
La Real Basilica di Santa Chiara è uno dei complessi monumentali più importanti della città di Napoli e luogo di altissimo valore storico, artistico e spirituale. Edificata tra il 1310 e il 1328 per volontà della Regina Sancia di Maiorca, seconda moglie di Roberto d’Angiò, la Basilica rappresenta da secoli un punto di riferimento per la regalità e la nobiltà napoletana. Al suo interno, nella Real Cappella dei Borbone, sono custodite le spoglie dei Sovrani del Regno delle Due Sicilie, tra cui l’ultimo Re delle Due Sicilie. il Servo di Dio Francesco II di Borbone, insieme alla Regina Maria Sofia e alla Principessa Maria Cristina, rendendo questo luogo un autentico santuario della memoria dinastica.
Il solenne Pontificale





In tale contesto, la presenza di S.A.R. il Gran Maestro, Duca di Calabria, ha assunto un significato particolarmente profondo e simbolico, anche alla luce del riconoscimento giuridico della linea ducale di Calabria quale legittima titolare della continuità dinastica, sancito dal Consiglio di Stato del Regno di Spagna. Tale presenza ha ribadito il legame vivo tra la tradizione storica della Real Casa delle Due Sicilie e la missione spirituale e caritativa dell’Ordine Costantiniano.
All’arrivo del Celebrante, S.Em.R. il Gran Priore, egli è stato accolto dal Cappellano Capo della Delegazione di Napoli e Campania, Fra’ Sergio Galdi d’Aragona, OFM, Cappellano di Giustizia; dal Cancelliere dell’Arcidiocesi di Napoli, Fra’ Luigi Ortaglio, OFM, Cappellano de Jure Sanguinis con Placca d’Oro; e dal Presidente della Real Commissione per l’Italia, S.E. Don Flavio Borghese dei Principi di Sulmona e di Montecompatri, Balì Gran Croce di Giustizia.






La Celebrazione Eucaristica, caratterizzata da grande solennità e partecipazione, è iniziata con la Processione introitale, che si è svolta secondo il cerimoniale tradizionale: preceduta da turiferario, crocifero e ceroferari, ha visto la partecipazione dei Cappellani dell’Ordine guidati dal Cerimoniere Don Giorgio Lenzi, Cappellano de Jure Sanguinis, dei concelebranti – il Cappellano Capo della Delegazione di Napoli e Campania, Fra’ Sergio Galdi d’Aragona, OFM, Cappellano di Giustizia, e Fra’ Luigi Ortaglio, OFM, Cappellano de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, Cancelliere dell’Arcidiocesi di Napoli -, dei diaconi e dei ministri liturgici. Seguivano il Cardinale celebrante, seguito dai ministri di mitra e pastorale, e quindi S.A.R. il Gran Maestro, preceduto dal proprio stendardo e accompagnato dalle Alte Cariche del Governo dell’Ordine.

Dopo l’inizio liturgico, il Presidente della Real Commissione per l’Italia ha rivolto ai presenti un articolato indirizzo di saluto (riportiamo di seguito il testo integrale), nel quale ha espresso profonda gratitudine al celebrante S.Em.R. il Priore per l’Italia e a S.A.R. il Gran Maestro, sottolineando l’importanza della presenza di quest’ultimo nella vita dell’Ordine. Nel suo intervento ha richiamato il significato dell’essere Cavalieri e Dame nel tempo presente, evidenziando come tale appartenenza comporti un impegno concreto nell’affrontare le sfide contemporanee con la forza della Fede. Richiamando le parole di Papa Leone XIV sulla pace, ha esortato i membri dell’Ordine a farsi strumenti di riconciliazione, carità e fraternità, nel pieno rispetto della missione Costantiniana.

In questo Sabato della III Settimana di Pasqua è stata celebrata la Santa Messa nella festa di San Marco Evangelista con la commemorazione di San Giorgio Martire, nella cui liturgia sono ricordati alcuni capisaldi del carisma Costantiniano, tra cui la Propaganda della Fede.
Dalla Prima Lettura (1 Pt 5, 5-14): «Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili. Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché vi esalti al tempo opportuno, riversando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi. Siate sobri, vegliate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze sono imposte ai vostri fratelli sparsi per il mondo. E il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo Gesù, egli stesso, dopo che avrete sofferto un poco, vi ristabilirà, vi confermerà, vi rafforzerà, vi darà solide fondamenta. A lui la potenza nei secoli. Amen!»
Canto al Vangelo: «Noi annunciamo Cristo crocifisso: potenza di Dio e sapienza di Dio».
Dal Vangelo (Mc 16, 15-20): «In quel tempo [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. […] Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano”».

