A Lesmo le giornate «“Io sono di Gesù”. Le Reliquie del Beato Rolando Rivi in mezzo a noi»

Sabato 19 gennaio 2025, una rappresentanza della Delegazione della Lombardia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha partecipato alla celebrazione della solenne Santa Messa nella chiesa di Santa Maria Assunta in via G. Marconi 23 a Lesmo in Provincia di Monza e della Brianza, e Arcidiocesi di Milano, in occasione dell’accoglienza e dell’esposizione alla pubblica venerazione delle sacre Reliquie del Beato Rolando Rivi, Seminarista e Martire. Da alcuni anni la Comunità Pastorale di Camparada, Correzzana, Gerno, Lesmo e Peregallo, all’inizio del nuovo anno civile, invita tutti a pregare guidati dalla testimonianza di un Santo o di un Beato, e dalla presenza delle sue sacre Reliquie. Quest’anno, le giornate si sono svolte dal 10 al 26 gennaio 2025 dal tema Le Reliquie del Beato Rolando Rivi in mezzo a noi, per vivere un momento di profonda spiritualità e riflessione con le reliquie del giovane martire, che ha testimoniato la sua fede fino al sacrificio della vita.
Rolando Rivi

La partecipazione della rappresentanza di Cavalieri e Dame della Delegazione della Lombardia, guidata dal Delegato, Ing. Dott. Gilberto Spinardi, Cavaliere Gran Croce di Merito, è stata promossa dal Parroco di Santa Maria Assunta, Don Mauro Viganò, Cappellano di Merito.

La solenne Celebrazione Eucaristica è stata presieduta alle ore 10.30 dal Cappellano di Delegazione, Mons. Federico Gallo, Cappellano de Jure Sanguinis, Dottore Ordinario della Biblioteca Ambrosiana e Canonico Ordinario del Duomo di Milano, alla presenza di Don Maurizio Ormas, Cappellano di Merito con Placca d’Argento, che ha portato le Reliquie del Beato Rolando Rivi nella Processione iniziale, e Don Mauro Viganò, Cappellano di Merito.

Mons. Federico Gallo, rivolgendosi principalmente ai bambini di quinta elementare che hanno partecipato alla Santa Messa, ha incentrato la prima parte della sua omelia sul miracolo di Gesù che trasforma l’acqua in vino e sulla fiducia che si deve avere in Lui, considerandolo un amico. Nella seconda parte, Mons. Gallo ha preso in considerazione la vita e il sacrificio del Beato Rolando Rivi, seminarista quattordicenne rapito e ucciso durante la seconda guerra mondiale per essere rimasto fedele al proprio Credo (“io sono di Gesù”) e divenuto in seguito patrono dei seminaristi. Questo giovanissimo ragazzo non ha avuto paura di affrontare la morte pur di non andare contro la sua Fede e i principi da essa insegnati, ha sottolineato Mons. Gallo.

Al termine della Santa Messa, i bambini di quinte elementare hanno ricevuto la lettera dell’Arcivescovo Mario Delpini, un gesto che segna un momento importante di crescita nella fede. Il giovane Beato non mancherà di sostenere i loro passi e quelli della comunità parrocchiale, per testimoniare ogni giorno con forza: “Io sono di Gesù”.

Conclusa la Santa Messa, si è svolta una visita alla Mostra Io sono di Gesù. Un percorso che racconta la vita di Rolando Rivi e la sua testimonianza di fede, allestita presso la Casa delle Associazioni di Lesmo.

Successivamente, il momento conviviale del pranzo parrocchiale ha suggellato la giornata di festa e di viva partecipazione della comunità parrocchiale alla preghiera.

La chiesa di Santa Maria Assunta a Lesmo

La chiesa di Santa Maria Assunta a Lesmo sorge su un piccolo promontorio che lo rende visibile dalla strada proveniente da Monza in direzione di Casatenovo che lambisce il sagrato.
La facciata monumentale che si estende lato nord-est ed ingloba con un movimento di volute gli ampliamenti adiacenti, rende ancora più suggestiva la percezione di questo imponente edificio.
La torre campanaria sorge in fondo alla navata sul lato destro a fianco della sacrestia. Il pronao sorretto da esili colonnine in granito alleggerisce la lettura dei fregi e dei cornicioni di facciata. Le falde a capanna di copertura accompagnano su quattro orientamenti il tamburo e la cupola che si ergono al centro della pianta a croce greca.
L’interno riprende le forme generose dell’esterno e l’illuminazione molto alta dei finestroni crea una naturale penombra di raccoglimento, di meditazione e di preghiera.

L’accoglienza delle sacre Reliquie del Beato Rolando Rivi a Lesmo, era inserito in un articolato programma:

  • Venerdì 10 gennaio 2025 alle ore 21.00 presso la Casa del Giovane di Lesmo è stata svolta l’incontro di presentazione della figura di Rolando Rivi. La grande storia dentro la piccola storia. La vita e il martirio di Rolando Rivi.
  • Dal 18 al 26 gennaio presso la Casa delle Associazioni di Lesmo è stata allestita la Mostra Io sono di Gesù. Un percorso che racconta la vita di Rolando Rivi e la sua testimonianza di fede.
  • Dal 19 al 26 gennaio le Reliquie sono state esposte per la venerazione pubblica presso la chiesa di Santa Maria Assunta. Un’opportunità per essere toccati dalla sua testimonianza.

