Incontro della Sezione Trentino Alto Adige della Delegazione Triveneto ed Emilia presso la chiesa dell’Ordine Teutonico a Bolzano

Sabato 18 aprile 2026 alle ore 11.00, presso la splendida chiesa gotica dell’Ordine Teutonico a Bolzano, la chiesa di San Giorgio in Weggenstein, nota anche come Deutschhaus, la Sezione del Trentino Alto Adige della Delegazione del Triveneto ed Emilia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidato dal Referente di Sezione, Dott. Emanuele Tassi, Cavaliere di Merito, si è incontrato per fare memoria del supplizio e della decapitazione di San Giorgio Megalomartire, del quale nel rito romano, siro e bizantino, si fa memoria liturgica il 23 aprile.

L’incontro ha aperto la via in preparazione al solenne Pontificale con cui la Sacra Milizia onora il proprio Patrono, che verrà celebrato dal Priore per l’Italia, S.Em.R. il Signor Cardinale Dominique Mamberti, Balì Gran Croce di Giustizia, Protodiacono di Santa Romana Chiesa, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, all’augusta presenza di S.A.R. il Gran Maestro, S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Real Casa delle Due Sicilie.

La storia di uomo d’arme connota profondamente la spiritualità di San Giorgio, rendendolo patrono dei mestieri d’arme e di diversi Ordini Cavallereschi, tra cui il più antico e alto Ordine del Regno Unito (il Nobilissimo Ordine della Giarrettiera), l’Ordine dei Fratelli della Casa di Santa Maria dei Tedeschi in Gerusalemme (l’Ordine Teutonico), l’Ordine Militare di Calatrava d’Aragona e il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

Venerato sinanche dall’Islam come profeta col nome di al-Khidr, San Giorgio venne invocato con Riccardo Cuor di Leone come protettore da tutti i combattenti.
Affresco

La devozione verso San Giorgio, tribunus militum della Cappadocia martirizzato sotto Diocleziano, ha origini antichissime ed è diffusa in tutto l’Orbe.

Megalomartire per la Chiesa Orientale, San Giorgio è Patrono dell’Inghilterra, del Portogallo, della Lituania, della Georgia (che da lui prenderebbe il nome), di intere regioni della Spagna e di numerosissime città europee.

In Italia il culto per San Giorgio è assai diffuso e le città e i comuni di cui è patrono sono più di cento, dei quali uno capoluogo di regione (Campobasso) e tre capoluoghi di provincia (Ferrara, Ragusa e Reggio Calabria).

La sua croce rossa in campo bianco era originariamente vessillo della Repubblica di Genova e quindi fu proclamato protettore della Città di Genova (mentre il patrono è San Giovanni Battista); venne in seguito adottata da molte altre città, tra cui Milano e Bologna. Il simbolo venne adottato dai Crociati dopo la presa di Gerusalemme del 1099 e poi si diffuse in tutta Europa. La sua “utilità”, inoltre, venne colta dal Re d’Inghilterra nel XII secolo quando Londra chiese di poter utilizzare la bandiera crociata nel Mediterraneo, in modo da poter godere della protezione della flotta genovese. Per questo privilegio il monarca inglese corrispondeva al Doge della Repubblica di Genova un tributo annuale.

Edifici consacrati al suo culto esistevano a Gerusalemme, a Gerico, a Zorava, a Beirut, in Egitto, in Etiopia. A Napoli, Mainz e Bamberg gli furono erette delle basiliche, mentre a Roma la Chiesa di San Giorgio al Velabro custodisce la reliquia del suo cranio.

La Santa Messa

La celebrazione della Santa Messa di Sabato della II Settimana di Pasqua è stata presieduta dal Primo Cappellano Militare del Comando Legione Carabinieri Trentino Alto Adige, Don Gianmarco Masiero, Cappellano di Merito, concelebrante il Cappellano Militare del Comando Truppe Alpine di Bolzano, Don Claudio Sarotti.