Nel corso della sua omelia, il Celebrante ha sviluppato una riflessione teologica profonda, collegando la liturgia del giorno ai principi fondamentali dell’Ordine. Ha richiamato l’importanza dell’annuncio evangelico, della Propaganda della Fede e della testimonianza cristiana nella vita quotidiana, esortando Cavalieri e Dame a vivere con coerenza il proprio impegno spirituale. Ha inoltre sottolineato la necessità di vigilare contro le insidie del male, invitando a contrastarle attraverso la preghiera, la vita sacramentale e le opere di misericordia.
Particolarmente intensa è stata la Preghiera dei fedeli (di cui riportiamo di seguito il testo integrale), che ha abbracciato le necessità della Chiesa universale, le sofferenze dei popoli colpiti da guerre e ingiustizie – con particolare riferimento al Medio Oriente e all’Europa orientale – e le intenzioni per tutti i membri dell’Ordine, vivi e defunti. Un pensiero speciale è stato rivolto al Servo di Dio Francesco II di Borbone, invocandone l’intercessione.

L’accompagnamento musicale è stato eseguito dal Coro Polifonico dell’Arciconfraternita dei Pellegrini e dal Coro Polifonico dell’Arciconfraternita di San Giuseppe dei Nudi di Napoli, diretti dal Maestro Ernesto Pagliano, con la Soprano Sabrina Santoro, la Mezzosoprano Elsa Tescione, il Baritono Raffaele Pisani, l’Organista solista Giancarlo Torone e l’Organista accompagnatore Sossio Noviello.

Brani eseguiti durante il Pontificale: Marcia del Regno delle Due Sicilie (trascrizione per organo solo) di G. Paisiello (Processione d’ingresso); Euntes in mundum (per coro misto a 4 e 6 voci dispari) di D. Bartolucci (Antiphona ad introitum); Kyrie dalla Missa Brevis K49 in Sol Maggiore (per coro misto a 4 voci dispari ed organo) di W.A. Mozart (Kyrie); Graduale Romanum dalla Missa De Angelis (per coro ed organo) (Gloria); O salutaris Hostia (mottetto per coro misto a 4 voci dispari) di G. Rossini (Offertorium); Sanctus dalla Missa Brevis K49 in Sol Maggiore (per coro misto a 4 voci dispari, soli ed organo) di W.A. Mozart (Sanctus); Graduale Romanum dalla Missa De Angelis (per coro ed organo) (Agnus Dei); Ave verum corpus K618 in Re Maggiore (per coro misto a 4 voci dispari ed organo) di W.A. Mozart, Laudate Dominum dai “Vesperae Solennes de Confessore” K. 339 (per soprano, coro misto a 4 voci dispari ed organo) di W.A. Mozart (Communio); Regina Caeli dall’Antiphonale Romanum (per coro ed organo); Libera me dal “Requiem” Op.48 (per baritono, coro misto a 4 voci dispari ed organo) di G. Fauré.
Brani organistici eseguiti durante il Ritus Investiturae: Ave Maria op.104 n. 2 (per organo) di M.E. Bossi; Choralvorspiele Liebster Jesu, wir sind hier BWV 731 (per 0rgano) di J.S. Bach; Tocata per l’Elevatione della Messa delli Apostoli (sic!) dai Fiori Musicali (1635) (per organo) di G. Frescobaldi; All’Elevazione [I] e [II] dalle Sonate d’intavolatura per organo e cimbalo (1716) (per organo) di D. Zipoli.
Al termine del Sacro Rito è stata eseguita la Marcia del Regno delle Due Sicilie (trascrizione per coro misto a 2 voci ed organo) di G. Paisiello.
L’omaggio alle Tombe Reali

Dopo il canto del Regina Coeli si è svolto il tradizionale omaggio alle Tombe Reali, dove durante il Sacro Rito ha svolto servizio la Guardia d’Onore alle Reali Tombe dei Sovrani Borbone della Delegazione di Napoli e Campania.




Due Guardie d’Onore hanno recato la corona d’alloro, che è stata deposta da S.A.R. il Gran Maestro in un clima di profonda solennità, accompagnato dal Gran Cancelliere della Real Deputazione e dal Presidente della Real Commissione per l’Italia.