Ci sono stati tre eventi speciali:

  • Venerdì 24 gennaio: alle ore 21.00 incontro di preghiera con un focus sulla figura del beato.
  • Sabato 25 gennaio: alle ore 09.00 Santa Messa seguita da preghiera comunitaria e personale – alle ore 15.30 Confessioni – alle ore 18.30 Santa Messa – alle ore 21.00 Veglia di preghiera sulla figura del beato.
  • Domenica 26 gennaio – Festa della Famiglia: alle ore 08.30 Santa Messa – alle ore 11.00 solenne Santa Messa presieduta da Mons. Massimo Camisasca, Vescovo emerito di Reggio Emilia-Guastalla – alle ore 15.30 Incontro di preghiera per bambini e famiglie davanti alle Reliquie del beato – alle ore 16.00 laboratorio di pittura per bambini con Manuel Vertemara, seguito da merenda per tutti.

Peregrinatio Reliquie:

  • Sabato 25 gennaio: alle ore 17.00 a Comezzana – alle ore 18.30 a Peregallo.
  • Domenica 26 gennaio: alle ore 09.00 a Gemo.

Sono trascorsi più di dieci anni dalla beatificazione di Rolando Rivi, il Seminarista di 14 anni ucciso barbaramente da alcuni partigiani comunisti il 13 aprile 1945, in quella fetta di terra emiliana tristemente nota come “Triangolo della morte”, con l’oltraggio alla sua talare nel momento della tortura. Di fronte all’estremo sacrificio il giovane martire disse: «Io sono di Gesù!».

Nel togliere la vita al Seminarista Rolando Rivi, il partigiano che lo freddò sul finire della Seconda Guerra Mondiale dopo un processo farsa, pensava che avrebbe ottenuto un «prete in meno domani». Dopo quasi 80 anni la figlia di quel partigiano ha chiesto perdono per il padre e la devozione per il martire bambino è divenuta internazionale.

Tante falsità hanno circondato la sua figura. Chi lo uccise, disse che Rolando era una spia al soldo dei nazifascisti. Una menzogna dura a morire. Eppure, la giustizia italiana, che si pronunciò in quattro gradi di giudizio, scagionò Rolando dalle false accuse e riconobbe il suo martirio avvenuto in odium fidei. Nel 1952, la Corte d’Assise d’Appello di Firenze, sentenziò che «il seminarista Rivi Rolando, con la sua condotta pia e irreprensibile, con lo zelo per le pratiche della fede, con i sentimenti di simpatia per i partigiani della brigata democristiana “Italia”, costituiva per l’elemento giovanile locale un esempio edificante di virtù civiche e cristiane che, di per se stesso, doveva determinare un effetto di attrazione verso le ideologie religiose e politiche cristiane. La sua cattura e la sua soppressione pertanto non furono soltanto una manifestazione di anticlericalismo […], ma ebbero l’effetto di eliminare per sempre un ragazzo che nella zona […] costituiva un efficace ostacolo alla penetrazione della propaganda comunista nella gioventù, e ciò proprio in un momento in cui la liberazione imminente faceva sperare agli estremisti la conquista di una loro superiorità politica nella nostra Nazione».

I giudici hanno quindi riconosciuto il martirio di Rolando Rivi ben prima della gerarchia della Chiesa Cattolica. Però, la vera riconciliazione «è impossibile se prima non arriva la consolazione della verità a dare giustizia e ristoro», ha scritto Andrea Zambrano nel libro Beato Rolando Maria Rivi. Il martire bambino (Ares 2023, 224 pagine [QUI]). Se tanto tempo c’è voluto per parlare di Rolando come martire e per istruire il processo che ha portato alla beatificazione del 5 ottobre 2013, «molta parte di responsabilità – sottolinea Zambrano – ce l’ha anche il consociativismo che la Chiesa, tramite il suo braccio politico, la Democrazia Cristiana, ha avuto con i comunisti».

Del resto, ancor oggi il giovane Seminarista è un beato scomodo. Venne infatti ammazzato perché indossava la talare, che non tolse mai «non perché romanticamente attaccato a quell’abito, ma per pura e semplice obbedienza alla Chiesa, che lui aveva promesso di servire, un’obbedienza che lo portò dritto al martirio». «La stessa obbedienza – nota Zambrano – che oggi non è considerata più una virtù, con tanti uomini di Chiesa che, partendo proprio dal loro spogliarsi volontario dell’abito che rappresenta la loro appartenenza a Cristo, se ne disfano troppo liberamente e superficialmente come un inutile orpello o uno scomodo retaggio del passato. E disfattosene si mettono a contatto con la realtà, con il rischio di essere del mondo e non nel mondo».

La Chiesa Cattolica ha bisogno oggi più che mai della preghiera del Beato Rolando Rivi. Da lui attingiamo coraggio per combattere la buona battaglia.

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