La Delegazione Roma e Città del Vaticano in ritiro spirituale pre-pasquale al Sacro Speco di Subiaco

Sabato 28 marzo 2026 la Delegazione di Roma e Città del Vaticano del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha svolto il tradizionale ritiro spirituale in preparazione alla Santa Pasqua presso il suggestivo santuario del Sacro Speco di Subiaco, luogo di straordinaria spiritualità benedettina immerso nella natura del Parco Regionale dei Monti Simbruini. Il complesso monastico di Subiaco, costituito dal monastero di San Benedetto e dal monastero di Santa Scolastica, rappresenta uno dei centri più importanti della spiritualità occidentale, non solo per il suo valore religioso ma anche per il ricco patrimonio artistico e culturale che custodisce.

Accolti da Dom Maurizio, OSB, Coordinatore delle visite guidate della comunità benedettina, i partecipanti hanno iniziato il ritiro alle ore 11.00 con la visita al monastero di San Benedetto, accompagnata da una guida specializzata. È seguita, alle ore 12.00, una riflessione spirituale in preparazione alla Santa Pasqua, guidata dal Cappellano di Delegazione, Mons. Carlo Dell’Osso, Cappellano di Giustizia e Cappellano Capo per il Centro Italia della Real Commissione per l’Italia. Alle ore 13.00 i partecipanti si sono ritrovati per il pranzo conviviale presso la foresteria di Santa Scolastica, fruendo delle primizie e dei sapori della cucina sublacense. Nel pomeriggio, alle ore 15.00, è stato volta una visita guidata al monastero di Santa Scolastica, anch’essa condotta da una guida specializzata messa a disposizione dalla comunità benedettina.

La storia dei monasteri sublacensi è antichissima. San Gregorio Magno, nei suoi Dialoghi, racconta che San Benedetto fondò nella valle dodici cenobi. Fondato all’inizio del VI secolo, Subiaco continua ancora oggi ad essere una meta privilegiata per quanti desiderano seguire l’invito del santo patriarca del monachesimo occidentale a “cercare Dio”, nella preghiera e nel silenzio della tradizione monastica, all’interno di un complesso architettonico di straordinaria armonia tra natura e costruzione umana.
Foto di copertina con i monasteri

I partecipanti hanno vissuto una giornata spiritualmente intensa in un clima fraterno e conviviale, guidati dal Delegato per Roma e Città del Vaticano, Prof. Giuseppe Schlitzer, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis; con il Tesoriere, Conte Antonio Fioravanti Cinci Agricola, Cavaliere de Jure Sanguinis con Placca d’Oro; il Segretario, Responsabile della Comunicazione e Referente per le Attività Caritatevoli, Prof. Ing. Luca Mazzola, Cavaliere di Merito; e l’organizzatore del Ritiro, Avv. Fabio Costa, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento. Tra i convenuti, anche Padre Francesco Citarda, S.I., Vice Rettore della Basilica di Sant’Ignazio di Loyola in Roma.

Il complesso del monastero di San Benedetto sorge nel luogo del Sacro Speco, la grotta nella quale il giovane Benedetto visse da eremita in penitenza e contemplazione, seguendo l’esempio degli antichi padri anacoreti. In questo luogo di solitudine e preghiera maturò il carisma che lo condusse alla fondazione delle prime comunità monastiche lungo la valle dell’Aniene, all’origine del monachesimo occidentale.

Al di sopra della grotta, alla fine del XII secolo, fu costruita la chiesa inferiore con il nucleo originario del monastero; ancora più in alto, verso la metà del XIV secolo, venne aggiunta la chiesa superiore.

Il monastero si articola oggi in due chiese sovrapposte e in numerose cappelle scavate o costruite lungo la roccia. La chiesa inferiore custodisce la grotta nella quale San Benedetto trascorse tre anni di vita eremitica.

Il monastero di San Benedetto e quello vicino di Santa Scolastica costituiscono un complesso di grande rilevanza religiosa e artistica, inserito in una cornice di notevole valore anche naturalistico, essendo situato nel territorio del Parco Regionale dei Monti Simbruini.

Entrando nel monastero, sul lato destro dell’imponente arco che dal parcheggio introduce il visitatore al complesso monastico, si può osservare inciso sul muro — sebbene oggi piuttosto consumato — il sigillo di San Benedetto in forma ovale, anziché nella più consueta forma circolare. Questo emblema, la cui tradizione attribuisce l’origine allo stesso santo di Norcia, è considerato un potente simbolo di protezione e di esorcismo.

Lo stesso sigillo di San Benedetto, di fattura più elaborata, è visibile anche inciso su una placca di marmo all’interno del monastero, lungo la parete della scalinata che conduce alla chiesa inferiore, nei pressi della grotta del Santo. Altri esemplari si trovano inoltre in diversi punti del complesso, come accade in molti luoghi di culto appartenuti o legati alla tradizione benedettina.

Tra i tesori artistici conservati nel monastero spicca la splendida Ultima Cena trecentesca dell’antico refettorio.

Nel corso dei secoli i monasteri furono ampliati e arricchiti dall’opera di numerosi abati e sostenuti dall’attenzione di diversi Pontefici, tra i quali Innocenzo III, Gregorio IX e Alessandro IV.

Nel Medioevo Subiaco divenne anche un importante centro culturale. Nel 1464 giunsero due chierici tipografi tedeschi, Corrado Sweynheym e Arnoldo Pannartz, che introdussero qui l’arte della stampa. Il 29 ottobre 1465 fu stampato proprio a Subiaco il primo libro realizzato in Italia con caratteri mobili.

Il monastero di Santa Scolastica custodisce la prestigiosa Biblioteca Statale del Monumento Nazionale, che conserva circa 100.000 volumi, 3.780 pergamene, 440 codici manoscritti e 213 incunaboli, oltre a un vasto archivio documentario.

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