Dopo la deposizione della corona d’alloro, S.Em.R. il Priore per l’Italia ha recitato le orazioni, aspergendo e incensando il Regio Sepolcreto.
La Cerimonia di Investitura e di Promozione
A seguire è stata svolta la solenne Cerimonia di Investitura e di Promozione, momento centrale della giornata, celebrata secondo l’antico formulario del 1802. Il Cavaliere di Giustizia più giovane tra gli ammittendi ha guidato un breve corteo verso l’altare maggiore, fermandovisi innanzi e schierandovisi di fronte secondo precedenza. Giunti ai piedi dell’altare, gli ammittendi hanno fatto un profondo inchino a S.A.R. il Gran Maestro e a S.Em.R. il Signor Cardinale.


Quindi, il Cancelliere della Real Commissione per l’Italia si è rivolto agli ammittendi: “Conviene che voi sappiate non poter uomo essere promosso a questo Sacro Ordine se prima non avrà di cuore e con la bocca professato la Cattolica ed Apostolica Fede”.
Gli Ammittendi, guidati dal Cavaliere di Giustizia più giovane, hanno professato pubblicamente la Fede cattolica.




S.Em.R. il Priore per l’Italia ha benedetto le insegne e i mantelli da chiesa, mentre S.A.R. il Gran Maestro ha presieduto la loro imposizione e alla consegna dei diplomi ai Promossi.
Il rito si è svolto in un clima di grande raccoglimento, sottolineando il valore spirituale dell’ingresso nella Sacra Milizia e alle promozioni.
Particolarmente significativo è stato il gesto di S.A.R. il Gran Maestro, che ha salutato personalmente ciascun nuovo membro, conferendo alla cerimonia un carattere di paterna vicinanza e di forte valore simbolico.




Complessivamente, sono stati 180 i nuovi ingressi e le promozioni: 146 Cavalieri, 19 Dame e 15 Cappellani.



A questi si sono aggiunti 25 insigniti di diplomi di benemerenza, ricevuti dalle mani di S.A.R. il Gran Maestro.







La partecipazione complessiva ha raggiunto circa 850 persone, tra Cavalieri, Dame, Cappellani, Postulanti, famigliari, amici e ospiti, testimoniando la vitalità e il radicamento dell’Ordine Costantiniano nel territorio italiano.
Tra le Alte Cariche e Dignitari dell’Ordine erano presenti il Gran Cancelliere, S.E. Don Carlos Bárcena y Portolés, Ambasciatore di Spagna, Balì Gran Croce di Giustizia decorato del Collare; il Vice-Gran Cancelliere, S.E. Don Guy Stair Sainty, Cavaliere del Real ed Insigne Ordine di San Gennaro, Balì Gran Croce di Giustizia; il Consigliere della Real Deputazione, S.E. il Marchese Narciso Salvo di Pietraganzili, Cavaliere Gran Croce di Giustizia.
Inoltre, erano presenti rappresentanze dal Regno di Spagna e dalla Serenissima Repubblica di San Marino.
La celebrazione si è conclusa con il rientro in Sacrestia di S.A.R. il Gran Maestro, di S.Em.R. il Priore per l’Italia, dei Concelebranti, dei Cappellani, dei Ministri, e delle Alte Cariche e dei Dignitari dell’Ordine, suggellando un evento di straordinaria importanza spirituale e istituzionale, che ha rinnovato il legame tra tradizione, Fede e identità della Sacra Milizia Costantiniana.

