Il Segretario Generale è stato accompagnato dalla Referente per Agrigento, Dott.ssa Maria Luisa Tornambè, Dama di Merito con Placca d’Argento; dal Rettore del Santuario Diocesano di Sant’Angelo di Licata, Padre Roberto Toni, O.Carm.; dal Capitano Giuseppe La Mendola, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento; e dal Dott. Giuseppe Caci, Cavaliere di Merito.
In linea con le finalità assistenziali dell’Ordine, durante il cordiale colloquio sono stati delineati percorsi di solidarietà concreta, volti a tradurre l’ideale cavalleresco in progetti tangibili (la cosiddetta “bona opera”). L’impegno della Delegazione della Sicilia Occidentale si propone di sostenere le fragilità del territorio agrigentino, in piena armonia con il magistero episcopale, proseguendo nel solco delle iniziative già realizzate in altre aree del territorio delegatizio.
A tal fine, sono state individuate alcune realtà caritative cui offrire un supporto diretto mediante la fornitura di beni di prima necessità e generi alimentari. La Delegazione intende accompagnare tale sostegno materiale con la “carezza evangelica”, segno autentico della carità Cristiana e cuore del servizio cavalleresco contemporaneo.

Nel corso dell’incontro sono state illustrate inoltre le attività promosse dalla Sezione di Agrigento nel territorio diocesano, con particolare riferimento alle iniziative socio-culturali e religiose svolte presso il Santuario Diocesano di Sant’Angelo di Licata, retto da Padre Roberto Toni, O.Carm., il quale ha confermato la propria disponibilità ad accompagnare Cavalieri, Dame e Postulanti nel loro cammino spirituale.
Sono state presentate altresì le iniziative intraprese presso la Parrocchia del Cuore Immacolato di Maria al Villaggio Mosè, guidata da Don Salvatore Casà, con il quale è stato avviato un proficuo dialogo volto a rafforzare la presenza dell’Ordine nel tessuto parrocchiale. La collaborazione con il Parroco si è concentrata in particolare sul coordinamento delle opere caritative e solidali, orientando l’impegno dei membri dell’Ordine verso il sostegno concreto alle povertà locali e l’integrazione nelle attività sociali della comunità.
Durante l’incontro è emersa infine la comune volontà di individuare un Cappellano Costantiniano per Agrigento, che avrà il compito di offrire una guida spirituale stabile alla Sezione, affinché l’impegno caritativo e associativo dei suoi membri sia sempre radicato in una solida dimensione pastorale e in una profonda vita di Fede.

Al termine dell’Udienza, il Dott. Glorioso ha donato a S.E.R. Mons. Damiano una placca in ceramica artistica, finemente decorata a mano con le insegne dell’Ordine Costantiniano. Il gesto, lungi dall’essere un semplice omaggio formale, ha inteso esprimere un segno tangibile di stima e testimoniare la piena comunione d’intenti, nonché il desiderio di una sempre più proficua collaborazione tra la Delegazione della Sicilia Occidentale e l’Arcidiocesi Metropolitana di Agrigento.
S.E.R. Mons. Alessandro Damiano

