La Delegazione Sicilia Orientale partecipa ai festeggiamenti in onore di Sant’Annibale Maria Di Francia a Messina

In occasione dei solenni festeggiamenti in onore di Sant’Annibale Maria Di Francia, una rappresentanza della Delegazione della Sicilia Orientale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, su invito del Rettore della Basilica-Santuario di Sant'Antonio di Padova e Sacro Cuore di Gesù a Messina, Padre Mario Magro, RCJ, parteciperà il 16 maggio 2026 alla solenne Celebrazione Eucaristica, presieduta dal Gran Priore dell’Ordine Costantiniano, S.Em.R. il Signor Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, seguita dalla benedizione delle gardenie in via Santa Cecilia e dalla tradizionale processione con l’urna del santo. Un ulteriore momento di particolare rilievo sarà il 1° giugno 2026, quando S.Em.R. il Signor Cardinale Angelo Bagnasco presiederà il solenne Pontificale che inaugurerà ufficialmente il Centenario della nascita al cielo del santo (1927-2027), seguita dal trasferimento della nuova urna con il suo corpo nella Cripta restaurata. Tali eventi si inseriscono in un più ampio percorso spirituale che richiama la figura e l’opera di Sant’Annibale, apostolo della carità e della preghiera per le vocazioni.

Sant’Annibale Maria Di Francia (1851–1927), sacerdote messinese di nobile origine, dedicò l’intera esistenza ai poveri, agli orfani e agli emarginati, distinguendosi soprattutto dopo il devastante Terremoto di Messina del 1908. Fondatore delle Congregazioni dei Rogazionisti del Cuore di Gesù e delle Figlie del Divino Zelo, fece della preghiera per le vocazioni – il “Rogate” evangelico – il cuore della sua missione.

Canonizzato il 16 maggio 2004 da San Giovanni Paolo II, Sant’Annibale continua a essere modello luminoso di carità operosa e Fede vissuta. La sua opera, oggi diffusa nei cinque continenti, testimonia un impegno concreto per l’evangelizzazione e il soccorso dei più bisognosi, sintetizzato nella sua espressione di “doppia carità”.
La Basilica-Santuario esterno

La partecipazione Costantiniana alle celebrazioni per l’apertura del Centenario della nascita al cielo di Sant’Annibale a Messina, città ricca di storia e di secolari tradizioni religiose, rappresenta un segno tangibile di comunione ecclesiale e di rinnovato impegno nella testimonianza dei valori Cristiani, nel solco dell’insegnamento del santo messinese.

Nel contesto delle celebrazioni, sabato 2 maggio 2026, il Rettore Padre Mario Magro ha presieduto l’ostensione del venerato corpo del santo messinese presso la Basilica-Santuario, quale preparazione al Centenario che si aprirà il 1° giugno. Fino alla fine del mese di maggio, il corpo con le nuove fattezze di volto e mani, resterà esposto alla venerazione dei fedeli, confermando il ruolo del Santuario quale centro di spiritualità e carità.

Sant’Annibale Maria Di Francia

Sant’Annibale Maria Di Francia (Messina, 5 luglio 1851 – Messina, 1º giugno 1927) è universalmente riconosciuto come il Santo della carità. Dedicò l’intera sua esistenza ai poveri e agli emarginati, contribuendo in modo determinante alla ricostruzione materiale, morale e spirituale della città di Messina dopo il terremoto del 1908. Fondò le Congregazioni dei Rogazionisti del Cuore di Gesù e delle Figlie del Divino Zelo, tuttora diffuse nei cinque continenti.

Nato da nobile famiglia messinese, terzo di quattro figli del Cavaliere Francesco Di Francia e della Nobildonna Anna Toscano, rimase orfano di padre in tenera età, esperienza che contribuì a sviluppare in lui una profonda sensibilità verso gli orfani e i più bisognosi. Fin da fanciullo manifestò una particolare inclinazione alla carità: durante gli studi presso il Collegio dei Gentiluomini, retto dai monaci cistercensi, era solito donare il proprio pasto ai poveri.

Dopo un periodo trascorso a Napoli a causa degli eventi legati all’impresa garibaldina, fece ritorno a Messina, dove proseguì gli studi e maturò la vocazione sacerdotale. L’8 dicembre 1869 ricevette la vestizione religiosa e il 16 marzo 1878 fu ordinato sacerdote. Determinante fu anche l’incontro con Suor Maria Luisa di Gesù, che ne intuì la futura missione.

Il suo apostolato si sviluppò tra i più poveri quartieri cittadini, in particolare nel quartiere Avignone, oltre il ponte Zaera, dove si stabilì per condividere le difficoltà della popolazione. Qui diede avvio a un’intensa opera educativa e assistenziale, istituendo scuole e opere di accoglienza per i bambini. Nonostante ostilità e difficoltà, proseguì con fermezza nella sua missione, fondata sulla “doppia carità: l’evangelizzazione e il soccorso dei poveri”.

Nel 1887 fondò la Congregazione delle Figlie del Divino Zelo e nel 1897 quella dei Rogazionisti del Cuore di Gesù, approvate canonicamente nel 1926, con il compito di vivere e diffondere il “Rogate”, la preghiera per le vocazioni. Egli stesso scriveva: «Mi sono dedicato fin dalla mia prima giovinezza a quella santa Parola del Vangelo: Rogate ergo dominum messis».