La Prima lettura (At 6,1-7 – Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo) e il Salmo responsoriale (Sal 32 – Su di noi sia il tuo amore, Signore) sono stati letti da Elisabetta Andreatta, Dama di Merito (prima foto). Il Vangelo (Gv 6,16-21 – Videro Gesù che camminava sul mare) è stato proclamato da Don Claudio Sarotti (seconda foto).

Dal racconto degli altri Vangeli sappiamo il carattere drammatico della traversata del lago agitato: come le onde facessero dondolare la barca da una parte all’altra, e i discepoli, che Gesù aveva esortato a precederlo dall’altra parte del lago, temessero per la loro vita. Il Vangelo di San Giovanni non racconta niente di tutto questo. Certamente si può immaginare il comportamento dei discepoli, ma non viene menzionato. Chiaramente, l’evangelista non vuole che ci soffermiamo sull’atteggiamento dei discepoli; perché, in fondo, ciò non ha importanza per il racconto. Solo Gesù è importante.

I discepoli se ne sono resi conto: bisogna che Gesù salga sulla loro barca, altrimenti questa non raggiungerà la riva. Ma i discepoli hanno sottovalutato Gesù: la barca raggiunge sempre il suo scopo, se Gesù lo vuole; questo non dipende assolutamente dalla sua presenza fisica sulla barca. Gesù rimane sempre il padrone della sua Chiesa. Senza restrizioni. Ed è per questo che egli può dire di se stesso: sono io. Nell’Antico Testamento, è in questo modo che Dio parlava al suo popolo.

Nella sua omelia, ripercorrendo le tappe della vita di San Giorgio – patrono dell’Ordine Costantiniano, nonché dell’Ordine Teutonico, insieme a Santa Elisabetta d’Ungheria – Don Gianmarco Masiero ne ha esaltato la persona e la vocazione al martirio, ricordandone la peculiare spiritualità, fatta di testimonianza, verità, profondo coraggio e dedizione alla Fede sino al più alto sacrificio.

Al termine della Santa Messa, il Referente per il Trentino Alto Adige, Dott. Emanuele Tassi, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, ha letto la Preghiera del Cavaliere Costantiniano.

Come di consueto, dopo la Celebrazione Eucaristica, l’incontro è proseguito con un momento di condivisione, nell’amena cornice di San Genesio Atesino, appena sopra Bolzano, dove i Cavalieri, le Dame, i Postulanti e gli amici dell’Ordine trascorso felicemente il tempo di un’agape conviviale presso il Gasthof Messner, apprezzando la tipicità della tradizione sudtirolese.

La chiesa dell’Ordine Teutonico a Bolzano

La chiesa di San Giorgio in Weggenstein dell’Ordine Teutonico o Deutschhaus a Bolzano è una chiesa in stile gotico dedicata a San Giorgio, patrono dell’Ordine assieme a Santa Elisabetta d’Ungheria.

Comunemente noto come Ordine Teutonico – in latino Ordo Teutonicus o, estesamente, Ordo Fratrum Domus Hospitalis Sanctae Mariae Teutonicorum in Jerusalem; in tedesco Deutscher Orden, o estesamente Orden der Brüder vom Deutschen Haus St. Mariens in Jerusalem (Ordine dei Fratelli della Casa di Santa Maria dei Tedeschi in Gerusalemme) – è un antico ordine monastico-militare e ospedaliero sorto in Terra Santa nel 1191 all’epoca della Terza Crociata ad opera di alcuni tedeschi di Brema e Lubecca per assistere i pellegrini provenienti dalla Germania. Ridotto alla sua originaria attività spirituale e ospedaliera, continuò ad esistere in Austria. Fu posto sotto il protettorato e amministrato direttamente dai membri più alti della dinastia degli Asburgo fino alle dimissioni, nel 1923, dell’ultimo Gran Maestro della Casa d’Asburgo, l’Arciduca Eugenio d’Austria, il quale in maniera illuminata, aveva compreso che l’unico modo per far sopravvivere l’Ordine era legarlo al Papa e subcollarlo direttamente alla Santa Sede, attraverso il riconoscimento canonico. Come auspicato dall’Arciduca Eugenio e per volere di Papa Pio XI, nel 1929 l’Ordine Teutonico fu trasformato in un ordine canonicale, limitandone l’azione ai solo campi assistenziale e spirituale. Attraverso i suoi Canonici (frati sacerdoti) e Cavalieri continua a raccogliere il fiore dell’aristocrazia Cattolica (inteso in senso prettamente nobiliare, ma anche culturale, scientifico, teologico, letterario) all’interno delle sue Commende.

