Il convegno La Lingua Greca nel parlare quotidiano, introdotto da Dimitri Magliveras, Presidente della Comunità Ellenica di Genova, e da Pater Konstantinos Kostopoulos della Chiesa Greco-Ortodossa in Genova, e moderato dal giornalista Paolo Zerbini, ha visto un parterre qualificato che ha approfondito, da diverse prospettive, la vitalità della lingua greca e il suo influsso permanente nella cultura occidentale. Tra gli oratori, oltre al Maestro Giorgio Oikonomoy, il Prof. Marco Martin, il Dott. Paolo Lingua, l’Assessore Prof. Giacomo Montanari, il Prof. Antonello Anfossi, Padre Mauro De Gioia e il Maestro Eliano Calamaro.




Particolare attenzione è stata dedicata al greco quale lingua del Nuovo Testamento e veicolo della prima elaborazione teologica Cristiana, nonché strumento di conservazione del patrimonio classico durante l’età bizantina. Un’eredità che costituisce un ponte ideale tra Oriente e Occidente, tra classicità e Cristianità, in sintonia con i valori storici e spirituali del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.
Giorgio Oikonomoy
Un artista moderno dal cuore antico


Nato ad Atene e ligure d’adozione, il Maestro Giorgio Oikonomoy è pittore, scultore, grafico, incisore, designer e architetto. La sua attività artistica prende avvio tra gli anni ’65 e ’70, parallelamente agli studi presso l’Università di Firenze, dove si laurea in Architettura con il massimo dei voti e lode.
La sua ricerca pittorica è contraddistinta da una costante tensione verso la luce, elemento che modella con tecnica personale e raffinata. Genova e la Liguria – con i loro tetti, i porti, le vele e le atmosfere marine – costituiscono un orizzonte privilegiato della sua ispirazione. Nei suoi lavori convivono memoria classica e sensibilità contemporanea, in una sintesi figurativa di intensa forza espressiva.
Numerose opere sono attraversate da un profondo messaggio etico e spirituale: i bambini, le mani rivolte al cielo, la colomba, gli uomini di buona volontà diventano simboli di pace, fraternità e speranza. Artista ufficiale dell’UNICEF, Oikonomoy ha dedicato molte creazioni all’infanzia e alla solidarietà, tra cui opere per l’Istituto Giannina Gaslini, monumenti alla pace e lavori donati a personalità religiose e civili.
Nel 2004, in occasione dei Giochi Olimpici di Atene, ha presentato una significativa serie di grandi dipinti dedicati alle armonie tra arte classica greca e romanico-barocco italiano, rendendo omaggio alle sue due patrie culturali, Grecia e Italia. Un percorso artistico coerente, originale e profondamente radicato nella tradizione, ma sempre aperto al dialogo tra i popoli e le civiltà.

Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano, Oikonomoy ha esaltato nelle sue opere la figura di San Giorgio, testimone universale di fede e difensore dei deboli, venerato nelle diverse tradizioni Cristiane.





Particolarmente significativa è la serie di quindici grandi tele a soggetto costantiniano, accompagnate da didascalie e da un catalogo con ampi contributi critici e interpretativi, esposte nella Mostra del 2013 in occasione del XVII centenario dell’Editto promulgato nel 313 da Costantino presso la Chiesa del Santo Sepolcro a Milano, promossa dal Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e dal Collegio dei Dottori dell’Ambrosiana. In esse l’artista interpreta con sensibilità teologica e richiami all’arte bizantina la figura di Costantino e il valore della libertà religiosa, offrendo una meditazione visiva sul rapporto tra fede, storia e contemporaneità.
La mostra é un’originale e affascinante riproposizione della vicenda costantiniana, raffigurata come un evento che ha segnato la storia del pensiero, dell’arte e della civiltà Cristiana. Lo spettatore è stato chiamato ad entrare nel flusso della storia di Costantino e del suo Editto di Milano, per essere provocato a porsi egli stesso le domande fondamentali sul senso della vita, della società, della libertà, che il grande imperatore seppe “tenere con sé” in tutta la sua vicenda umana e di regno.
La collocazione della mostra nella chiesa che sorge sui resti dell’antico foro romano di Mediolanum, nelle immediate vicinanze del palazzo di Costantino in cui nacque l’Editto del 313, ha reso questo evento unico e di grande suggestione per la ricomprensione della Città di Milano come scrigno di storia e di arte, in un cammino che continua una tradizione millenaria per giungere a noi anche con queste immagini sicuramente degne di ammirazione e generatrici di riflessione.

All’inaugurazione della Mostra ha partecipato anche S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, allora ancora Duca di Noto, oggi Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Real Casa delle Due Sicilie e Gran Maestro dell’Ordine Costantiniano, con la Consorte.
Il Catalogo della Mostra era impreziosito dalla Presentazione di S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans: «Mi è sommamente gradito rappresentare presentare il raffinato catalogo: Maestro riconosciuto a livello internazionale, Giorgio Oikonomoy infatti è riuscito ad interpretare con grande sensibilità la figura di Costantino, la sua epoca e il suo pensiero politico-religioso attraverso i grandi quadri esposti nella Chiesa del Santo Sepolcro» e dalla Prefazione di S.E. il Duca Don Diego de Vargas Machuca, Presidente Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio: «Nel manifestare profonda gratitudine al Maestro Oikonomoy per la sua grande disponibilità e per la capacità con cui ha saputo interpretare la tematica affidatagli, formulo ogni augurio per il successo della Mostra».