Il saluto
del Presidente della Real Commissione per l’Italia
«In questa meravigliosa Real Basilica di Santa Chiara, ho il privilegio, in veste di Presidente della Real Commissione per l’Italia, di rivolgere il più sentito saluto a quanti presenti oggi per la celebrazione del Pontificale in onore di San Giorgio Martire, Patrono della Sacra Milizia Costantiniana, la cui solenne Liturgia Eucaristica è presieduta da Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Dominique Mamberti, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, Balì Gran Croce di Giustizia della Sacra Milizia e Priore per l’Italia dell’Ordine, a cui rinnovo i sentimenti della mia più profonda devozione e gratitudine.
Al nostro beneamato Gran Maestro, S.A.R. il Serenissimo Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria, Conte di Caserta e Capo della Real Casa delle Due Sicilie, esprimo viva gratitudine per la sua augusta presenza nella certezza che voglia continuare a seguire con affettuosa premura e vicinanza la vita di questa Real Commissione e di tutte le sue Delegazioni, che si prodigano per la missione dell’Ordine, a partire proprio da Napoli e dalla Campania, così cara alla Real Casa.
Oggi più che mai, essere Cavaliere e Dama dell’Ordine, vuol dire impegnarsi per affrontare con determinazione le sfide che questi tempi difficili pongono innanzi a ciascuno di noi ricorrendo alla forza della nostra Fede e ascoltando le parole della nostra Chiesa. Il Sommo Pontefice, Papa Leone XIV non si esime ogni giorno di indicare la via con le sue parole di pace e con il suo invito a rifiutare qualunque ricorso alla violenza. E nella Giornata Mondiale della Pace, lo scorso gennaio, il Santo Padre ha ripetuto: “La pace sia con Voi! Questa è la pace del Cristo risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente”.
Ebbene noi, come Cavalieri e Dame ed Amici dell’Ordine Costantiniano possiamo spenderci per la Pace ogni giorno, seguendo la nostra missione di Glorificazione della Croce, Propaganda della Fede e Difesa di Santa Romana Chiesa, partecipando alle iniziative che i nostri Delegati organizzano per portare a tutti la Carità Cristiana, la Fratellanza, la Pace. Ribadendo così la natura equestre e religiosa del Sacro Militare Ordine Costantiniano
Infine, manifesto viva riconoscenza, a quanti operano per l’Ordine in questa Delegazione e tutti coloro che si sono prodigati per l’organizzazione di questo Pontificale con entusiasmo, determinazione e senza risparmiarsi mai».
La Preghiera dei fedeli
«Fratelli, la Chiesa vive dell’annuncio del Vangelo. Innalziamo la nostra preghiera a Dio Padre, che attraverso gli Evangelisti ha fatto risuonare la Buona Novella in tutto il mondo e grazie all’esempio dei Martiri e dei Santi l’ha testimoniata.
Per la Chiesa tutta e, in particolar modo, per il Santo Padre Leone, per l’Eminentissimo Cardinale celebrante, per il nostro Gran Priore, per i vescovi, per i nostri cappellani e per tutti i ministri di Dio: perché vivano e testimonino con coraggio e coerenza il dovere dell’annuncio e la bellezza della salvifica Verità di Cristo.
Per le nazioni piagate dalle guerre e dalle ingiustizie, e in particolar modo per le popolazioni afflitte del Medio Oriente e dell’Est Europa: perché non siano dimenticate dalla comunità internazionale, ma sperimentino una rinnovata sensibilità e un più concreto aiuto verso la concordia e la pace che solo Cristo può dare.
Per coloro che non credono: perché attraverso la coerente testimonianza Cristiana dei Cavalieri Costantiniani di San Giorgio siano spinti a ricercare con più determinazione un senso alla loro vita e lo trovino finalmente nella Fede in Cristo Gesù per essere liberati dal travaglio e dalla solitudine.
Per il nostro Gran Maestro, Sua Altezza Reale Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria, Conte di Caserta: possa guidare sempre con saggezza e paternità la sua augusta Famiglia e tutti i membri della Sacra Milizia Costantiniana nel servizio fedele e generoso a Dio e alla Sua Santa Chiesa.
Per il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e in special modo per quanti sono oggi ricevuti: per intercessione del Martire San Giorgio, testimonino in modo coerente e costante, con Fede e fortezza, la speranza salvifica del Dio vivente, nel segno della Croce che oggi si impegnano a portare con devoto onore.
Per l’anima benedetta del Servo di Dio Francesco II, Re delle Due Sicilie, che in questo Sacro Tempio riposa insieme all’amata sposa e ai suoi augusti Avi: affinché il Signore si degni di concedere a quanti ne invocano l’ausilio e il patrocinio le grazie sperate, così che come la santa madre egli possa, nel pieno rispetto delle leggi ecclesiastiche, ascendere presto agli onori degli Altari.
Per i Gran Maestri defunti del nostro Ordine; per tutti i cavalieri e le dame che ci hanno preceduti nel segno della fede e dormono il sonno della pace: possa il Signore della Vita concedere loro la luce dell’eterna beatitudine e grazie alla nostra preghiera di suffragio possano ottenere il perdono di tutti i peccati.
Per noi tutti che oggi partecipiamo di questo Santo Sacrificio offerto nella festa di San Marco e in onore di San Giorgio: supplichiamo il Padre della gloria affinché, come figli nel Figlio divino, gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce, diffondendo il buon odore di Cristo verso tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino.
O Padre, che hai illuminato la tua Chiesa con la dottrina degli Evangelisti, fa’ che, fedeli al loro insegnamento, possiamo giungere alla gioia eterna del tuo Regno. Per Cristo nostro Signore».
Servizio fotografica a cura del Cav. Gennaro Vernillo.
