevilacqua l’8 febbraio 2026. Il 30 gennaio, poco prima del delicato intervento al cuore, aveva domandato di pregare per lui. Il Delegato si era rivolto ai Cavalieri e alle Dame della Delegazione della Tuscia e Sabina, con le seguenti parole: «Chiedo cortesemente a Voi tutti un ricordo nella preghiera alla Madonna Liberatrice per il nostro Confratello Pietro Bevilacqua che martedì 3 febbraio dovrà sottoporsi ad un delicato intervento al cuore. Grazie!»
Pietro Bevilacqua

Chiara Frontini, Sindaco di Viterbo, in una nota ha scritto: «Ci ha lasciato Pietro Bevilacqua. Un Viterbese conosciuto e stimato in città a livello personale e in ambito professionale. Giornalista, docente universitario, commerciante, ha sempre dato un suo prezioso contributo in ambito culturale, soprattutto musicale, promuovendo iniziative dedicate ai giovani. E proprio in ambito musicale, da tanti anni, in questo periodo, amava seguire il festival di San Remo come giornalista accreditato nella sala stampa dell’Ariston. Un viterbese “familiare”, che viveva il centro e la sua gente. A tutta la sua famiglia, a nome mio personale e della Città di Viterbo, le più sentite condoglianze».

Don Luca Scuderi al funerale nell’abbazia di San Martino al Cimino, gremita di cittadini per l’ultimo saluto, ha detto: «Siamo qui così numerosi per dirti grazie Pietro, per dire grazie per la tua vita. Nella nostra esistenza attraversiamo tanti momenti. E ci sono delle esperienze che non dipendono da noi. Nel 1999 ti ha colpito la leucemia. Ecco, noi ci manifestiamo nel modo in cui reagiamo alle difficoltà. E tu hai reagito con grande spirito, hai dato speranza a te e agli altri. Tu eri appassionato del Paradiso. Per te i tuoi nipoti erano i tuoi figli, e i tuoi pronipoti erano i tuoi nipoti. Hai vissuto una vita piena. Una vita piena di amore. Noi oggi proviamo per te gratitudine. L’immagine che porto più nel cuore è la tua devozione, la tua gratitudine a Maria, il tuo sgranare il rosario ogni giorno. Il sale se viene gettato via perde il suo sapore. Tu Pietro non sei stato buttato via. Il tempo che hai donato non è stato buttato via. Ognuno di noi ha conosciuto un Pietro diverso: nel mondo religioso, giornalistico, musicale, associazionistico. Noi non ci dobbiamo preoccupare di quando la vita finisce. Ci dobbiamo preoccupare di non essere sale, di non essere luce nel mondo. Tu sei stato luce, sale, amico, collega di molti. Ma sei stato soprattutto fedele. Sei stato fedele ai tuoi valori, ai tuoi insegnamenti, a te stesso. Hai saputo essere luce illuminando molti di noi. Ti rendiamo grazie per la tua vita, per essere stato sale per la terra».

Prima di terminare la celebrazione Don Scuderi si è soffermato sulla foto di Bevilacqua posta sulla sua bara: «Questa foto esprime meglio di qualsiasi altra parola il sale che ha messo nella sua vita Pietro. E con questo sorriso dobbiamo ricordarlo e celebrarlo nelle nostre vite».

Che la Madonna Liberatrice lo accompagni nel Regno della pace eterna.Per volontà della famiglia tutte le offerte raccolte saranno donate alla fondazione Nadia Salcini, che sostiene lo sviluppo della ricerca scientifica sulla leucemia e fornisce assistenza alle persone affette da questa malattia. Un gesto pieno di sensibilità, di generosità e di amore da parte della famiglia di Bevilacqua. Un gesto concreto che continua a esprimere i valori profondi e il senso di una vita vissuta per amore e con amore.

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