Riflessioni sulle letture festive – I Domenica di Quaresima. Gesù è tentato nel deserto

È stato pubblicato sul canale Spreaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il podcast con la meditazione per la I Domenica di Quaresima, a cura del Prof. Don Pietro Pisciotta, letta dalla Dott.ssa Valentina Villano, Dama di Ufficio, di cui riportiamo di seguito l’audio e il testo. La Quaresima si apre con il racconto delle tentazioni di Gesù. Poste alla soglia del suo ministero pubblico, in esse è rivelata l’autenticità dell’umanità di Cristo, che, in completa solidarietà con l’uomo, subisce tutte le tentazioni tramite le quali il Nemico cerca di distoglierlo dalla sua completa sottomissione al Padre. “Cristo tentato dal demonio! Ma in Cristo sei tu che sei tentato” (Sant’Agostino). In esse viene anticipata la vittoria finale di Cristo nella Risurrezione. Cristo inaugura un cammino, che è l’itinerario di ogni essere umano, cioè di recuperare per l’uomo la sovranità della sua vita in un libero riconoscimento della sua dipendenza da Dio. È nell’obbedienza a Dio che risiede la libertà dell’uomo. L’abbandono nelle mani del Padre è la fonte dell’unica e vera libertà, che consiste nel rifiutare di venire trattati in modo diverso da quello che siamo. Il potere di Dio la rende possibile.
Tentazione di Gesù

Podcast 2-56 – 9 marzo 2025 – I Domenica di Quaresima. Gesù è tentato nel deserto

Prima Lettura: Dt 26,4-10 – Professione di fede del popolo eletto. Salmo responsoriale: Sal 90 – Resta con noi, Signore, nell’ora della prova. Seconda Lettura: Rm 10,8-13 – Professione di fede di chi crede in Cristo. Vangelo: Lc 4,1-13 – Gesù fu guidato dallo Spirito nel deserto e tentato dal diavolo.

Mi invocherà e io gli darò risposta;
nell’angoscia io sarò con lui,
lo libererò e lo renderò glorioso.
Lo sazierò di lunghi giorni
e gli farò vedere la mia salvezza
(Sal 90,15-16).

La Quaresima è l’operosa preparazione alla Pasqua di Risurrezione. Gesù, vero uomo e vero Dio, evidenzia al Cristiano la via regia da seguire per una vera rinascita nello spirito. Le tentazioni, a cui volle sottoporsi Gesù, sono un insegnamento per noi e vertono su ciò che è essenziale per l’uomo: per i nostri progenitori, che obbedivano solo a Dio, Satana li spinge a fare a meno di Dio: ”Se mangiate il frutto proibito, diventate come Dio: conoscitori del bene e del male!” Un peccato di orgoglio e di superbia; e l’uomo scoprì infine solo di essere nudo, di avere perduto tutto.

Nei riguardi di Gesù le tentazioni vertono sulla sua vera identità: se sei figlio di Dio… se sei il Messia… Tre tentazioni che toccano il campo economico, politico e religioso: le tre strade che il mondo propone come essenziali all’uomo impreparato. La qualità di una persona si misura dalle tentazioni da cui è provato. Le tentazioni rivelano la misura della nostra fedeltà alla Parola di Dio. La vittoria sul male è garantita, come insegna Gesù, dal ricorso alla Parola di Dio.

La prima tentazione. Gesù è nel deserto, ha fame? “Se sei figlio di Dio, fa che queste pietre diventino pane”. Gesù non discute con il diavolo ma contrappone la parola di Dio: “Sta scritto: non di solo pane vive l’uomo!” Sappiamo bene infatti che è proprio vero: senza pane non si vive; ma senza religione ci si ammazza. “Homo homini lupus”.

La seconda tentazione. Satana escogita la tentazione politica, la gloria umana: tutto è in mio potere. Io te lo darò se ti prostri dinanzi a me e mi adori. Gesù risponde con la Parola di Dio: “Sta scritto: ti prostrerai solo davanti al Signore Dio tuo; lui solo servirai”.

La terza tentazione. Il Tentatore conduce Gesù sul pinnacolo del Tempio e lo invita a qualcosa di spettacolare: gettati giù perché sta scritto che Dio manderà i suoi angeli e ti sosterranno perché il tuo piede non inciampi. Gesù risponde: “Sta scritto: non metterai alla prova il Signore Dio tuo”.

Il diavolo infine si allontanò da Lui. Gesù, come vedi, non dialoga con il Tentatore ma alle sfide diaboliche risponde subito con la “parola di Dio”. Non tentare giammai il Signore Dio tuo stando a braccia conserte o aspettando che venga a salvarti, ma agisci come se tutto dipendesse da te e, quando hai fatto tutto il possibile, come se tutto dipendesse da Lui. Dio infatti ha creato la persona umana con l’intelligenza e la volontà. Gesù non dialoga con il Tentatore ma alle sfide diaboliche risponde solo con la parola di Dio.

Nel deserto Gesù ci insegna che il digiuno è necessario, ma il vero digiuno che vuole il Signore non è tanto quello corporale, che consiste solo nello astenersi da questo o da quel cibo, ma il vero digiuno è quello radicale che porta l’uomo a rinnegare se stesso perché trionfi l’opera di Dio: “Chiunque vuole essere mio discepolo, rinneghi se stesso”. È necessario Fede ed umiltà, mettere da parte orgoglio e superbia nella piena consapevolezza di quello che abbiamo e siamo: siamo dono di Dio e a Dio l’onore e la gloria. Questo è vero digiuno: pulizia ed iniziare una vita nuova alla luce della parola di Dio, che è l’anima dell’ascesi Cristiana.

La Quaresima è iniziata con l’imposizione della cenere e le parole scandite dalla Liturgia: “Ricordati, uomo, che sei polvere e polvere ritornerai”. Questo non per scoraggiarci, per deprimerci ma per aprire gli occhi e il cuore alla verità della vita e alla prospettiva della Pasqua di Risurrezione.

La Santissima Vergine, madre di Gesù e nostra, che conservava la parola di Dio nel suo cuore, ci aiuti a riflettere sull’insegnamento di Gesù: via, verità e vita.

Indice dei podcast trasmessi [QUI]

Foto di copertina: La tentazione di Cristo, 1411-16, tempera su pergamena, 29×21 cm, nel libro delle ore Les Très Riches Heures du Duc de Berry, Musée Condé, Château de Chantilly, Chantilly.
La miniatura illustra la terza tentazione di Cristo nel deserto al termine dei quaranta giorni di digiuno: la tentazione di scoprire tutti i regni del mondo, rappresentati da castelli, città, campi fertili e navi mercantili e l’offerta del demonio di donarglieli. Il tutto è racchiuso nell’imponente castello di Mehun-sur-Yèvre, proprietà del Duca di Berry.

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