Il Gran Maestro dell’Ordine Teutonico (ufficialmente Hochmeister in tedesco, letteralmente “alto maestro”) dal 1923 è sempre un Canonico. Frank Bayard, O.T., nato l’11 ottobre 1971 e sacerdote 22 luglio 2006, fu eletto 66° Gran Maestro il 22 agosto 2018. Ha il rango di abate ordinario.

L’Ordine Teutonico è di subcollocazione della Santa Sede, come il Sovrano Militare Ordine di Malta e l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Bolzano, punto principale del Baliato dell’Ordine Teutonico all’Adige e nei Monti, era un’importante base per l’Ordine, dovuta alla sua posizione strategica per i scambi commerciali fra il Nord Europa e la penisola, anche perché il suo compito principale era quello di vigilare su questa strategica arteria. Nella zona di Bolzano costruirono nel 1202 (pochi anni dopo la fondazione dell’ordine cavalleresco in Terra santa) la chiesa ed un ospizio, situati entrambi nei pressi dell’Isarco, sotto la collina del Virgolo. Dopo varie alluvioni i cavalieri trasferirono la loro sede nell’attuale via Weggenstein (presso il castello Weggenstein, già proprietà dei nobili Vintler di Bolzano e attestato nel 1369 con Wittego de Wekkenstain.

Il castello divenne sede regionale dell’Ordine Teutonico. La chiesa risale al 1392 ed è stata costruita nel più ampio rispetto della tradizione gotica tedesca. L’area accanto alla chiesa venne acquistata dalla Commenda di Weggenstein nel XV secolo. Durante la rivolta contadina a capo di Michael Gaismair nel 1525 parte del complesso venne danneggiato. La ricostruzione barocca fu opera del “Landkomtur” Barone Johann Heinrich von Kagenegg (1710-1745).

La Deutschhaus è stata gravemente danneggiata durante la Seconda Guerra Mondiale. La sua caratteristica torre tardogotica, eretta nel 1500 da Heinrich von Knöringen, fu distrutta da un bombardamento ed è stata ricostruita nel 1991-1992 su progetto dell’architetto Hanns von Klebelsberg di Bolzano.

La chiesa ospita preziosi tesori artistici, tra cui un altare in marmo policromo, la pala d’altare rappresentando San Giorgio che uccide il drago con la Madonna e il bambino, realizzata da Martin Knoller, pregevole pittore e affrescatore d’area austriaca del XVIII secolo, della Wipptal.

I dipinti sul lato nord della parete interna rappresentano 31 dei 40 Commendatori che risiedevano nella Commanda di Weggenstein, con rispettivo stemma familiare e insegne. Essi danno una idea dei rituali durante il pronunciamento del voto solenne e contribuiscono con i cosiddetti Aufschwörschilder (scudi ovali del giuramento, che testimoniano cerimonie di investitura dei secoli passati). Insieme alle bandiere conferiscono alla chiesa un carattere distintivo, assicurando che ogni visitatore la ricordi come la chiesa dell’Ordine Teutonico.

Foto di copertina: affresco nella Chiesa di San Giorgio in Weggenstein, “La Madonna col Bambino in trono”, venerata da membri dell’Ordine Teutonico, fiancheggiata da un Cavaliere Teutonico e da un angelo che regge lo scudo con la croce nera, emblema dell’Ordine Teutonico. In alto: Anno Domini MCCCCVIII (Anno del Signore 1408). In basso: Gloria in excelsis Deo, et in terra pax hominibus bonae voluntatis. Laudamus te (Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Ti lodiamo).

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