Sulle orme di San Francesco. La Delegazione Sicilia Occidentale in pellegrinaggio ad Assisi nell’Ottavo Centenario del Transito del Patrono d’Italia

In occasione dell'800º anniversario del Transito di San Francesco (1226-2026), Papa Leone XIV ha indetto uno speciale Giubileo Francescano 2026, che durerà fino al 10 gennaio 2027, durante il quale tutti i fedeli Cristiani sono invitati a seguire l’esempio del Santo di Assisi, diventando modelli di santità di vita e testimoni instancabili di pace.

Nell’ambito di questo speciale Anno di San Francesco, la Delegazione della Sicilia Occidentale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha vissuto da venerdì 5 a domenica 7 giugno 2026 un Pellegrinaggio ad Assisi sulle orme del Santo Patrono d'Italia, con tappa a Perugia, che offerto un importante momento di fede, formazione e comunione ai Cavalieri, alle Dame, ai Postulanti e agli amici dell’Ordine, chiamati a riscoprire il messaggio di San Francesco e l'attualità della sua testimonianza Cristiana, in un anno particolarmente significativo per tutta la Chiesa.

Sin dall'inizio del cammino, il Pellegrinaggio si è configurato come un'occasione privilegiata per vivere i valori fondanti dell'Ordine Costantiniano: la testimonianza della Fede Cristiana, la fraternità, il servizio e la carità, in un percorso spirituale che ha consentito ai partecipanti di ottenere anche l'Indulgenza Plenaria concessa dalla Penitenzieria Apostolica ai fedeli che prendono parte devotamente alle celebrazioni del Giubileo Francescano.

Ad Assisi i pellegrini hanno celebrato anche la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, mentre i Confratelli e le Consorelle che non partecipano al Pellegrinaggio, sono stati invitati a partecipare alle funzioni organizzate dalla propria diocesi per la solennità.
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Il luminoso esempio di San Francesco, che seppe farsi povero e umile per essere un vero alter Christus sulla terra, ispiri i nostri cuori a vivere nella carità Cristiana autentica verso il prossimo e con sinceri desideri di concordia e di pace tra i popoli. Sulle orme del Poverello di Assisi, trasformiamo la speranza, che ci ha resi pellegrini durante l’Anno Santo, in fervore e zelo di carità operosa. Questo Anno di San Francesco sia un’occasione provvidenziale di santificazione e di testimonianza evangelica nel mondo contemporaneo, a gloria di Dio e per il bene di tutta la Chiesa.

L’auspicio è che questo tempo di celebrazione giubilare straordinaria, che corona otto secoli di memoria francescana, possa essere vissuto come occasione in cui lasciarsi risvegliare dalle sonnolenze e dagli egoismi. Abbiamo bisogno che le nostre vite sappiano esprimersi in sintonia con la bella notizia del Vangelo.

Il Pellegrinaggio Costantiniano è stato guidato dal Vice Delegato e Segretario Generale ad interim, Avv. Carlo Varvaro, Cavaliere de Jure Sanguinis, MP; con il Tesoriere Dott. Gastone Brizzi, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento; e la Responsabile dei Pellegrinaggi, Prof.ssa Viviana Monachella, Dama di Ufficio.

Il Vice Delegato ha dichiarato che questo pellegrinaggio ha rappresentato un autentico cammino di fede e di fraternità. «Ripercorrere i luoghi di San Francesco – ha detto – significa riscoprire valori universali come la pace, il servizio, l’umiltà e l’amore per il prossimo, principi che ancora oggi parlano al cuore dell’uomo. Il Giubileo Francescano ci invita a rinnovare il nostro impegno cristiano e cavalleresco affinché i valori che animano la nostra milizia possano tradursi quotidianamente in opere di carità e di servizio verso la Chiesa e la società».

Ad accompagnare spiritualmente i pellegrini durante il Pellegrinaggio è stato Don Giuseppe Sammartano, Cappellano di Merito con Placca d’Argento, che ha presieduto le Celebrazioni Eucaristiche e i momenti di preghiera, offrendo ai partecipanti alcune riflessioni sulla straordinaria attualità del messaggio francescano.

Nel corso delle omelie, Don Sammartano ha evidenziato come le figure di San Francesco e Santa Chiara rappresentino ancora oggi due modelli autentici di vita evangelica, capaci di indicare all’uomo contemporaneo la via della semplicità, dell’umiltà e dell’abbandono fiducioso alla volontà di Dio. San Francesco, con la sua scelta radicale di povertà e fraternità universale, e Santa Chiara, con la sua vita di contemplazione e servizio, continuano ad essere esempi concreti di una santità vissuta nella quotidianità.

Inoltre, Don Sammartano ha richiamato la figura di San Carlo Acutis, il giovane santo del nostro tempo profondamente legato ad Assisi, dove riposano le sue spoglie mortali. La sua testimonianza, ha sottolineato, rappresenta un ponte ideale tra la spiritualità francescana e le nuove generazioni, dimostrando come la santità non sia un ideale lontano, ma una chiamata concreta e possibile per ogni Cristiano.