Morì il 1º giugno 1927, all’età di 75 anni, nella casa di Fiumara Guardia. I funerali, celebrati il 4 giugno, videro una straordinaria partecipazione popolare, segno dell’affetto della città verso colui che era già considerato un santo.

Fu beatificato il 7 ottobre 1990 e canonizzato il 16 maggio 2004 da San Giovanni Paolo II. La sua memoria liturgica ricorre il 1° giugno.

Definito apostolo della preghiera per le vocazioni, Sant’Annibale continua a essere modello luminoso di carità operosa, come ricordato anche dal Martirologio Romano, che ne sottolinea la dedizione agli orfani e ai poveri, nei quali seppe rendere visibile la misericordia di Dio.

«Doppia carità: l’evangelizzazione e il soccorso dei poveri» (Annibale Maria Di Francia).

«Non vi può essere educazione, né religiosa né civile, di scompagnata dal lavoro» (Annibale Maria Di Francia).

«Il lavoro è tra i primi efficienti della moralità esso è ordine, è disciplina, è vita» (Annibale Maria di Francia).

«Che cosa sono questi pochi orfani che si salvano e questi pochi poveri che si evangelizzano dinanzi a milioni che si perdono e sono abbandonati come gregge senza pastore? … Cercavo una via d’uscita e la trovavo ampia, immensa in quelle adorabili parole di nostro Signore Gesù Cristo: Rogate ergo dominum messis. Allora mi pareva di aver trovato il segreto di tutte le opere buone e della salvezza di tutte le anime» (Annibale Maria Di Francia).

«Mi sono dedicato fin dalla mia prima giovinezza a quella santa Parola del Vangelo: Rogate ergo. Nei miei minimi Istituti di beneficenza si leva una preghiera incessante, quotidiana dagli orfani, dai poveri, dai sacerdoti, dalle sacre vergini, con cui si supplicano i Cuori Santissimi di Gesù e Maria, il Patriarca San Giuseppe e i Santi Apostoli perché vogliano provvedere abbondantemente la Santa Chiesa di sacerdoti eletti e santi, di evangelici operai della mistica messe delle anime» (Annibale Maria Di Francia a San Pio X nel 1909).

«O poveri di Messina, voi che da lui aveste un pezzo di pane, voi che da lui aveste asciugate le lacrime, potete non piangere? Tutta Messina si sente orfana in questo momento… O santo, noi che di te non sappiamo privarci, a te raccomandiamo noi e la nostra città… Tu di là prega, noi di qui grideremo forte: Gloria, gloria, gloria gloria… Tu risponderai: Carità, carità, carità» (Arcivescovo Angelo Pajno, Orazione funebre per Annibale Maria Di Francia).

La Basilica-Santuario
di Sant’Antonio di Padova
e Sacro Cuore di Gesù

La Basilica-Santuario di Sant’Antonio di Padova e Sacro Cuore di Gesù sorge nell’area dell’antico quartiere “Avignone”, luogo segnato da povertà e degrado, dove Sant’Annibale Maria Di Francia, a partire dal marzo 1878, avviò il suo apostolato a favore dei più poveri e bisognosi. Nel 1881, tra le cosiddette “casette Avignone”, fu inaugurata la prima cappella dedicata al Cuore di Gesù.

A seguito del Terremoto di Messina del 1908, venne eretta una chiesa-baracca, dono di San Pio X, nella quale Sant’Annibale proclamò Sant’Antonio di Padova «singolarissimo e instancabile benefattore nostro e di tutti quelli che alle nostre preghiere si raccomandano».

Nella notte tra il 26 e il 27 aprile 1919, un incendio distrusse la chiesa-baracca. In quella circostanza, una donna del popolo esclamò: «Non vi preoccupate, ora il Padre Francia ne farà una tutta d’oro». Tale espressione, carica di fiducia, trovò compimento il 3 aprile 1921, quando venne posta la prima pietra dell’attuale Basilica-Santuario.

Il 4 aprile 1926 fu inaugurato il nuovo edificio sacro, con il titolo di Tempio della Rogazione Evangelica del Cuore di Gesù e Santuario di Sant’Antonio. La denominazione di “Tempio della Rogazione” richiama il suo carattere unico: si tratta infatti della prima chiesa al mondo dedicata alla preghiera per le vocazioni, secondo il comando evangelico: «Pregate dunque il Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe». Il riferimento a Sant’Antonio di Padova testimonia invece la profonda devozione che Sant’Annibale nutrì verso il Santo, promuovendo già dal 1887 l’istituzione del “Pane di Sant’Antonio”.

Il 4 aprile 2006 il Santuario è stato elevato alla dignità di basilica minore, riconoscendo il suo rilievo spirituale ed ecclesiale.

All’interno del Museo di Sant’Annibale è possibile ammirare una significativa ricostruzione in scala del quartiere Avignone, luogo in cui il Santo svolse la sua opera caritativa. La riproduzione comprende i tre vicoli principali: nel primo vivevano gli abitanti più poveri; nel secondo si svolgevano le attività quotidiane e artigianali, con botteghe quali sartoria, tipografia e calzoleria; nel terzo si affacciavano la cappella del 1886 e le stanze dei religiosi. Dopo il terremoto del 1908, lo stesso Sant’Annibale abitò in questo vicolo; la sua stanza è oggi fedelmente ricostruita all’interno del Museo.

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