Le Delegazioni dell’Umbria e della Tuscia e Sabina partecipano ad Amelia alla Santa Messa in preparazione alla Santa Pasqua

Rappresentanze delle Delegazione dell’Umbria e della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio hanno partecipato sabato 7 marzo 2026 alle ore 17.30 presso la concattedrale di Santa Firmina in Amelia, alla solenne Santa Messa vespertina della III Domenica di Quaresima in preparazione alla Santa Pasqua, presieduta dal Vescovo di Terni-Narni-Amelia, S.E.R. Mons. Francesco Antonio Soddu, Cappellano Gran Croce di Merito, Arcivescovo metropolita eletto di Sassari, concelebrante il Cappellano per la Diocesi di Terni-Narni-Amelia, Prof. Don Giuseppe Capsoni, Cappellano di Merito, alla presenza del Parroco di San Francesco a Terni, Don Mirko Mochi, SDB, Cappellano di Merito con Placca d’Argento.

Al Sacro Rito hanno preso parte il Presidente della Real Commissione per l’Italia, S.E. Don Flavio Borghese dei Principi di Sulmona e di Montecompatri, Balì Gran Croce di Giustizia; il Delegato ad interim per l’Umbria, S.E. l’Ambasciatore Alfredo Bastianelli, Gentiluomo di Sua Santità, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, Luogotenente per l’Italia Centrale della Real Commissione per l’Italia; il Delegato per la Tuscia e Sabina, Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro; con Cavalieri, Dame, Postulanti e amici della Sacra Milizia.

La Liturgia della Parola di questa domenica celebra la preparazione alla Santa Pasqua, concentrandosi sulla chiamata alla conversione e alla vita nuova in Cristo. La Chiesa ricorda l'importanza della penitenza, della preghiera e delle opere di carità, come strumenti per purificare i cuori e accogliere la grazia della Risurrezione.
Foto di copertina

Questa solenne Celebrazione Eucaristica, presieduta dal Vescovo diocesano prima del suo trasferimento a Sassari, il mese prossimo dopo Pasqua, ha avuto luogo significativamente a seguito della costituzione della Delegazione dell’Umbria il 12 ottobre 2025; dell’Udienza concessa il 3 dicembre 2025 da Mons. Francesco Antonio Soddu presso l’Episcopio di Terni ad una rappresentanza della Delegazione dell’Umbria, guidata dal Delegato ad interim, con il Vice Delegato ad interim, Dott. Alessio Lamoratta, Cavaliere de Jure Sanguinis; e il Cappellano per la Diocesi di Terni-Narni-Amelia, Prof. Don Giuseppe Capsoni, Cappellano di Merito; e dell’incontro prenatalizio della Delegazione il 19 dicembre 2025 a San Gemini.

Nella sua omelia, Mons. Francesco Antonio Soddu ha offerto una riflessione sul significato della Fede nella vita del credente, prendendo spunto dall’episodio evangelico dell’incontro di Gesù presso il pozzo di Giacobbe con una donna samaritana giunta ad attingere acqua (Gv 4,5-42 – Sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna), nel quale la richiesta di acqua diventa segno di una ricerca più profonda, quella della Fede.

Quindi, Mons. Soddu ha richiamato il cammino del popolo d’Israele durante l’esodo dall’Egitto, raccontato nella Prima Lettura (Es 17,3-7 – Dacci acqua da bere), quando nel deserto la mancanza d’acqua portò il popolo a smarrire la fiducia e a dubitare dell’aiuto di Dio. Attraverso l’episodio di Mosè che, per volontà divina, fa sgorgare l’acqua dalla roccia, Mons. Soddu ha ricordato come la Fede possa essere ritrovata anche nei momenti di difficoltà.

Concludendo, Mons. Soddu ha invitato a riflettere sul senso della responsabilità personale e comunitaria, osservando come spesso si tenda ad attribuire ad altri la causa delle difficoltà del tempo presente. In questo contesto ha richiamato anche l’insegnamento evangelico sulla vigilanza e sulla perseveranza nella fede, presente nel Vangelo di Luca, che esorta i credenti a rimanere saldi e consapevoli nel proprio cammino spirituale anche nelle prove della storia.

L’insegnamento evangelico sulla vigilanza e la perseveranza nel Vangelo di Luca è un tema centrale [*], volto a sostenere i credenti nel loro cammino spirituale, specialmente in tempi di prove, persecuzioni e attesa escatologica. Luca enfatizza la necessità di una fede attiva e “stancabile”, capace di leggere i segni dei tempi e di rimanere salda fino al ritorno del Signore.

