La Santa Messa prefestiva – celebrata all’esterno a causa del caldo e del numero di presenti – è stata presieduta da Mons. Umberto Gasparini, che nella sua omelia ha commentato il Vangelo della XVI Domenica del Tempo Ordinario (Mt 13,24-43 – Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura).




La Prima Lettura (Sap 12,13.16-19 – Dopo i peccati, tu concedi il pentimento) è stata letta dal Vice Delegato e Segretario Generale, Conte Avv. Piergiovanni Cicconi Massi, Cavaliere de Jure Sanguinis. Il Salmo Responsoriale (Sal 85 – Tu sei buono, Signore, e perdoni) è stato letto da Claudio Angeli, Cavaliere di Merito. La Seconda Lettura (Rm 8,26-27 – Lo Spirito intercede con gemiti inesprimibili) è stata letta dal Responsabile della Comunicazione e Referente per le Marche Sud, Dott. Costantino Brandozzi, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento.
Seguitemi, andiamo su una collina per osservare dall’alto il campo di cui si parla nel Vangelo. Guardiamo cosa succede. Noi non vediamo più il nemico, è molto tempo che è scomparso. Ciò che vediamo sono delle comunità. Vi sono i buoni cristiani, le persone tiepide, critiche, o complicate in seno alla Chiesa, i peccatori, gli indifferenti. Si fa fatica a distinguere chi fa parte del grano, chi della zizzania. Se continuiamo a guardare, notiamo delle piante che contengono sia del grano, sia della zizzania. Infine delle piante che cambiano. Il grano diventa zizzania e la zizzania grano. Nel campo regna la confusione. Vedo me stesso da qualche parte, sono tra il grano? O tra la zizzania? Vedo anche i miei colleghi: come mai quello lì è laggiù? È incredibile, si trova dove c’è un sacco di grano. Nel campo tutto ha il diritto di crescere, tutti hanno una possibilità. Poi vediamo, dalla nostra collina, i lavoratori. Tra di loro vi sono dei fanatici dell’ordine, dei giardinieri modello, degli artisti del paesaggio come al tempo rococò. Sognano giardini alla francese, in cui tutto è tagliato secondo le regole. Non vorrei cadere nelle loro mani. Sono pastori, o sceriffi che sorvegliano da vicino il loro settore? Ed ecco il contadino. Noi lo indoviniamo, più che vederlo veramente. È là ad aspettare, al fondo della sua casa. Aspetta, paziente, esultando già per la messe. Chiama con tutte le sue promesse colui – che dico? – coloro che vogliono venire a lui. Ripone la sua speranza in molti, in tutti, in tutto questo campo singolare.
La Celebrazione Eucaristica si è conclusa con l’antifona mariana Salve Regina, in onore della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo:
Salve, Regina,
madre di misericordia,
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo,
esuli figli di Eva;
a te sospiriamo, gementi e
piangenti in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi
tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo Seno.
O clemente, o pia,
o dolce Vergine Maria!

Per condividere ancor più i valori della Milizia Costantiniana e per rafforzare i vincoli amicali tra i presenti, ha fatto seguito un buffet generosamente offerto dal Delegato e dalla gentilissima consorte, Nob. Orietta Olivetti Cicconi Massi, Dama de Jure Sanguinis.

Nella tenuta sorge la piccola chiesa del Carmine, che con le sue pertinenze viene oggi unanimemente considerata dagli storici locali come superstite testimonianza ed emblema delle antiche Ville Franche. Essa raccoglie le spoglie mortali dei defunti di Casa Salvatori-Cicconi Massi, ed è cara al contado circostante per le grazie ricevute per intercessione della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, molte delle quali sono ricordate attraverso i numerosi ex-voto presenti all’interno della chiesa.