Il Pellegrinaggio ha preso il via venerdì 5 giugno con l’arrivo a Perugia e la successiva visita alla Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi, uno dei luoghi più importanti della spiritualità francescana, che custodisce la Porziuncola, la piccola chiesa tanto amata da San Francesco, luogo in cui comprese pienamente la propria vocazione, nacque l’Ordine Francescano e successivamente anche quello delle Clarisse.

La Porziuncola rappresenta il cuore spirituale del francescanesimo: qui il Santo visse lunghi momenti di preghiera e qui trascorse gli ultimi istanti della sua vita terrena, prima della morte avvenuta il 3 ottobre 1226.

Nello stesso luogo San Francesco ottenne da Papa Onorio III il celebre “Perdono d’Assisi”, l’indulgenza plenaria legata alla visita della Porziuncola.

Nella Basilica di Santa Maria degli Angeli è stata celebrata la Santa Messa di apertura del Pellegrinaggio.

La giornata di sabato 6 giugno è stata interamente dedicata alla scoperta dei luoghi che custodiscono la memoria viva di San Francesco.

Prima tappa la Basilica di Santa Chiara, custode delle spoglie della santa e luogo che, fino al 1230, accolse anche quelle di San Francesco. Qui, è stato possibile approfondire la straordinaria testimonianza di vita di Santa Chiara, modello di Fede e di dedizione evangelica, strettamente legata all’opera di San Francesco.

Il Pellegrinaggio è quindi proseguito verso il Santuario della Chiesa Nuova, costruito sul luogo dove sorgeva la casa di Pietro di Bernardone, padre del santo. Particolare interesse ha suscitato la piccola cella nella quale il giovane Francesco fu rinchiuso dal padre nel tentativo di allontanarlo dalla sua scelta di povertà e di radicale adesione al Vangelo. Un luogo che ancora oggi racconta il difficile percorso di conversione del santo e la sua ferma volontà di seguire la chiamata del Signore.

Suggestiva la visita alla Cattedrale di San Rufino, uno dei simboli della Città di Assisi. All’interno della chiesa è custodito il fonte battesimale nel quale ricevettero il Battesimo San Francesco, Santa Chiara e l’imperatore Federico II di Svevia. Un luogo che racchiude secoli di storia civile e religiosa e che ha suscitato grande interesse nei pellegrini.

Il momento più intenso dell’intero pellegrinaggio è stato poi senza dubbio la visita alla Basilica di San Francesco d’Assisi. La maestosità del complesso monumentale, dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità, gli splendidi affreschi di Giotto che raccontano la vita del Santo e, soprattutto, la possibilità di sostare in preghiera davanti alla sua tomba hanno rappresentato il culmine del cammino spirituale della Delegazione.

La discesa nella cripta, dove riposano le spoglie del santo, è stata vissuta con particolare raccoglimento. Il silenzio del luogo e la semplicità della sepoltura hanno richiamato il valore dell’umiltà, della povertà evangelica e della piena fiducia nella Provvidenza divina che hanno caratterizzato l’intera esistenza di Francesco. La contemplazione degli affreschi di Giotto ha inoltre consentito di ripercorrere, attraverso l’arte, i momenti fondamentali della vita del Santo, rendendo ancora più viva e attuale la sua testimonianza cristiana.

Il pellegrinaggio è quindi proseguito verso l’Eremo delle Carceri, immerso nel verde del Monte Subasio. Questo luogo, lontano dal frastuono della città, rappresenta uno degli spazi più significativi della spiritualità francescana. Qui San Francesco e i suoi primi compagni si ritiravano in preghiera e meditazione, vivendo un rapporto autentico con il Creato e con il Signore. In tal senso, la quiete del bosco, le antiche grotte naturali e il silenzio dell’eremo hanno favorito nei partecipanti una profonda riflessione personale, permettendo di comprendere ancora meglio il messaggio francescano di armonia tra uomo, natura e Dio, in una perfetta sintesi di contemplazione e vita spirituale.

Tappa significativa è stata la visita alla Chiesa di San Damiano, luogo profondamente legato alla conversione di San Francesco. Secondo la tradizione, proprio davanti al Crocifisso custodito nella chiesa ascoltò le parole: «Francesco, va’ e ripara la mia casa», episodio che segnò profondamente il suo cammino spirituale e la missione di rinnovamento della Chiesa.

Così, nel corso del pellegrinaggio, i Cavalieri, le Dame e i Postulanti e gli amici hanno avuto modo di riscoprire l’attualità del messaggio di San Francesco, il quale continua ancora oggi a proporre un modello di santità fondato sulla semplicità, sulla fraternità universale, sulla pace e sull’amore per il Creato. In questo speciale Anno Giubilare, il suo esempio si presenta infatti come un invito concreto a vivere il Vangelo nella quotidianità, attraverso gesti di carità, servizio e attenzione verso il prossimo.

La giornata si è conclusa con la celebrazione della Santa Messa prefestiva della solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, seguita da un momento conviviale.

