L’accoglienza del nuovo Pastore
nella Chiesa Madre della diocesi
La celebrazione si è svolta nel pomeriggio, in una Cattedrale gremita, alla presenza del Nunzio Apostolico in Italia e nella Serenissima Repubblica di San Marino, S.E.R. Mons. Edgar Peña Parra. Il rito ha compreso il bacio del Crocifisso all’ingresso, la preghiera nella cappella del Santissimo Sacramento, la lettura del decreto di nomina e l’insediamento alla cattedra.
Hanno partecipato il Cardinale Gualtiero Bassetti, numerosi Vescovi, presbiteri e diaconi, rappresentanti delle comunità religiose e del laicato, insieme alle autorità civili e militari del territorio. Accanto ai fedeli della diocesi erano presenti familiari e persone provenienti dai luoghi nei quali Mons. Raimo ha vissuto ed esercitato il ministero.
In rappresentanza della Delegazione dell’Umbria hanno partecipato il Responsabile della Comunicazione, Emiliano Santinelli, e Igor Grassini, Cavalieri di Ufficio, accompagnando con la preghiera l’avvio del servizio episcopale del nuovo Pastore.
La Liturgia Eucaristica è stata animata dalla corale diocesana e dagli studenti del liceo musicale Angeloni di Terni, sotto la direzione di Don Sergio Rossini.





















L’omelia
La Cattedrale come scuola di comunione
Nell’omelia, Mons. Alfonso Raimo ha sviluppato il significato della Cattedrale come casa del popolo di Dio e luogo dell’unità diocesana. La cattedra richiama la continuità del ministero attraverso il succedersi dei pastori: è Cristo a custodire la sua Chiesa.
Il Vescovo ha messo in guardia dalle appartenenze particolari che possono prevalere sul Vangelo e dalla tendenza a giudicare prima di ascoltare. La partecipazione all’Eucaristia domanda relazioni coerenti con il dono dell’unità. Amore di Dio e amore del prossimo restano inseparabili: la fede deve raggiungere la vita e le ferite delle persone.
Il richiamo biblico allo straniero è diventato un invito ad accogliere anche chi sperimenta estraneità vicino a noi: giovani senza un posto riconosciuto, anziani soli, famiglie sofferenti e persone lontane dalla comunità. Ricordare le proprie fragilità aiuta a fare spazio all’altro.
Infine, la Cattedrale ferita dai bombardamenti e ricostruita è stata proposta come immagine della speranza cristiana. Anche le relazioni possono rinascere attraverso pazienza, ascolto e perdono. La comunione richiede il contributo di ciascuno e la disponibilità a ricominciare: ogni fedele è chiamato a raccogliere, avvicinare e costruire.
Il saluto conclusivo
Conoscere, servire e amare la Chiesa affidata
Nel saluto conclusivo, Mons. Alfonso Raimo ha ringraziato Papa Leone XIV per la fiducia, il Nunzio Apostolico, l’Amministratore diocesano Don Matteo Antonelli e quanti hanno accompagnato l’accoglienza. Un ricordo affettuoso è stato rivolto alla madre, presente a centouno anni.
Il presule ha espresso il desiderio di inserirsi con rispetto in una storia ecclesiale già ricca di fede e di opere. Le scelte pastorali matureranno attraverso la conoscenza delle comunità, l’ascolto e il discernimento condiviso, valorizzando il lavoro compiuto.
L’incontro con parrocchie, sacerdoti, consacrati e famiglie comprenderà l’attenzione a giovani, anziani, malati e persone lontane dalla pratica ecclesiale. Il dialogo coinvolgerà scuola, cultura, lavoro e istituzioni. La missione domanda vicinanza alle difficoltà familiari, alla precarietà lavorativa, alla povertà e all’esclusione.
Richiamando le indicazioni pontificie, Mons. Raimo ha ricordato che il vescovo rimane discepolo e battezzato insieme al suo popolo. Ha chiesto preghiera, collaborazione, consiglio e franchezza. Tre verbi orienteranno il suo servizio: conoscere la diocesi mediante una presenza concreta; servirla custodendone l’unità e assumendo le responsabilità delle decisioni; amarla condividendone quotidianamente le fatiche e le speranze.
I primi incontri
nel segno della prossimità
La giornata dell’ingresso era iniziata con la preghiera davanti all’urna di San Valentino, nella basilica dedicata al patrono di Terni. Successivamente, il Vescovo Alfonso Raimo aveva visitato la Casa Circondariale, incontrando detenuti, personale della Polizia Penitenziaria, educatori e volontari.
Richiamando la propria esperienza di cappellano nell’Istituto a Custodia Attenuata di Eboli, Mons. Raimo ha sottolineato l’importanza di conoscere le storie personali, ascoltare e riconoscere la sofferenza che la detenzione comporta anche per le famiglie. Al personale penitenziario ha espresso apprezzamento per un servizio che richiede umanità e sacrificio.
All’ospedale Santa Maria ha quindi incontrato pazienti, medici e operatori sanitari, visitando diversi reparti e assicurando ai malati vicinanza e preghiera. La visita si è conclusa con la recita dell’Angelus nella cappella del nosocomio.
Questi primi incontri hanno accompagnato l’inizio del ministero con gesti concreti di attenzione alle persone più fragili. Nel medesimo orizzonte di prossimità e servizio si colloca la partecipazione della rappresentanza della Delegazione dell’Umbria, espressione dell’impegno Costantiniano a vivere la comunione con i Pastori della Chiesa e a tradurre la Fede nella carità.
Foto di copertina: il saluto del Nunzio Apostolico in Italia e nella Serenissima Repubblica di San Marino, S.E.R. Mons. Edgar Peña Parra, l S.E.R. Mons. Alfonso Raimo, Vescovo di Terni-Narni-Amelia.
