







Al Sacro Rito hanno partecipato, inoltre, la Vicepresidente del Consiglio Comunale, Maria Catena Bucca; il Comandante dei Carabinieri, Luogotenente Pippo Sturniolo; la Comandante della Polizia Municipale, Dott.ssa Ilenia Isgrò; e la rappresentanza della Delegazione della Sicilia Orientale, guidata, in vece del Delegato, Nob. Avv. Ferdinando Testoni Blasco, Cavaliere Gran Croce di Giustizia, dal Segretario Generale, Dott. Michele Lauro, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento; con il Tesoriere, Dott. Matteo Santoro, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento; il Responsabile della Comunicazione, Antonino Lauro, Cavaliere di Merito; e il Referente per la Provincia di Messina, Dott. Giuseppe Tortorici, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento.


La solennità
dell’Annunciazione del Signore
“Eccomi, sono la serva del Signore,
avvenga di me quello che hai detto”
In Oriente, già alla metà del VI secolo, il 25 marzo è attestata la festa dell’Annunciazione di Maria; a Roma lo sarà dal VII secolo. Essendo una festa legata al Signore Gesù e al suo ingresso nella storia, il nuovo ordinamento liturgico ha preferito – alla più popolare Annunciazione di Maria – denominare la solennità con il titolo di Annunciazione del Signore. Si tratta di una festa natalizia, seppur fuori dal tempo di Natale: nove mesi prima della nascita avviene infatti l’incarnazione di Gesù nel grembo della Vergine Maria.
Ciò che colpisce, nell’Annunciazione, è che una “religione pura” esige un dialogo vivente e costante fra Dio e ogni uomo. Qui Dio ha pronunciato la sua ultima Parola a Maria, perché si compissero le parole che, nella storia di Israele, erano state rivolte ad Abramo, a Mosè e ai profeti. Essi avevano ascoltato e obbedito; lasciarono entrare nella loro vita la Parola di Dio, la fecero parlare nelle loro azioni e la resero feconda nel loro destino.
I profeti sostituirono alle proprie idee la Parola di Dio; anche Maria lasciò che la Parola di Dio si sostituisse alle sue convinzioni religiose. Di fronte alla profondità e all’estensione di questa nuova Parola, Maria “rimase turbata”. L’avvicinarsi del Dio infinito deve sempre turbare profondamente la creatura, anche se, come Maria, è “piena di grazia”.
Assolutamente straordinario è poi che questo Dio non solo si avvicini a Maria, ma le offra il proprio Figlio eterno perché divenga il suo Figlio. Come è possibile che il “Figlio dell’Altissimo” diventi suo Figlio? “Lo Spirito Santo scenderà su di te”. Come scese sul caos in occasione della creazione, lo Spirito Santo scenderà su Maria e il risultato sarà una nuova creazione. L’albero appassito della storia fiorirà di nuovo. “Maria disse: Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. Nell’Annunciazione si realizza il modello di dialogo che il Padre del nostro Signore Gesù Cristo desidera avere con ciascuno di noi. L’esperienza di Maria a Nazaret sottolinea questa verità per tutto il popolo di Dio. Il suo “sì”, in risposta all’offerta divina, e il cambiamento radicale di vita che ne sarebbe seguito mostrano che la venuta di Dio in mezzo a noi esige una trasformazione profonda.
Ma, cosa ancora più importante, l’Annunciazione a Maria ci pone di fronte a una grande verità: ognuno di noi ha avuto un’“annunciazione” personale. È un’esagerazione? No di certo. Se esaminate la vostra vita passata, troverete un’esperienza decisiva; forse non ebbe allora conseguenze immediate, o almeno così vi sembrò, ma, ripensandoci ora, vi accorgete che è stata fondamentale: la scuola che avete frequentato, un libro letto, un discorso ascoltato, una frase delle Scritture che vi ha colpito, gli amici ai quali vi siete sentiti uniti o un ritiro spirituale. Era il Dio di Maria di Nazaret che si annunciava a voi. Avete dunque avuto una vostra “annunciazione”. E se non avete risposto “sì”, o se avete pronunciato soltanto un “sì” timido? Basta riconoscere l’annunciazione ora e cercare di recuperare il tempo perduto, vivendo per Dio e per gli altri.

