Patrono dell’Ordine Costantiniano e di tutti i Cavalieri, invocato come protettore dalla peste, il legame tra San Giorgio e la Repubblica di Genova si intreccia nel corso dei secoli. La sua figura, simbolo di protezione, è diffusa sin dal Medioevo nelle immagini religiose, sui portali dei palazzi, nei documenti ufficiali come nel gonfalone della Città di Genova. La sua bandiera, una croce rossa su fondo bianco, sventola ancora oggi sui palazzi pubblici.
Il percorso espositivo

La mostra, allestita negli spazi del Teatro del Falcone, si apre con un imponente calco del San Giorgio di Donatello, evocazione dell’eroe classico reinterpretato in chiave Cristiana.
Il percorso, organizzato per temi, accosta pittura, scultura, oreficeria, miniatura, ceramica e incisione, documentando la straordinaria fortuna iconografica del santo tra Medioevo e Cinquecento. Tra i capolavori esposti figurano opere di Vittore Carpaccio, Andrea Mantegna, Cosmè Tura ed Ercole de’ Roberti, provenienti da prestigiose collezioni italiane ed europee.
Di particolare suggestione il Reliquiario del braccio di San Giorgio dal Tesoro di San Marco e il micro-mosaico trecentesco del Musée du Louvre, testimonianze della devozione privata e pubblica. Il percorso si conclude con il maestoso San Giorgio di Mantegna (1459-1461), in cui il santo appare vittorioso, in un’atmosfera di pace ritrovata.
La mostra si chiude simbolicamente con una mappa che invita a riscoprire le raffigurazioni di San Giorgio nel centro storico: dai portali quattrocenteschi ai cicli pittorici rinascimentali, sino alle espressioni contemporanee.







Il mito di San Giorgio
Dal martire bizantino
al Cavaliere Cristiano
Le prime fonti tra V e VII secolo presentano Giorgio come un soldato Cristiano originario della Cappadocia, che sotto l’Imperatore Diocleziano affrontò torture e persecuzioni pur di non rinnegare la propria fede, fino alla decapitazione intorno al 303 d.C.
Nel corso dei secoli la sua vicenda si arricchì di elementi simbolici, sino alla celebre narrazione della Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, che trasformò il martire in Cavaliere vittorioso sul drago, allegoria del male sconfitto dalla Fede.
Questa iconografia, diffusissima in tutta Europa, trova a Genova un terreno particolarmente fertile: San Giorgio diviene emblema civico, protettore invocato contro la peste, simbolo militare e spirituale della Repubblica.
San Giorgio e Genova
Identità civica
e memoria storica
Dal XII secolo Genova lega indissolubilmente la propria identità al santo. La croce rossa in campo bianco diviene vessillo comunale; nel 1284, alla battaglia della Meloria contro Pisa, la bandiera di San Giorgio sventola quale insegna ufficiale.
Nel 1407 nasce la Casa delle Compere e dei Banchi di San Giorgio, istituzione finanziaria che per secoli amministrerà le finanze della Repubblica, suggellando ulteriormente il legame tra il santo e la vita pubblica cittadina.
Il catalogo

La mostra è accompagnata dal un ricco catalogo, corredato da un dettagliato apparato iconografico, edito da Dario Cimorelli Editore.
Dopo l’introduzione di Alessandra Guerrini, Direttore dei Musei Nazionali di Genova e della Liguria, due saggi aiutano il lettore a ricostruire la figura del santo cavaliere: San Giorgio a cavallo dei mondi di Michele Bacci (Università di Friburgo) e San Giorgio, un cavaliere in armi di Michel Huynh (Musée de Cluny).
Alla presenza genovese del santo sono invece rivolti i testi successivi: San Giorgio nella cattedrale di Genova: un’apoteosi ritardata (1312-1313) di Clario Di Fabio (Università di Genova) e A nome sia del santissimo et fortissimo nostro San Giorgio, nostro protettore et confalonero. Il rapporto tra San Giorgio e i Genovesi in età moderna di Valentina Borniotto (Università di Genova).
Uno specifico approfondimento è dedicato alla storia della bandiera di San Giorgio: Riflessioni sul vessillo di San Giorgio di Giustina Olgiati (Archivio di Stato di Genova).
Gli ultimi interventi sono dedicati all’iconografia del santo e alla sua presenza nelle testimonianze storico-artistiche: Vexilliferi et Protectoris Comperarum Sancti Georgii. San Giorgio nella pittura rinascimentale genovese tra immagine identitaria e funzione salvifica di Gianluca Zanelli (Direttore delle collezioni di Palazzo Spinola e della Galleria Nazionale della Liguria) e La città di San Giorgio. Spunti e riflessioni intorno all’immagine genovese del santo di Anna Manzitti (Conservatore delle collezioni di Palazzo Reale).
Il saggio di Michela Zurla (Soprintendenza Archeologia Belle ArtI e paesaggio di Mantova) è infine dedicato alla presenza di San Giorgio tra le vie del centro storico con L’immagine di San Giorgio nei portali genovesi del Quattrocento.
Conclude i saggi in catalogo l’approfondimento dedicato all’opera in mostra di Andrea Mantegna Un Perseo cristiano nel pieno rigoglio della vittoria: il San Giorgio di Andrea Mantegna di Luca Leoncini (Direttore delle collezioni di Palazzo Reale).
Il catalogo comprende infine le schede delle opere a cura di Flavia Catarinelli.
