Il tema dell’incontro richiama il celebre passo dell’Apocalisse: «Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle» (Ap 12,1). Questa immagine, ricca di significati, rappresenta simultaneamente la Madonna e la Chiesa.
Anzitutto, la “donna” è Maria stessa, “vestita di sole”, cioè avvolta dalla luce di Dio. La Vergine è la “piena di grazia”, completamente ricolma dell’amore divino, riflesso della luce del “sole” che è Dio. La luna sotto i suoi piedi simboleggia la morte, ormai vinta: Maria, associata alla vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, è totalmente partecipe della vita divina. Questo si manifesta nei misteri dell’Immacolata Concezione e dell’Assunzione, nonché in tutta la sua esistenza terrena, vissuta come totale dono a Dio e al prossimo.
La corona di dodici stelle indica invece il Popolo di Dio: Maria è al centro della comunione dei santi. Ma la “donna vestita di sole” è anche la Chiesa, chiamata a generare Cristo nel mondo. Essa vive il travaglio della missione tra consolazioni e persecuzioni, affrontando l’opposizione del male, raffigurato dal “grande drago rosso”.
Nonostante le prove, la Chiesa è sostenuta dalla luce e dalla forza di Dio, nutrita dalla Parola e dall’Eucaristia, e rimane segno vivo dell’amore divino contro ogni forma di odio ed egoismo. Tuttavia, essa deve vigilare sul peccato dei suoi membri, unica vera insidia.
In questo cammino, il Popolo di Dio si affida a Maria, chiedendo il suo aiuto per perseverare nella fede e nella speranza, specialmente in un tempo complesso per l’Italia, l’Europa e il mondo intero. La preghiera alla Vergine diventa così invocazione fiduciosa: “O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che a te ricorriamo”.



Prof.ssa Rosanna Virgili
Rosanna Virgili (Amandola, 14 luglio 1958) si è laureata in Filosofia all’Università di Urbino a poco più di 22 anni, ha conseguito il baccalaureato in Teologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma e la licenza in Scienze Bibliche al Pontificio Istituto Biblico di Roma. Ha arricchito la sua formazione con Corsi specialistici alla Hebrew University (Gerusalemme), all’Université catholique de Louvain (Belgio) e all’Harvard Divinity School (USA).
È docente di Esegesi dell’Antico Testamento presso l’Istituto Teologico Marchigiano aggregato alla Pontificia Università Lateranense. Si occupa di formazione biblica nelle Diocesi italiane e straniere e tiene corsi di aggiornamento biblico, ritiri ed Esercizi Spirituali.
Collabora a diverse riviste fra cui Credere, Parola Spirito e Vita, Rocca, Ricerche Storico Bibliche e con TV2000.

Nel libro Il Dio delle nostre figlie. Maria e le altre (Ancora 2025, 288 pagine – AMAZON), Rosanna Virgili esplora la Sacra Scrittura mettendo in evidenza le molte donne di cui parla la Bibbia. Siamo così abituati a pensare a Dio come a un padre e a una figura maschile che già quando Papa Giovanni Paolo I diceva che “Dio è madre”, tutti rimasero sorpresi. Nella tradizione storico-religiosa Cristiana Dio è raffigurato come un anziano signore che tratta quasi sempre con degli uomini, vale a dire con i patriarchi, i profeti, i re, i sacerdoti di Israele e con gli apostoli del Nuovo Testamento. Per questo ancora oggi, volendo parlare del Dio della Bibbia, si suol dire “il Dio dei nostri padri” e non certo “il Dio delle nostre madri”. Ma la Scrittura non ha anche un Dio delle madri? E inoltre: non c’è un Dio per le figlie? Pochi sanno che, al contrario di come si immagina, la Bibbia parla molto di donne e le tracce di un Volto divino si rivelano e parlano a un femminile che, a sua volta, è ancora in gran parte da declinare, da scoprire e da incarnare. È questo l’affascinante percorso esplorativo che il libro propone.
Foto di copertina: Agostino Comerio, La Donna e il Drago, 1824, affresco, Santuario della Madonna della Bocciola, Ameno.