Domenica 7 giugno, la giornata conclusiva è stata dedicata alla visita guidata della Città di Perugia. Accompagnati da una guida, i partecipanti hanno potuto conoscere le principali testimonianze storiche e artistiche del capoluogo umbro, dalla Rocca Paolina e la suggestiva città sotterranea alle antiche mura etrusche, da piazza Italia a corso Vannucci, fino alla Cattedrale di San Lorenzo, custode di importanti opere d’arte come la Madonna delle Grazie, attribuita al Perugino, e la pala della Deposizione dalla Croce di Federico Barocci.

«Questo pellegrinaggio – ha osservato il Delegato per la Sicilia Occidentale, il Nob. Prof. Salvatore Bordonali, Cavaliere Gran Croce di Giustizia, a margine del Pellegrinaggio – rappresenta un’importante occasione di crescita spirituale e di fraternità per tutta la nostra Delegazione. Ripercorrere i luoghi di San Francesco nell’Ottavo Centenario della sua morte significa riscoprire valori profondi come l’umiltà, la pace, la semplicità e il servizio verso il prossimo. In un tempo segnato da conflitti e incertezze, la testimonianza del santo di Assisi continua ad essere straordinariamente attuale e capace di parlare al cuore delle persone. È quindi un cammino di fede, ma anche un’esperienza di condivisione e riflessione comunitaria, che aiuterà Cavalieri, Dame e Postulanti a vivere con maggiore consapevolezza il proprio impegno cristiano e il servizio che l’Ordine Costantiniano porta avanti quotidianamente nel solco della tradizione della Chiesa.
Rivolgo il mio più sincero ringraziamento ai Cavalieri, alle Dame, ai Postulanti e agli amici dell’Ordine che hanno condiviso questo itinerario spirituale, contribuendo a rendere il Pellegrinaggio un’esperienza di autentica comunione ecclesiale e umana».

Il Pellegrinaggio giubilare ad Assisi si inserisce così nel più ampio percorso di formazione spirituale promosso dalla Delegazione della Sicilia Occidentale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, confermando come il cammino sulle orme dei santi rappresenti ancora oggi un’occasione privilegiata per rinnovare la propria fede, approfondire la tradizione cristiana e rafforzare l’impegno a servizio della Chiesa, del prossimo e del bene comune, nel segno di quel messaggio di pace e fraternità che San Francesco continua a consegnare al mondo a ottocento anni dal suo beato Transito.

Il Giubileo Francescano 2026

Papa Leone XIV ha stabilito che dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027 si celebra il Giubileo Francescano. In questo speciale Anno Giubilare, che rappresenta un’ideale continuazione del Giubileo Ordinario del 2025, in commemorazione dell’Ottavo centenario del transito di San Francesco d’Assisi, tutti i fedeli Cristiani sono invitati a seguire l’esempio del Santo di Assisi, diventando modelli di santità di vita e testimoni instancabili di pace.

L’Indulgenza plenaria

«[…] Sua Santità Papa Leone XIV, Ministro della nostra fede e della nostra gioia, stabilisce che, dal 10 gennaio 2026, in concomitanza con la chiusura del Giubileo Ordinario, fino al 10 gennaio 2027, sia indetto uno speciale Anno di San Francesco, in cui ogni fedele cristiano sull’esempio del Santo di Assisi si faccia egli stesso modello di santità di vita e testimone costante di pace.

Per un più perfetto conseguimento delle finalità preposte, la Penitenzieria Apostolica, attraverso il presente Decreto emesso in conformità al volere del Sommo Pontefice, in occasione dell’Anno di San Francesco concede l’Indulgenza plenaria alle consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), applicabile anche in forma di suffragio per le anime del Purgatorio»
(Decreto della Penitenzieria Apostolica, 10 gennaio 2026).

La grazia di questo speciale Anno Giubilare si estende anche a tutti i fedeli, senza distinzione, che, con l’animo distaccato dal peccato, visiteranno in forma di pellegrinaggio qualsiasi chiesa conventuale francescana o luogo di culto dedicato a San Francesco in qualunque parte del mondo. Gli anziani, i malati e quanti, per gravi motivi, non possono uscire di casa, potranno ugualmente ottenere l’indulgenza plenaria unendosi spiritualmente alle celebrazioni giubilari e offrendo a Dio le loro preghiere, i loro dolori e le loro sofferenze.

La preghiera del Papa

«In questo Anno di grazia, desidero consegnarvi una preghiera affinché San Francesco d’Assisi continui a infondere in tutti noi la perfetta letizia e la concordia:
San Francesco, fratello nostro, tu che ottocento anni or sono andavi incontro a sorella morte come un uomo pacificato, intercedi per noi presso il Signore.
Tu nel Crocifisso di San Damiano hai riconosciuto la pace vera, insegnaci a cercare in Lui la sorgente di ogni riconciliazione che abbatte ogni muro.
Tu che, disarmato, hai attraversato le linee di guerra e di incomprensione, donaci il coraggio di costruire ponti dove il mondo erige confini.
In questo tempo afflitto da conflitti e divisioni, intercedi perché diventiamo operatori di pace: testimoni disarmati e disarmanti della pace che viene da Cristo.
Amen»
(Papa Leone XIV).

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