La Resurrezione di Cristo
di Piero della Francesca
Il biglietto degli auguri pasquali di S.A.R. il Gran Maestro riproduce la Resurrezione di Cristo, dipinto realizzato da Piero della Francesca tra il 1463 e il 1465 circa, a tecnica mista (affresco e tempera, 225×200 cm), oggi conservato presso il Museo Civico, ex Palazzo della Residenza di Sansepolcro.
Considerata uno dei massimi capolavori del Rinascimento italiano, l’opera si distingue per la perfetta armonia compositiva e per l’intensità del suo significato simbolico, al tempo stesso religioso e civico. Commissionata dal governo cittadino di Sansepolcro, città natale dell’artista, essa fu concepita anche come emblema di rinascita e identità collettiva, in un momento storico in cui la comunità ambiva a un riconoscimento politico e religioso più elevato.
L’affresco raffigura Cristo che si leva dal sepolcro, solenne e ieratico, mentre ai suoi piedi giacciono addormentati i soldati. La figura del Risorto domina la scena secondo una costruzione geometrica rigorosa: egli si pone al vertice di un ideale triangolo che conferisce stabilità e monumentalità alla composizione. Il paesaggio alle sue spalle è diviso in due parti contrastanti: a sinistra, spoglio e invernale; a destra, rigoglioso e primaverile, allusione al passaggio dalla morte alla vita e ai cicli eterni della natura.
La costruzione prospettica e la resa anatomica, quasi scultorea, rendono Cristo una presenza fuori dal tempo, sottratta alle leggi terrene. Il suo sguardo fermo e diretto accentua la dimensione trascendente dell’immagine, mentre il vessillo crociato simboleggia il trionfo sulla morte.
Nel corso dei secoli, quest’opera ha suscitato l’ammirazione di numerosi studiosi e intellettuali. Tra i più celebri estimatori vi fu lo scrittore Aldous Huxley, che la definì “la più bella pittura del mondo”. Proprio il ricordo delle sue parole contribuì, secondo la tradizione, a salvare Sansepolcro dalla distruzione durante la Seconda Guerra Mondiale.
La Resurrezione di Cristo di Piero della Francesca si configura così non solo come un vertice della storia dell’arte, ma anche come un’immagine carica di significati universali: simbolo di Fede, di rinascita e di speranza, perfettamente in sintonia con il messaggio pasquale che S.A.R. il Gran Maestro ha condiviso.