[*] I punti chiave dell’insegnamento nel Vangelo di Luca: vigilanza operosa (Luca 12, 35-48), perseveranza nella preghiera (Luca 18, 1-8); resistenza nelle prove storiche (Luca 21, 5-19), distacco e consapevolezza (Luca 21, 34-36).

Prima della Benedizione Conclusiva, il Delegato ad interim per l’Umbria ha recitato la Preghiera del Cavaliere Costantiniano.

A conclusione della Santa Messa, le alte cariche dell’Ordine Costantiniano, S.E. Don Flavio Borghese, S.E. l’Ambasciatore Alfredo Bastianelli e il Nob. Avv. Roberto Saccarello, hanno salutato il Vescovo Francesco Antonio Soddu. Un incontro di quattro Cavalieri Gran Croce, tra cui un Balì Gran Croce di Giustizia, a sottolineare l’eccezionalità dell’evento.

Ricordiamo che il numero dei Balì, grado riservato ai Cavalieri Gran Croci di Giustizia, è limitato a cinquanta (in ricordo della tradizione dei cinquanta guardiani del Labaro di Costantino), mentre il numero delle altre Gran Croci nelle tre categorie (Giustizia, de Jure Sanguinis e Merito) è limitato a centocinquanta Cavalieri e settantacinque Dame.

Mons. Francesco Antonio Soddu

È nato a Chiaramonti (Sassari) il 24 ottobre 1959. È stato ordinato presbitero il 27 aprile 1985. È stato Vice Rettore del Pontificio Seminario Regionale Sardo di Cagliari (1985-1987), Vice Rettore del Seminario Arcivescovile di Sassari (1987-1996), Direttore del Centro Diocesano Vocazioni (1987-2005). Ha svolto il ministero di Parroco della Cattedrale San Nicola in Sassari, di Assistente diocesano di Azione Cattolica Italiana-Settore Giovani (1998 al 2005) e di Assistente del gruppo Scout Agesci Sassari 3 (1997-2012). È stato Membro del Consiglio Presbiterale Diocesano (1999-2012) e componente del Collegio Diocesano dei Consultori (2005-2011); e ha ricoperto l’incarico di Direttore della Caritas Diocesana (2005 al 2012) e di Direttore dell’Ufficio Diocesano Migrantes (2011-2012). dell’Arcidiocesi metropolitana di Sassari. È stato Direttore nazionale della Caritas (2012 al 2021). È stato eletto Vescovo di Terni-Narni-Amelia il 29 ottobre 2021 da Papa Francesco. È stato ordinato Vescovo di Terni-Narni-Amelia il 5 gennaio 2022 e contestualmente ha fatto il suo ingresso in Diocesi. È Delegato della Conferenza Episcopale Umbra per la Carità, Salute, Lavoro e salvaguardia del Creato. È Membro della commissione della Conferenza Episcopale Italiana per la Carità. Il 21 febbraio 2026 è stato eletto Arcivescovo metropolita di Sassari da Papa Leone XIV.

Le parole scelte da Mons. Soddu come proprio motto episcopale, In omnibus caritas – che esprimono un impegno particolarmente caro, anche in riferimento all’incarico di Direttore Nazionale della Caritas da lui ricoperto fino alla nomina a Vescovo – sono tratte dal detto latino In necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas (unità nelle cose necessarie, libertà in quelle dubbie, carità in tutte), spesso attribuita a Sant’Agostino d’Ippona e citato da San Giovanni XXIII nella sua prima Enciclica Ad Petri cathedram.

Il territorio
della Delegazione dell’Umbria

La Delegazione dell’Umbria si estende sul territorio della Regione Ecclesiastica Umbra, che comprende il territorio della regione amministrativa Umbria e alcune località nel Lazio e nelle Marche, ed è composta da otto diocesi: l’Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, con le suffraganee Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, di Città di Castello, di Foligno e di Gubbio; l’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia e le Diocesi di Orvieto-Todi e – precedentemente coperta dalla Delegazione della Tuscia e Sabina – di Terni-Narni-Amelia, immediatamente soggette alla Santa Sede.

La chiesa di riferimento
della Delegazione dell’Umbria

La chiesa di riferimento della Delegazione dell’Umbria è la concattedrale della Diocesi di Terni-Narni-Amelia (foto di copertina), dedicata a Santa Firmina, la giovane figlia del prefetto dell’urbe Calpurnio, vissuta al tempo dell’Imperatore Diocleziano. Fu eretto sulla sommità del colle, il “sacrum verticem” di Amelia, nell’anno 872. Nel 1629 un vasto incendio distrusse la chiesa che venne ricostruita in forme barocche. L’interno è a croce latina, con navata unica e profondo presbiterio absidato. Lungo la navata, coperta con volta a botte affrescata, si aprono cinque cappelle per lato.

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