





La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dall’Amministratore Diocesano, Don Matteo Antonelli, con la partecipazione dei sacerdoti della Diocesi, tra cui Don Mirko Mochi, SDB, Cappellano di Merito con Placca d’Argento, e Don Marco Castellani, Cappellano di Merito, delle confraternite, delle associazioni ecclesiali e delle rappresentanze delle Ordini cavallereschi.

Nel corso dell’omelia, Don Matteo Antonelli ha richiamato il significato profondo dell’Eucaristia quale sacramento della comunione con Cristo e tra i fedeli. Ha evidenziato come il pane e il vino consacrati rendano presente il Corpo e il Sangue del Signore, chiamando ogni Cristiano a diventare parte viva del Corpo di Cristo e a testimoniare concretamente questa appartenenza nella vita quotidiana. Richiamando il magistero di Papa Leone XIV, ha sottolineato che tutto ciò che è autenticamente umano trova compimento e redenzione in Cristo. L’Eucaristia, ha ricordato, non è soltanto un incontro personale con il Signore, ma anche il fondamento dell’unità della Chiesa, chiamata a presentarsi al mondo come segno credibile di comunione, fraternità e accoglienza.










Al termine della Celebrazione Eucaristica ha avuto luogo la tradizionale Processione con il Santissimo Sacramento che, accompagnata dalla Banda Musicale della Frazione di Cesi, ha attraversato le principali vie del centro cittadino, concludendosi presso la Cattedrale di Santa Maria Assunta, con l’Adorazione e Benedizione Eucaristica.
Portare Gesù Eucaristia nelle strade, con orgoglio e umiltà, significa riconoscere di essere amati da Dio che si fa Pane. È da qui che si può iniziare a parlare di pace vera, che solo Cristo può donare.

La rappresentanza della Delegazione dell’Umbria è stata guidata dal Responsabile della Comunicazione, Emiliano Santinelli, Cavaliere di Ufficio, con Gaetano Panico, Cavaliere di Ufficio, e i Postulanti Massimiliano Tofanelli e Lorenzo Nardelli.


Don Matteo Antonelli
A seguito della sede diocesana resasi vacante a motivo della presa di possesso canonico di Mons. Francesco Antonio Soddu nell’Arcidiocesi di Sassari, il Collegio dei Consultori della Diocesi di Terni-Narni-Amelia, a norma del Codice di Diritto Canonico, lo scorso 20 aprile ha eletto Amministratore Diocesano Don Matteo Antonelli.
Don Matteo Antonelli, 49 anni, sacerdote dal 2009, è Parroco di Nostra Signora di Fatima a Gabelletta, Assistente unitario di Azione Cattolica diocesana e Giovani, Coordinatore della commissione Presbiterale della Conferenza Episcopale Umbra. In questi anni ha svolto il suo ministero ricoprendo l’incarico di Vicario per il Laicato, alla Direzione della Pastorale Giovanile e Membro del servizio di pastorale Vocazionale, nella Segreteria del Consiglio pastorale diocesano e nella Parrocchia di San Giovanni Bosco a Campomaggiore.
Il Corpus Domini
L’Eucaristia è il punto di riferimento e la base per lo sviluppo e la rinascita di ogni comunità, quindi della città, della società e del territorio. Senza di essa esistiamo e viviamo, sì, ma privi di una prospettiva certa e piena; con essa, invece, abbiamo la fonte della nostra speranza, il nutrimento che la alimenta e la gioia che caratterizza ogni nostra azione, ogni nostra situazione e ogni nostra condizione.
L’Eucaristia scende come “pioggia benefica”, sanatrice e corroborante, su ogni genere di aridità. Essa entra nei nostri cuori e nelle nostre menti, affollate da molteplici miraggi, per orientarle al bene; al fine di forgiare e ricreare una coscienza retta, capace di riconoscere il male ed evitarlo, e quindi scegliere e accogliere il bene, preservarlo e coltivarlo.
Mai come in questo momento storico dobbiamo ammettere l’esistenza di una commistione di queste diverse tendenze e tensioni; perciò, mai come oggi abbiamo la necessità urgente di aprire tutto il nostro essere – mente e cuore – per accogliere il dono inestimabile e rigenerante dell’Eucaristia. Avremo così chiaro il cammino, il percorso unico, la sola via che conduce alla vita di tutti; che conduce alla salvezza dell’umanità; che conduce al bene che tutti desiderano e che forse non si riesce a individuare e classificare come tale, e quindi a ricercare con la dovuta attenzione.
Solamente Gesù è il nutrimento sano della nostra esistenza totale, che neutralizza ogni alimento nocivo del quale il mondo è purtroppo strapieno e che viene imbandito sulle mense degli innumerevoli tavoli offerti a buon mercato da coloro che, in tutti i modi, speculano sulla vita – sia fisica e sociale, sia spirituale e morale – delle persone, a danno dei più poveri e indifesi.
Con Gesù, anche la fatica, le inevitabili crisi e i probabili fallimenti avranno tutti un significato o un risvolto illuminato, comunque decodificabile. Senza Gesù, invece, anche il più clamoroso successo è destinato a perdersi nel vuoto più assoluto.
«Dogma datur Christianis, quod in carnem transit panis, et vinum in sanguinem» [Un dogma è dato ai Cristiani: il pane si trasforma in carne e il vino in sangue] (Tommaso d’Aquino, inno *Lauda Sion Salvatorem*).
«Transustanziazione significa la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo di Cristo, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo Sangue. Questa conversione si attua nella preghiera eucaristica, mediante l’efficacia della parola di Cristo e dell’azione dello Spirito Santo. Tuttavia, le caratteristiche sensibili del pane e del vino, cioè le “specie eucaristiche”, rimangono inalterate» (Catechismo della Chiesa Cattolica, 283. Che cosa significa transustanziazione? 1376-1377; 1413).
«Sia questa Celebrazione un segno luminoso del nostro impegno ad essere ogni giorno, partendo dall’Altare e dal Tabernacolo, portatori di comunione e di pace gli uni per gli altri, nella condivisione e nella carità» (Papa Leone XIV, 22 giugno 2025).
