Meditazione per la festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

È stato pubblicato sul canale Spreaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il Podcast con la meditazione per la festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, a cura del Prof. Don Pietro Pisciotta, letta dalla Dott.ssa Valentina Villano, Dama di Ufficio, di cui riportiamo di seguito l’audio e il testo. Contempliamo la Sacra Famiglia e, nelle parole del Vangelo di questa festività, consideriamo Gesù, Maria e Giuseppe. Subito dopo l’adorazione dei Magi, Matteo narra nel suo Vangelo la fuga in Egitto, la strage degli innocenti e il ritorno dall’Egitto: tre episodi collegati alla storia della Sacra Famiglia e presentati nel Vangelo come altrettanti compimenti di profezie dell’Antico Testamento. Dio, colui che è il Salvatore, agisce in diversi modi. Un tempo aveva salvato un altro Giuseppe, sempre in Egitto, facendo sì che sfuggisse ai suoi fratelli, uscisse dalla prigione e avesse, infine, autorità e potere per aiutare i suoi fratelli e l’intera famiglia di Giacobbe, suo padre. Davvero Dio salva in diversi modi. Questa volta salva la Sacra Famiglia grazie all’aiuto di un altro “giusto”: San Giuseppe, spinto ad obbedire alle parole dell’angelo proprio dalla sua fiducia nel disegno divino e nel compimento della volontà celeste. La Fede in Dio e l’obbedienza alla sua Parola possono cambiare il cammino della nostra vita. Così, è per la nostra salvezza che Dio ha salvato la Sacra Famiglia.
Sacra Famiglia

Podcast 3-28 – 28 dicembre 2025 – Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

Prima Lettura: Sir 3, 3-7.14-17 – Chi teme il Signore onora i genitori. Salmo Responsoriale: Sal 127 – Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie. Seconda Lettura: Col 3,12-21 – Vita familiare Cristiana, secondo il comandamento dell’amore. Vangelo: Mt 2,13-15.19-23 – Prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto.

I pastori andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino adagiato nella mangiatoia (Lc 2,16).

O Dio, nostro creatore e Padre, tu hai voluto che il tuo Figlio crescesse in sapienza, età e grazia nella famiglia di Nazaret; ravviva in noi la venerazione per il dono e il mistero della vita, perché diventiamo partecipi della fecondità del tuo amore.

Chiediamo al Padre dei Cieli, per intercessione di Maria e di San Giuseppe, di benedire le nostre famiglie e tutte le famiglie del mondo, perché, crescendo sul modello di quella del suo Figlio fatto uomo, siano per tutti segno efficace della sua presenza e della sua carità senza fine (Papa Leone XIV – Angelus, 28 dicembre 2025).

Festa della Santa Famiglia
di Gesù, Maria e Giuseppe

La prima domenica dopo il Santo Natale è dedicata alla Sacra Famiglia: essa è veramente qualcosa di sacro: quando Dio creò l’uomo, pensò subito alla famiglia; questa è caratterizzata da tre elementi: marito, moglie e figli. Il Concilio Vaticano II la definisce “Chiesa domestica”.

La famiglia di Nazaret è sacra non solo perché c’è Gesù (vero Dio e vero uomo), ma perché Maria e Giuseppe hanno il diritto e il dovere di lasciarsi condurre dalla mano di Dio.

La famiglia, creata da Dio, è vita e, nonostante le naturali difficoltà ed avversità che si incontrano, questa va amata e difesa. Da qui scaturiscono il clima di amore e l’impegno da parte dei componenti di rivestirsi di sentimenti di umiltà, misericordia e bontà. La famiglia diventa così una vera scuola di perfezione per tutti i componenti.

La Sacra Famiglia di Nazaret è una famiglia concreta; una famiglia dove si vivono gioie e dolori ma la fiducia e l’abbandono in Dio guidano e sostengono l’amore, l’impegno, il sacrificio e la comunione. Confidare ed affidarsi nelle mani di Dio è il segreto, perché in fondo trionfi sempre l’amore. Da qui la necessità non solo di difendere la vita, dono di Dio, e perciò la lotta contro l’aborto libero e gratuito, vero omicidio, di un essere umano voluto anche da Dio, che ha creato l’anima con un progetto di amore.

Il Vangelo esorta oggi in modo particolare a difendere la vita del bambino. Così Maria e Giuseppe affrontano i disagi dell’esilio per salvaguardare la vita di Gesù, mentre Erode cerca il Bambino Gesù per farlo morire. Giuseppe, avvisato in sogno da un angelo, fugge in Egitto con Maria e il Bambino. Giuseppe, come un padre, veglia sul Bambino fisicamente impotente e lo salva da una morte sicura.

Allo stesso modo Dio nel libro del Siracide esorta: “Tu, figlio soccorri tuo padre nella vecchiaia; non contrastarlo durante la vita. Sii indulgente anche se perde il senno. Compatiscilo e non disprezzarlo mai”.

Come vedi: affidarsi al Signore Dio con Fede viva è il segreto per ben navigare tra i marosi della vita, uniti sempre nell’amore. Da qui l’esortazione dell’Apostolo: “Mariti amate le vostre mogli; mogli amate i vostri mariti; genitori non esasperate i vostri figli perché non si scoraggino”. La famiglia sia sempre una vera Chiesa domestica dove si attua la legge dell’amore. La Santissima Vergine, madre di Gesù e nostra, aiuti sempre le famiglie perché vivano e non si scoraggino.

Indice dei podcast trasmessi.

Foto di copertina: Giotto, La Fuga in Egitto, affresco, 200×185 cm, 1303-1305 circa, Cappella degli Scrovegni, Padova.
L’affresco è compreso nelle Storie di Gesù del registro centrale superiore, nella parete destra guardando verso l’altare.
Un angelo appare in cielo e con gesto eloquente invita la Sacra Famiglia alla fuga, per scampare alla futura strage degli innocenti. La scena mostra Maria al centro seduta su un asino e reggente il Figlio in grembo grazie a una sciarpa rigata annodata al collo. Indossa la veste rossa e un manto che, originariamente, era blu oltremare, di cui restano solo poche tracce. Un inserviente, munito di borraccia alla cintura, guida l’animale conversando amorevolmente con Giuseppe, che regge un cesto o una sorta di fiasco e porta un bastone in spalla. Chiudono il corteo tre aiutanti di Maria, che conversano con naturalezza tra di loro.
La scena è racchiusa da una piramide evidenziata dallo sperone roccioso sullo sfondo, punteggiato qua e là da alberelli che simboleggiano le “lande desolate e aride” di cui parlano i testi apocrifi.
Delicate sono le tonalità dei colori, che spiccano sull’azzurro del cielo (in questo caso danneggiato), armonizzandosi con le altre scene della cappella. Le figure appaiono come scolpite per blocchi di colore dai contorni taglienti.

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