L’Arcivescovo Metropolita di Agrigento, S.E.R. Mons. Alessandro Damiano, è noto per la concretezza, l’attenzione ai temi sociali e uno stile pastorale improntato alla semplicità e all’ascolto.
Nato a Trapani il 13 luglio 1960, ha compiuto gli studi teologici a Roma presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore. Ordinato sacerdote il 24 aprile 1987 per la Diocesi di Trapani, ha successivamente conseguito la licenza in Teologia Morale presso l’Accademia Alfonsiana e la licenza in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Gregoriana.
Nel corso del suo ministero ha ricoperto incarichi di grande responsabilità nella diocesi di origine, distinguendosi per capacità organizzativa e vicinanza alle fragilità. In qualità di Vicario Generale di Trapani ha coordinato la vita amministrativa e pastorale della diocesi; è stato Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Diocesano e Direttore dell’Ufficio Catechistico. Ha inoltre guidato diverse comunità parrocchiali e svolto il servizio di Rettore del Seminario Vescovile di Trapani, accompagnando i candidati al sacerdozio.
Il 30 aprile 2020 Papa Francesco lo ha nominato Arcivescovo Coadiutore di Agrigento. Ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 5 settembre dello stesso anno, assumendo contestualmente gli incarichi di Vicario Generale e Moderatore del Tribunale Ecclesiastico Metropolitano. Il 22 maggio 2021 è succeduto al Cardinale Francesco Montenegro.
Nel solco del suo predecessore, Mons. Damiano ha mantenuto alta l’attenzione sulla realtà di Lampedusa, richiamando più volte l’Europa e la comunità politica a una responsabilità condivisa, definendo l’accoglienza un dovere evangelico e umano.
In un territorio segnato dalla presenza della criminalità organizzata, ha inoltre ribadito con fermezza l’inconciliabilità tra Vangelo e appartenenza mafiosa, promuovendo una cultura della legalità a partire dalle comunità parrocchiali.
Attualmente guida la diocesi nel cammino sinodale, favorendo una semplificazione delle strutture per rendere la Chiesa sempre più prossima alle persone, in particolare nelle aree interne soggette a spopolamento.
L’Episcopio di Agrigento

Il Palazzo Arcivescovile di Agrigento rappresenta non solo una residenza, ma un significativo patrimonio storico, situato sulla sommità del colle di Girgenti, accanto alla Cattedrale di San Gerlando.
Il nucleo originario risale all’XI secolo, successivamente alla riconquista normanna della città. In origine, la struttura aveva caratteristiche difensive, più simili a una fortezza che a una dimora signorile.
L’aspetto attuale è il risultato di importanti interventi tra il XVII e il XVIII secolo, avviati dal Vescovo Francesco Traína e proseguiti dal Vescovo Andrea Lucchesi Palli, al quale si deve anche l’istituzione della Biblioteca Lucchesiana.
Oggi parte del complesso ospita il Museo Diocesano, che conserva opere di grande valore storico e artistico, tra cui il Sarcofago di Fedra e Ippolito, paramenti sacri, argenti e testimonianze del passaggio dal paganesimo al cristianesimo nella Valle dei Templi.
La Cattedrale di Agrigento

La Cattedrale di San Gerlando è uno dei monumenti più significativi della città, arroccata sulla sommità della collina di Girgenti.
Fondata intorno alla fine dell’XI secolo da San Gerlando, primo vescovo dopo la dominazione araba, la chiesa è un vero “palinsesto” architettonico: normanno (la struttura originaria e le imponenti mura perimetrali); gotico-chiaramontano (visibile nel grande campanile incompiuto, decorato con caratteristiche finestre bifore e archi intrecciati); rinascimentale e barocco (gli interni presentano spettacolari decorazioni in stucco e affreschi che trasformano lo spazio in un trionfo di luce e oro).
Uno degli elementi più celebri dell’edificio sacro è il soffitto ligneo a capriate della navata centrale. Risalente al XVII secolo, è decorato con pitture vivaci che includono l’aquila bicipite, lo stemma degli Asburgo di Spagna. Il soffitto sembra quasi “muoversi” e raccontare storie grazie alla densità dei suoi decori.
La cattedrale è famosa anche per un curioso fenomeno acustico. Grazie alla curvatura della volta, se una persona parla a bassa voce dall’ingresso principale, chi si trova nell’abside, a circa 85 metri di distanza, può sentire perfettamente ogni parola. Tra le peculiarità spicca il soffitto ligneo a capriate della navata centrale, decorato con motivi pittorici di grande pregio, nonché il particolare fenomeno acustico che consente la trasmissione del suono lungo tutta la navata.
La Cattedrale custodisce inoltre il prezioso Tesoro.
Nonostante le fragilità legate alla natura geologica del sito, che hanno reso necessari numerosi interventi nel tempo, essa continua a rappresentare un simbolo della storia e della resilienza della comunità agrigentina.
