L’Eucaristia è il punto di riferimento e la base per lo sviluppo e la rinascita di ogni comunità, quindi della città, della società e del territorio. Senza di essa esistiamo e viviamo, sì, ma privi di una prospettiva certa e piena; con essa, invece, abbiamo la fonte della nostra speranza, il nutrimento che la alimenta e la gioia che caratterizza ogni nostra azione, ogni nostra situazione e ogni nostra condizione.
L’Eucaristia scende come “pioggia benefica”, sanatrice e corroborante, su ogni genere di aridità. Essa entra nei nostri cuori e nelle nostre menti, affollate da molteplici miraggi, per orientarle al bene; al fine di forgiare e ricreare una coscienza retta, capace di riconoscere il male ed evitarlo, e quindi scegliere e accogliere il bene, preservarlo e coltivarlo.
Mai come in questo momento storico dobbiamo ammettere l’esistenza di una commistione di queste diverse tendenze e tensioni; perciò, mai come oggi abbiamo la necessità urgente di aprire tutto il nostro essere – mente e cuore – per accogliere il dono inestimabile e rigenerante dell’Eucaristia. Avremo così chiaro il cammino, il percorso unico, la sola via che conduce alla vita di tutti; che conduce alla salvezza dell’umanità; che conduce al bene che tutti desiderano e che forse non si riesce a individuare e classificare come tale, e quindi a ricercare con la dovuta attenzione.
Solamente Gesù è il nutrimento sano della nostra esistenza totale, che neutralizza ogni alimento nocivo del quale il mondo è purtroppo strapieno e che viene imbandito sulle mense degli innumerevoli tavoli offerti a buon mercato da coloro che, in tutti i modi, speculano sulla vita – sia fisica e sociale, sia spirituale e morale – delle persone, a danno dei più poveri e indifesi.
Con Gesù, anche la fatica, le inevitabili crisi e i probabili fallimenti avranno tutti un significato o un risvolto illuminato, comunque decodificabile. Senza Gesù, invece, anche il più clamoroso successo è destinato a perdersi nel vuoto più assoluto.
«Dogma datur Christianis, quod in carnem transit panis, et vinum in sanguinem» [Un dogma è dato ai Cristiani: il pane si trasforma in carne e il vino in sangue] (Tommaso d’Aquino, inno *Lauda Sion Salvatorem*).
«Transustanziazione significa la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo di Cristo, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo Sangue. Questa conversione si attua nella preghiera eucaristica, mediante l’efficacia della parola di Cristo e dell’azione dello Spirito Santo. Tuttavia, le caratteristiche sensibili del pane e del vino, cioè le “specie eucaristiche”, rimangono inalterate» (Catechismo della Chiesa Cattolica, 283. Che cosa significa transustanziazione? 1376-1377; 1413).
«Sia questa Celebrazione un segno luminoso del nostro impegno ad essere ogni giorno, partendo dall’Altare e dal Tabernacolo, portatori di comunione e di pace gli uni per gli altri, nella condivisione e nella carità» (Papa Leone XIV, 22 giugno 2025).
