Riflessioni sulle letture festive – Solennità dell’Ascensione del Signore

È stato pubblicato sul canale Spreaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il podcast con la meditazione per la Solennità dell’Ascensione del Signore, a cura del Prof. Don Pietro Pisciotta, letta dalla Dott.ssa Valentina Villano, Dama di Ufficio, di cui riportiamo di seguito l’audio e il testo. La morte di Gesù ha costituito uno scandalo per i suoi discepoli, perché essi si erano plasmati un Cristo senza croce. Ma Gesù di Nazaret è il Messia; e non esiste altro Messia che il crocifisso e il glorificato. È attraverso la catechesi del Signore, risuscitato, che i discepoli capiscono che il Messia doveva soffrire e risuscitare dai morti. Era il disegno di Dio manifestato nelle Scritture. Il senso della croce e dell’accompagnamento dei discepoli sulla croce, si scontra con l’intelligenza, con il cuore e con i progetti dell’uomo. Ascensione del Signore al cielo e invio dello Spirito Santo, per fare dei discepoli dei testimoni coraggiosi e per accompagnarli fino al ritorno di Gesù, sono strettamente collegati.
Ascensione

Podcast 2-81 – 1° giugno 2025 – Solennità dell’Ascensione del Signore

Prima Lettura: At 1,1-11 – Fu elevato in alto sotto i loro occhi. Salmo responsoriale: Sal 46 – Ascende il Signore tra canti di gioia. Seconda Lettura: Eb 9,24-28;10,19-23 – Cristo è entrato nel cielo stesso. Vangelo: Lc 24,46-53 – Mentre li benediceva veniva portato verso il cielo.

Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre,
per il mistero che celebra in questa liturgia di lode,
poiché nel tuo Figlio asceso al cielo
la nostra umanità è innalzata accanto a te,
e noi, membra del suo corpo,
viviamo nella speranza di raggiungere Cristo,
nostro capo, nella gloria.

Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore,
ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo (Mt 28,19.20).

Con la solennità dell’Ascensione del Signore si conclude il Tempo della Pasqua: Gesù esce dallo spazio terreno ed entra nella pienezza della sua gloria. È la festa di Gesù, Figlio di Dio; è la festa dell’umanità tutta perché Gesù, vero Dio e vero uomo, entra nel cielo potando con sé la nostra umanità. Gioiscono gli Angeli; gioiscono le anime già da 40 giorni liberate dal limbo ed oggi ammesse nel Regno dei cieli; gioisce la Chiesa tutta: Maria, gli apostoli, le pie donne, perché da oggi inizia la storia della Chiesa. Gesù infatti, prima di salire al cielo, dice alla sua Chiesa: “Come il Padre ha mandato me, io mando voi; non mi vedrete più ma sarò sempre accanto a voi”.

I discepoli di Gesù, sconosciuti dal mondo, sono chiamati a conquistare la terra per fare dell’umanità la grande famiglia di Dio. A questi uomini deboli e fragili occorre un’armatura e Gesù promette loro la presenza dello Spirito Santo: “Giovanni battezzò con acqua ma voi battezzerete da qui a pochi giorni con lo Spirito Santo”.

L’Ascensione del Signore segna il punto di partenza della storia della Chiesa nel mondo: la Chiesa è chiamata a portare avanti la missione affidatale da Gesù: predicare a tutte le genti; essere testimoni credibili davanti a tutti; vivere in gioiosa comunione con i fratelli, costituendo il nuovo popolo di Dio. Gesù non lascia gli Apostoli in pianto, nelle lacrime; essi giulivi rientrano a Gerusalemme con grande gioia.

L’Ascensione del Signore segna il punto di arrivo di Cristo Gesù nella sua gloria; Gesù porta a termine la missione affidatagli dal Padre. L’Ascensione segna anche il punto di partenza dello Spirito Santo, promesso da Gesù, che il Padre presto invierà sulla terra: il grande dono assicurato da Gesù ai suoi discepoli. L’evento della Ascensione è descritto non come un viaggio verso l’alto bensì come l’azione della potenza di Dio che introduce Gesù nello splendore della sua gloria: “Seduto alla destra del Padre”.

Con Gesù asceso al cielo, l’uomo entra a pieno titolo, in modo inaudito e nuovo, nell’intimità della vita divina e perciò Gesù dirà ai suoi: “Vado a prepararvi un posto”.

Il termine “cielo” non indica un luogo sopra le stelle ma qualcosa di più sublime: indica Cristo Gesù che accoglie l’umanità redenta nella gloria, perché in Lui, vero Dio e vero uomo, le due nature sono inseparabilmente unite nell’unica Persona divina. Per l’uomo essere con Dio significa essere in cielo, essere in comunione con Lui. Da qui il motivo per cui gli Apostoli rientrarono in Gerusalemme “pieni di gioia”.

L’Ascensione di Gesù al cielo non è stato un distacco, ma la piena convinzione che Gesù, crocifisso e risorto, era veramente vivo ed aveva aperto le porte del regno dei cieli. Elevato in alto, reso invisibile agli occhi dei suoi discepoli, Egli non li aveva abbandonati; messo a morte nel corpo, è risorto e rimane sempre presente come Persona divina nella Chiesa, che assicura la salvezza offerta a tutti. Con il suo sacrificio in croce ha sugellato la nuova alleanza tra Dio e l’uomo; una alleanza dove tutti gli uomini sono invitati ad entrare con la fede e il Battesimo. Questa “alleanza” non è un semplice segno di amicizia tra Dio e gli uomini, ma l’adozione filiale dell’uomo al Padre, che diventa così anche “nostro padre”.

Gli Apostoli sono i testimoni non solo della sua passione, morte e risurrezione, ma anche dell’Ascensione di Gesù al cielo: Gesù è salito al cielo; rimane così sempre con noi. Cosa allora bisogna fare? Ce lo indicano gli Atti degli Apostoli: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo”. Non state allora a braccia conserte, ma, sù, all’opera!

Nasce così la storia millenaria della Chiesa una, santa, cattolica, apostolica. La solennità dell’Ascensione del Signor è il grazie più sentito a Gesù, che ha aperto a tutti le porte del Regno dei cieli; è un invito a guardare il cielo, che è la nostra vera patria dove Gesù ci ha preceduto con il suo amore; è la patria dove tutti siamo diretti per dare il via ad una vita nuova.

La Santissima Vergine, madre di Gesù e nostra, ci assista sempre, ci protegga nel nostro cammino per la maggior gloria di Dio.

Indice dei podcast trasmessi [QUI]

Foto di copertina: Ascensione, Giotto di Bondone, 1303-1305 circa, affresco, 200×185 cm, Cappella degli Scrovegni, Padova.
L’affresco è compreso nelle Storie della Passione di Gesù del registro centrale inferiore, nella parete sinistra guardando verso l’altare.
La scena mostra la salita di Gesù in cielo levandosi con slancio al centro del riquadro e protendendosi verso l’alto sospinto da una nuvola, con le mani levate già oltre la cornice del dipinto. Due angeli stanno sotto di lui a istruire gli astanti, ovvero gli apostoli e Maria, il cui volto appare di notevole qualità, da alcuni giudicato come l’unica parte autografa dell’affresco realizzato in larga parte da maestranze di bottega. Ai lati di Cristo completano la scena due cerchie angeliche e di santi simmetriche, tutti con le mani levate, che fanno eco al gesto ascendente di Cristo. Curatissimi sono i dettagli, soprattutto le applicazioni dorate nelle vesti degli apostoli, degli angeli e di Gesù stesso.

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