Nel primo piano della tavola, due angioletti sorreggono un piccolo dipinto raffigurante Cristo crocifisso tra la Vergine e San Giovanni.
Tavolette di questo tipo, chiamate “paci” o “osculatoria”, erano realmente appoggiate sulla mensa degli altari, davanti ai dipinti che li decoravano, ed erano offerte al bacio dei fedeli al momento della ricezione dell’Eucaristia.
Il primo a dipingerne una all’interno di una pala d’altare fu il Beato Angelico, secondo un’idea illusionistica che mirava ad annullare la distanza tra il mondo reale dei fedeli e quello divino della scena sacra.
Neri di Bicci, pittore fortemente conservatore, non riesce a restituire la stessa resa illusionistica; tuttavia, la sua replica all’interno del dipinto della Galleria dell’Accademia di Firenze testimonia l’ampio e duraturo successo dell’idea angelichiana nella pittura fiorentina della metà del XV secolo.
I ringraziamenti del Parroco
Il giorno seguente alla solenne celebrazione, il Parroco Padre Damiano La Rosa ha dichiarato:
«Il mio cuore oggi trabocca di immensa gioia e gratitudine.
Celebrare il 58° Anniversario della Consacrazione della nostra Chiesa Madre e vivere insieme l’Incoronazione del Simulacro della nostra amata Patrona, la SS. Vergine Maria Annunziata, è un dono che segna la storia della nostra Comunità Parrocchiale, momento di grazia indimenticabile.
Desidero rivolgere un profondo e filiale ringraziamento a S. Ecc.za Rev.ma Mons. Giovanni Accolla nostro amato Arcivescovo, Padre e Pastore attento nel discernimento e nella cura del gregge.
La sua presenza tra noi è stata segno tangibile della vicinanza della Chiesa che ci guida e ci conferma nella Fede.
Esprimo profonda gratitudine al caro Confratello Don Josef Ellul per aver condiviso il Mistero Eucaristico alla nostra Mensa. Pregare insieme è stata una luminosa testimonianza di comunione ecclesiale e fraternità sacerdotale.
Un deferente saluto e un ringraziamento sentito al Commissario Prefettizio Dott. Leonardo Lo Biundo, alla Vice Presidente del Consiglio Comunale Sig.ra Maria Catena Bucca, al Luogotenente Pippo Sturniolo Comandante dei Carabinieri e alla Dott.ssa Ilenia Isgrò Comandante della Polizia Municipale.
La partecipazione delle Autorità Civili e Militari non è un semplice omaggio al protocollo, ma testimonia il legame profondo che unisce la Parrocchia alla vita pulsante della nostra Città. È il segno tangibile di un cammino condiviso, volto all’impegno comune per il bene di tutti pur nel rispetto reciproco della propria missione e vocazione l’una spirituale e pastorale, l’altra civile e di servizio alle istituzioni ci ritroviamo uniti nel voler costruire una Comunità più giusta, solidale e attenta ai bisogni di ogni cittadino. Grazie per essere stati presenti, a conferma che solo la collaborazione tra le diverse anime della società può generare vero progresso umano, spirituale e sociale.
Grazie di cuore ai cari Confratelli Cavalieri della Delegazione della Sicilia Orientale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, custodi di una tradizione che si fa servizio e che hanno reso maggiormente solenne la Celebrazione.
Il mio grazie va poi al “motore della Parrocchia”: agli Operatori Pastorali, ai Gruppi Parrocchiali e a tutti coloro che, nel silenzio e con dedizione immensa, hanno organizzato ogni dettaglio sia per l’animazione liturgica sia per i vari momenti comunitari e logistici di questa bella Festa. Nulla sarebbe stato possibile senza il vostro sacrificio e la vostra dedizione. Siete le mani operose che hanno reso possibile questo momento di grazia.
Un pensiero speciale e grato va ai Bambini e ai Ragazzi del Catechismo, di Noi Oratorio e della Scuola di Danza Stars Dance Academy: la vostra gioia è il riflesso più bello della speranza Cristiana. Vedervi qui, ai piedi della Santissima Vergine Maria è la promessa che questo amore verso la nostra Chiesa Parrocchiale continuerà a fiorire e che questa Comunità continuerà a vivere.
Vedervi correre, danzare, cantare e sorridere tra i banchi e sul Sagrato è il segno che questa Chiesa Meriese è viva. Siete voi il ‘simulacro’ più bello che Dio ci ha donato. Siete stati voi la gioia più bella di questa giornata.
Grazie a tutti voi cari e stimati Genitori, esempio di vita cristiana per i vostri figli. Grazie a ciascuno di voi Fratelli miei, che avete partecipato così numerosi. Vedere la Chiesa gremita è la prova che la nostra Comunità Parrocchiale è davvero la Madre che ci unisce.
Grazie a chi, in questi due anni, mi ha sostenuto, aiutato, consigliato, confortato, e ha contribuito a creare, tra di noi, un clima di vera Famiglia.
Infine, il mio pensiero va al momento di fraternità sul Sagrato della Chiesa.
Grazie a chi ha cucinato e preparato con amore torte, cheesecake, rustici, cannoli… squisitezze della nostra terra, permettendoci di condividere non solo la preghiera, ma anche il pane e il sorriso. La tavola condivisa sul Sagrato è stata il naturale prolungamento dell’Altare: una sola Famiglia riunita sotto lo sguardo della Madre.
Un grazie straordinario ai cari Nino e Stefano Puliafico, Fratelli dal cuore d’oro che hanno allestito il delizioso buffet: non era solo buono, ma si sentiva tutto l’affetto con cui è stato offerto.
Grazie a chi ha organizzato ogni dettaglio e a chi ha condiviso la gioia del convivio. In quel Sagrato, tra un sorriso e una stretta di mano, abbiamo celebrato la bellezza di essere Famiglia unita, Chiesa aperta a Tutti…proprio a Tutti!
Grazie infine a tutti voi Fedeli Meriesi, persone generose, buone e oneste. Grazie per aver risposto con così tanto calore e affetto: la vostra numerosa partecipazione è la testimonianza che, dopo 58 anni, le pietre di questa Chiesa sono più vive che mai perché animate dalla vostra fede.
Maria Santissima, nel mistero del suo ‘Sì’, continui a proteggere questa Comunità e a guidare i nostri passi.
Grazie di cuore a tutti!
Sotto il manto della nostra Madre Incoronata Regina di Meri, restiamo uniti nella gioia di servirci l’un l’altro e di riscoprirci Fratelli.
Dio vi benedica e a’ Maronn v’accumpagn!
Vostro, perché di Cristo. Padre Damiano».
